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Il numero uno dell'Unione, Milanese: «La vera battaglia è la riforma della Serie C»

«Aspettiamo il 28 per analizzare il nuovo protocollo per gli allenamenti. Ma sulla C Elite con la riduzione dei pro non mollo»

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TRIESTE «La vera battaglia da vincere è quella della riforma». Da due mesi quella che era da tempo una convinzione è diventata un mantra da ripetere a voce sempre più alta. Mauro Milanese, metabolizzati gli esiti del Consiglio federale che non ha chiuso il torneo di C, assieme ai problemi da risolvere per un possibile ritorno in campo vuole portare avanti l’obiettivo del cambio di format della C. Del resto l’amministratore unico della Triestina ha come compagni di crociata gran parte delle società più illustri (che quanto a risultati non sempre sono le più brave) dell’attuale terza serie. Molti di quei club che per intenderci hanno optato per votare (perdendo) in favore dei playoff per la quarta piazza in quell’ultima assemblea di Lega “snobbata” dal Consiglio di giovedì scorso. Del resto è una battaglia condivisa anche dal cugino Mario Biasin, quello che apre il portafogli. E il presidente Gravina non sta certo osteggiando l’idea. Anzi, a detta di molti che gli sono vicini, la appoggia e la vuole realizzare. Anche se i tempi non sono definiti.

«Da giovedì prossimo (incontro tra Conte e Spadafora con i vertci del calcio ndr) - dice Milanese - cominceremo a ragionare su come possiamo programmare gli allenamenti in vista dell’ipotizzata ripresa. Analizzeremo il nuovo protocollo, perché quello in vigore oggi, a detta dei medici sportivi, non è praticabile in C. Ad ogni modo basta fare due conti per capire che non ci sono le settimane sufficienti per concludere la regular season e fare i playoff. Quest’ultima ipotesi mi pare l’unica percorribile a patto che sia garantita la salute di tutti». In effetti anche giocando ogni tre giorni fino al termine stabilito del 20 agosto con il format attuale ci sarebbero davanti 12 turni (13 per chi deve recuperare) e 9 partite di play-off per chi arriva in finale. In tutto dunque 11 settimane.

È evidente che anche la Figc sa che non si può fare. «Se tutto dovesse filare liscio - continua l’au dell’Unione - si potrebbe ipotizzare il via ai play-off la prima settimana di luglio per chiudere appunto il 20 agosto. Del resto se la A parte l’indirizzo della Figc è quella di fare giocare tutti i professionisti anche se la tra la massima divisione e la terza serie c’è una differenza notevole a livello organizzativo e logisitico. La Triestina cercherà di essere pronta al meglio. Poi penso che a settembre si aprirà la finestra di mercato e penseremo alla prossima stagione ma prima sarebbe opportuno dedicarsi alla ristrutturazione dei campionati. Anche se io auspicavo una riflessione a campionati fermi». La riorganizzazione di cui parla Milanese ha come obiettivo la sostenibilità economica dei club che hanno sulle spalle anche i mancati introiti dovuti agli effetti del coronavirus. «Ormai sono in molti a chiedere una riduzione del numero di squadre professionistiche dalle attuali 100 a 60. La B a 40 sarebbe ideale ma penso che anche l’approdo, forse più praticabile, a una C Elite potrebbe garantire maggiori ricavi alle 20 società iscritte, mentre le altre 40 società potrebbero avvalersi dei vantaggi normativi e fiscali del semiprofessionismo. Secondo me converrebbe a tutti. Le resistenze non mancano ma io non mollo». —


 

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