La Bianchi riaperta per cento atleti: «Il ritorno in acqua è una rinascita»

Dai tuffi della Batki al nuoto, dal sincro alle orchette Cassio (Ustn): «Emozioni che mancavano da due mesi»

TRIESTE «Ma ti ricordi ancora come si nuota?». Come il primo giorno di scuola. O come scartare un regalo a Natale. O come una foto di quelle dove il sorriso non lo devi neanche sollecitare. Gioia pura. E voglia di tornare in acqua.

Mancava da due mesi, la piscina. Due interminabili mesi. E le porte della Bianchi si sono riaperte ieri per un centinaio di atleti di interesse nazionale delle società triestine. Dai tuffi, con il ritorno di Noemi Batki, al nuoto, dal paralimpico al sincronizzato, fino alla pallanuoto.



In realtà, in questi due mesi di lockdown gli atleti avevano comunque seguito le direttive dei preparatori allenandosi a casa. Ma il lavoro a secco, beh, è come Trieste senza il golfo, Barcola senza scogli. Pesci senz’acqua, appunto. «I ragazzi sono stati fantastici - è la fotografia di Nicola Cassio, capoallenatore e team manager della Triestina Nuoto - Si è trattato di un ritorno in piscina dovendo rispettare le norme di sicurezza, con tanto di autocertificazione della Federnuoto, ingresso delimitato e verifica al termoscanner. Alla vigilia c’era un po’ di apprensione su come i ragazzi avrebbero reagito e invece sono stati proprio loro a vivere questo ritorno in sicurezza con entusiasmo. Ha prevalso la voglia prepotente del ritorno alla normalità. E mi ha fatto piacere notare come per una generazione sempre più abituata a dialogare a distanza grazie alla tecnologia, il contatto diretto dopo due mesi virtuali sia stato emozionante. Hanno riscoperto la bellezza di un sorriso senza il filtro di uno schermo, il piacere di sentire un compagno nuotare nella corsia accanto».

Trieste, piscina Bianchi riapre per gli atleti di interesse nazionale



Primo giorno di scuola anche per la Pallanuoto Trieste. Anzi, per “le” Pallanuoto Trieste. Ragazzi e orchette, in successione, con il ds Andrea Brazzatti soddisfatto quasi come i suoi pupilli tornati in vasca. «Sono ritornati nel loro ambiente naturale, rivivono la sensazione della normalità anche se per almeno due settimane gli allenamenti rimarranno individuali e la palla non farà la sua comparsa. Ma non importa, contava ricominciare. Temevo che non sarebbe stato possibile prima di giugno, il Centro federale invece ci ha permesso di poter anticipare i tempi ed è stato un regalo per il quale ringraziamo Franco Del Campo».

Per qualcuno la giornata è stata ancora più speciale. Nell’ultimo anno mamma Ilaria Colautti ha potuto stare poco vicina alle sue orchette. Il ritorno alla Bianchi ha un sapore particolare per l’allenatrice che, in maternità, aveva saltato la prima parte del campionato di A1. «Quanto entusiasmo! Era dal 9 marzo che le mie orchette non nuotavano ma anche in questo due mesi a casa mi hanno dato soddisfazioni. C’è chi ha studiato con impegno in vista degli esami di maturità, c’è chi ha aiutato i volontari della Spesa solidale. Sono orgogliosa di loro, le mie sono brave ragazze, non solo brave atlete». Brillano gli occhi alla Colautti. «Tutto questo ci mancava. E non importa se ci sono le limitazioni, se a bordo vasca le sedie sono distanziate, se non tutto è come era prima. Ma siamo tornate. E per me, che in questo attesissimo anno storico in A1 ho potuto andare solo due volte in panchina, è come se una nuova avventura cominciasse proprio ora». —
 

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