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Stibilj: «Mi spiace per il rinvio della tappa di Cdm a Opicina»

Dopo il ritiro dalle competizioni la vita della pluricampionessa è ancora legata allo sport: «Sono sempre in contatto con le mie atlete con le videolezioni»

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TRIESTE «Sarebbe stato molto eccitante se Trieste avesse potuto ospitare una tappa di Coppa del Mondo: da spettatrice me la sarei sicuramente goduta».

Nemmeno per un secondo Silvia Stibilj ha pensato di poter rimettere ai piedi i pattini su rotelle e tornare in gara. La pluricampionessa mondiale in carica della Solo Dance internazionale è felice di aver abbandonato l’attività agonistica dopo aver messo in bacheca il quinto titolo iridato assoluto. «È stata una scelta fatta con tanta consapevolezza e serenità. Ci ho ragionato diversi anni, quindi nessun ripensamento o pentimento, nemmeno con la possibilità (poi in realtà svanita a causa dell’emergenza Coronavirus, ndr) di poter gareggiare in una gara mondiale davanti al pubblico della mia amata città», racconta Stibilj. La “nuova” vita di Silvia è comunque legata allo sport che da quando aveva 3 anni ha fatto parte della quotidianità della bionda atleta di Bagnoli della Rosandra.

Quando ancora era in gara a difendere il suo titolo mondiale, Silvia aveva iniziato ad intraprendere la carriera da allenatrice. Carriera che stava proseguendo positivamente all’interno della sua società dove è nata e cresciuta, il Pattinaggio Artistico Triestino, prima del blocco dell’attività causato dall’emergenza sanitaria in corso.

«Sono sempre in contatto con le mie atlete e grazie anche all’apporto di Monica (Bidoli, ex azzurra, fresca di laurea in Architettura, ndr) stiamo creando delle videolezioni che vanno ad abbinarsi alle schede di preparazione atletica che la società ha già fornito alle ragazze della Solo Dance internazionale», puntualizza Silvia.

In questo periodo di stasi Stibilj si sta rilassando. Tra Netflix e libri le giornate trascorrono lentamente e vengono vivacizzate soprattutto dalla fedele Grace, la maltesina che a giugno compirà 3 anni.

«Mi sto godendo la nuova serie tv in onda su Netflix, si chiama “La casa di carta”. Ci vuole un po’ di svago, sia perché mi ero scordata questa sensazione, dopo tanti anni di disciplina con il pattinaggio, e poi perché le giornate chiusi in casa dobbiamo pur farle passare in qualche modo», spiega Stibilj.

Assieme a mamma Marina, la cuoca di casa, Silvia si sta approcciando anche alla realizzazione di copripattini con risultati, per ora, non proprio eccelsi. «Diciamo che mi sto impegnando, ma devo ancora lavorarci su. Preferisco applicare gli strass sui vestiti di gara delle atlete», scherza la pentacampionessa mondiale.

Un’ultima riflessione Silvia la fa su quello che dovrebbe essere l’ennesima importante medaglia da mettere in cassaforte: la laurea.

«Vivendo a Udine, lavorando in pista a Trieste e studiando a Portogruaro gli studi stanno andando un pochino a rilento. Diciamo che sto riprendendo in mano questo capitolo della mia vita per cercare di chiudere con successo questo percorso. Il fatto di non poter allenare è indubbiamente un incentivo per riaprire i libri e cercare di ottenere un’altra importantissima vittoria». —




 

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