La Triestina Nuoto ora apre la sua “piscina in Rete”a tutti

Giovanissimi atleti della Triestina Nuoto durante una manifestazione per il centenario della società.

Dopo i tutorial online per i suoi atleti, la società metterà a disposizione anche una serie di esercizi per chi vuole allenarsi a casa. Isler: «Lo dobbiamo a Trieste»

 TRIESTE La signora centenaria dell’acqua stavolta si è dimostrata la più giovane di tutti aggiudicandosi una sfida che non avrebbe mai voluto affrontare. Nel periodo di emergenza coronavirus e con gli sportivi praticanti obbligati a stare a casa, si sta diffondendo l’abitudine agli allenamenti online, coinvolgendo i propri tesserati. La Triestina Nuoto è stata tra le prime in regione a intuire la gravità del problema e il bisogno di mantenere un contatto con i propri atleti, senza lasciarli soli. Ha varato video tutorial online e adesso fa un ulteriore passo in avanti aprendo la propria piscina virtuale a tutti, con parti accessibili anche ai non tesserati.

Renzo Isler, presidente della Ustn, spiega l’iniziativa. «Siamo stati tra i primi a sospendere l’attività in vasca, subito dopo l’ordinanza regionale del 23 febbraio. Abbiamo fermato le scuole nuoto, abbiamo ripreso parzialmente per qualche giorno solo con gli agonisti, poi in base al decreto ministeriali ci siamo fermati del tutto. Ma non nuotare alla Bianchi non doveva significare bloccare i nostri ragazzi. Siamo partiti da subito con i video tutorial e poi sfruttando le tecnologie disponibili abbiamo proseguito. Oltre al sito www.triestinanuoto.con, siamo attivi su Facebook, Instagram e abbiamo aperto un canale Youtube. I dirigenti si tengono in contatto con i tecnici che a loro volta si tengono in contatto con gli atleti dei nostri tre settori: nuoto, tuffi e nuoto sincronizzato. I nostri ragazzi adesso hanno la possibilità di svolgere da casa esercizi in diretta con i tecnici. Se non possono farlo, hanno comunque l’opportunità di recuperare le schede degli allenatori». Nasce quindi la Ustn School on line, con lezioni specifiche per le varie categorie, piccoli compresi. Pesciolini, Stelle marine e paperelle.


LA SVOLTA

Ma c’è anche un’altra novità. La spega lo stesso Isler: «Adesso abbiamo deciso di mettere a disposizione di tutti gratuitamente una parte del nostro lavoro. Lo facciamo per un senso civico nei confronti di Trieste. Vogliamo condividere la possibilità di fare esercizi anche con chi si trova a casa, vorrebbe fare movimento ma non sa come. In questi momenti è giusto che ognuno cerchi di rendersi utile per le proprie competenze».

È suggestivo che sia una società centenaria come la Triestina Nuoto un modello dello sport 2.0...«Ripeto sempre che i nostri anni - prosegue il presidente della società alabardata - sono 100+1. Ecco, quell’uno rappresenta il momento di mettere il turbo. Queste settimane di emergenza stanno toccando un’intera comunità. Tutti dovremo trarre insegnamento da questo periodo. Noi nel nostro piccolo, costretti a rimanere a casa, abbiamo trovato un nuovo modo di comunicare e ci servirà anche quando tutto questo sarà finito. Si comunica senza confini. La scorsa settimana i ragazzi della prima squadra di nuoto hanno partecipato ad allenamenti online con altre squadre da 5 Paesi seguiti da sei tecnici. C’erano statunitensi, colombiani. Un’ esperienza figlia della necessità ma che ci servirà anche in futuro».

LA CINA

Isler è stato a lungo direttore di Generali Cina e conserva rapporti di lavoro e di amicizia in Oriente. «Vado spesso in Cina e sarei dovuto partire il 4 febbraio scorso. L’emergenza coronavirus a Wuhan e nel resto del Paese mi ha bloccato a Trieste. Ma ogni giorno mi sento con amici cinesi. Fino a qualche settimana fa ero io a chiedere informazioni allarmato, adesso sono loro che seguono con ansia cosa sta succedendo in Italia. Mi dicono che stanno uscendo dal tunnel - prosegue il presidente della Triestina Nuoto - La gente sta tornando a uscire, c’è chi era entusiasta di rivedere quegli imbottigliamenti stradali che avrebbe maledetto fino a tre mesi fa. Sono usciti dall’emergenza con misure draconiane e forse per le nostre abitudini è difficile capire questo atteggiamento. Adesso però sentono che possono vivere la primavera anche oltre il vetro delle loro abitazioni. Il sacrificio è stato importate per uscire dalle difficoltà». —

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