Di Carlo: «Triestina ancora tra le favorite, per fare bene al Rocco serve un Vicenza al top»

Il tecnico dei biancorossi: «Alabardati in grado di recuperare. Noi dobbiamo rispondere subito alla sconfitta con il Padova»

TRIESTE. Domani al Rocco, per uno dei derby tradizionalmente più sentiti, non solo arriva il Vicenza, ma anche il tecnico sicuramente più prestigioso dell’intera serie C, ovvero Mimmo Di Carlo, da questa stagione sulla panchina dei biancorossi, dove ha avuto una lunga militanza da calciatore.

Di Carlo, dopo tanti anni di panchine di serie A e qualcuno in B, desta sensazione il suo ritorno in una serie C affrontata solo a inizio carriera: come mai questa scelta?


«La mia scelta è stata dettata dal fatto che qui c’è una proprietà di spessore, con persone serie e con un preciso progetto di crescita da fare anno dopo anno. Il fatto poi che questa realtà si chiami Vicenza, per me era troppo stimolante e mi ha evocato tantissime emozioni».

Quindi nessun peso a scendere di categoria?

«Assolutamente no, è vero che ho fatto tanti anni in categorie superiori, ma il Vicenza è la mia serie A e mi sono buttato a capofitto in questa avventura. Inoltro ho ritrovato Magalini come diesse che ho avuto negli anni di Mantova. Insomma ci sono tante cose che mi hanno portato a questa decisione, soprattutto l’idea di costruire una squadra per primeggiare e crescere sempre di più».

L’obiettivo è la promozione immediata?

«Quest’anno credo che siamo in un gruppetto di 4-5 squadre molto simili come valori, penso al Padova, alla Triestina, al Suditirol, senza dimenticare Piacenza, Reggiana e Carpi, ognuno con le sue strade e i suoi progetti. Credo che tra queste ci si giocherà il campionato, anche se non è emersa ancora una squadra più forte delle altre».

Com’è andata questa settimana con i due derby col Padova?

«In campionato era più giusto il pareggio, anzi nel primo tempo abbiamo fatto più noi, poi sappiamo com’è il calcio ed è arrivato il loro gol nel finale, difficile da recuperare sul campo pesante. Poi in Coppa Italia c’è stata una reazione molto positiva, ho fatto giocare quelli che ritengo gli altri titolari e si sono fatti valere, a dimostrazione che il gruppo ha tanta voglia di essere protagonista».

Ha citato ancora la Triestina fra le favorite nonostante sia molto indietro in classifica: come mai?

«Ma basta vedere l’organico e cosa hanno fatto lo scorso anno, anche se ogni stagione si riparte da zero. Ma ripeto, basta guardare la rosa, lo stadio, la tifoseria, la storia, le tante motivazioni. Resta una squadra con la quale per fare risultato, soprattutto al Rocco, devi giocare al 100 per cento. Se dai il 90 per cento non esci con un successo».

Si è fatto un’idea su cosa non ha funzionato finora nella Triestina?

«Credo che quando si incappa inizialmente in qualche risultato negativo, poi non si accende la scintilla. Quell’avvio non ha creato l’alchimia giusta e non ha portato entusiasmo. Ma il valore della squadra è alto, mancano un po’ di punti, è un dato di fatto, ma ha tutto il tempo per recuperare. Anche se spero inizi a farlo dalla partita dopo quella contro di noi».

Che partita si attende domani?

«Di grande spessore e intensità. La Triestina sarà arrabbiata dopo la sconfitta di Salò e ci metterà qualcosa in più per vincere, ma troverà un Vicenza che se la giocherà allo stesso modo e ribatterà colpo su colpo: noi stiamo bene, c’è entusiasmo e voglia di crescere ancora, e la sconfitta con il Padova ci deve dare una spinta ulteriore».


 

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