Trieste sul parquet nel nome di Sveva: battere Brescia per risalire ancora

La piccola Sveva

Stasera alle 20.30 all’Allianz Dome denominazione e maglie speciali per i biancorossi

TRIESTE No, non potrà esserlo nemmeno un tiro vincente da metà campo all’ultimo secondo del quarantesimo minuto. Nè nessun altro tiro. Il canestro più bello tra Pallacanestro Trieste e Germani Brescia verrà segnato prima della palla a due alle 20.30. Lo segneranno in dodici ma sarà come se fosse stato segnato dalle mani di una bambina di otto anni. Una bambina che sorridendo ai compagni e alla vita liberava il suo entusiasmo con un pallone scagliato verso un canestro da minibasket.



Sveva ci manca da oltre due settimane. Il pubblico dell’Allianz Dome che l’ha seguita nella sua battaglia, che ha sperato davanti a piccoli segnali di ripresa e che si è risvegliato in lacrime il 30 settembre, avrebbe voluto unirsi subito a quell’intenso, lunghissimo minuto di applausi che ha attraversato i campi italiani. L’inagibilità dell’impianto e l’inversione del campo con Milano impedirono l’omaggio da parte del pubblico che più di tutti era stato vicino alla piccola e alla sua famiglia.



Accadrà stasera, con un gesto di affetto che conta più di qualsiasi parola. Per una sera - questa - la squadra cambierà nome e maglia. Scenderà in campo la “Sveva Trieste”. Un nome e un cuore. Un piccolo cuore che continuerà a battere sulle divise biancorosse per tutto il resto del campionato. Spiega il presidente della Pallacanestro Trieste Gianluca Mauro: «Questa giornata deve essere un momento sereno, pensando a quanta energia e vitalità ha fatto emergere Sveva, che ha avuto anche la forza di unire da Nord a Sud tutti i campi. Noi giocheremo con Sveva nel nostro cuore per tutta la durata del campionato: lo faremo portando sulla maglia un simbolo, quel cuore che ha sempre caratterizzato Sveva e che rappresenta l’amore di tutti noi per lei».



La “Sveva Trieste” cercherà di giocare il suo basket migliore con una Germani Brescia che ha mostrato di saper esprimere sprazzi di gioco notevoli vincendo, ad esempio, al Forum di Milano. La vittoria di Sassari ha dato serenità e fiducia alla squadra di Eugenio Dalmasson. «Successi così - spoega il coach - favoriscono l’autostima. Ci aspetta una sfida di alto livello che richiederà da parte nostra una grande difesa e spirito di sacrificio. Se la mettiamo sul piano del confronto a chi segna di più o è più bravo ci votiamo al suicidio. Dovremo stare accorti, sempre attaccati alla partita, come abbiamo fatto una settimana fa al PalaSerradimigni».

Un successo contro la formazione di Enzino Esposito permetterebbe a Trieste di salire un altro gradino distanziando ulteriormente il fondo prima della pausa obbligata del prossimo turno. —


 

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