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Triestina, Gautieri: "Voglio un cambio di mentalità"

Gautieri subito al lavoro con la Triestina

Doppio allenamento con il nuovo tecnico. I giocatori possono raddrizzare la stagione ma devono crederci

TRIESTE «Ho atteso un po’ per avere l’opportunità giusta e adesso mi reputo fortunato di poter lavorare per una società seria e con la storia della Triestina». Carmine Gautieri appena arrivato ha già preso contatto con i suoi giocatori dirigendo il primo (e nel pomeriggio il secondo) allenamento sul prato del Grezar. Obiettivo? Il tecnico fa capire di voler lavorare sull'aspetto mentale. Vuole cambiare la mentalità. 

Ma come si è arrivati a Gautieri? Il numero uno alabardato Mauro Milanese prima ha avvertito le incomprensioni tra Pavanel e i giocatori, poi ha visto una reazione del gruppo e infine, nelle ultime due giornate, ha visto riaffiorare vecchi vizi. Tanto da andar giù duro con i giocatori nel dopo partita di domenica a Reggio Emilia.

Una durezza , fino alla minaccia di cambiare mezza squadra, che poche volte capita nel mondo del calcio professionistico. Vedremo se le parole e le ventilate sanzioni faranno effetto ma il compito primario di Gautieri sarà quello di rivitalizzare un gruppo che ha improvvisamente perso quell’identità che l’aveva contraddistinto fino alla famigerata finale play-off persa contro il Pisa. Le cause sono molteplici e neppure tanto chiare. Il nuovo tecnico dovrà resettare gli animi dei giocatori almeno al pari degli accorgimenti tecnico-tattici.



Il rendimento individuale di alcuni uomini che costituivano l’ossatura della scorsa stagione è sotto gli occhi di tutti. La partenza di un leader come Coletti, alcune incertezze di Offredi, le magagne di Frascatore e di Lambrughi, la forma che stenta ad arrivare di Maracchi, la scarsa presenza di Steffè, l’imprecisione per eccesso di generosità di Granoche in attacco sono alcuni aspetti da non sottovalutare.

Ma la costante di queste contraddittorie prime nove gare con cinque sconfitte è la mancanza di continuità tra un match e l’altro e anche nello svolgimento dei 95’ di gioco.

La società parla di mancanza di cattiveria agonistica e in fondo anche di umiltà nell’affrontare una serie C nella quale spesso conta più la corsa e la forza che la tecnica. L’impressione è che chi va in campo non snobbi la partita (cioè non giochi con il cuore) ma che anzi sia animato da una carica non gestita in modo razionale. A tratti la Triestina ha un ardore esagerato (negli occhi l’avvio della ripresa al Mapei stadium con l’espulsione di Frascatore) che si alterna con fasi di deconcentrazione.

La scommessa del nuovo tecnico è quella di riuscire a trasmettere, a una squadra che su questo aspetto parte da zero, il giusto mix tra aggressività e equilibrio. Nel calcio poi le vittorie e i gol realizzati aiutano non poco la crescita del collettivo. Tutti i tecnici indicano come un traguardo la consapevolezza del gruppo nei propri mezzi. Questa Triestina ha invece perso un’identità raggiunta. Il compito è più facile o più arduo? Difficile rispondere, quel che è certo è che Gautieri deve lavorare con serenità, intensità e metodo. Non sarà facile raddrizzare la stagione ma ci sono ancora i margini per farlo (non per la leadership). Ma solo se tutti ci crederanno. —


 

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