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De Rose, ecco il pass mondiale: «In Corea dovrò essere al top»

L’atleta della Trieste Tuffi ha conquistato la qualificazione nella specialità delle grandi altezze con il nono posto in Coppa del Mondo. «Con l’allenatore Vidal Ratia sto lavorando sulla tecnica»

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TRIESTE Non proprio impeccabile negli obbligatori, benissimo invece nei liberi. E alla fine, alla due giorni di Coppa del Mondo di Abu Dhabi, per Alessandro De Rose, l’atleta della Trieste Tuffi unico azzurro nella specialità grandi altezze (la piattaforma è posta a 27 metri, praticamente il tetto di un palazzo di nove piani...), è arrivato il nono posto, il che vale la conquista della qualificazione ai Mondiali del prossimo anno, in programma ad agosto a Gwangju, in Corea del Sud.

De Rose, obiettivo raggiunto in pieno...

Sì, sono molto soddisfatto: alla vigilia avevo detto che questa di Abu Dhabi non era l’ultima gara del 2018 ma la prima del 2019, perché doveva portarmi al Mondiali in Corea. E ce l’ho fatta, la partecipazione è assicurata.

In palio c’era anche un posto nel roster fisso delle World Series Red Bull: è stato sufficiente il nono posto in Coppa del Mondo per centrarlo?

Ancora non lo sappiamo, attendo la comunicazione dagli organizzatori, attesa per la prossima settimana: al momento, preferisco non sbilanciarmi, sono calcoli complicatissimi nei quali non mi addentro...»



In Coppa del Mondo è andato meglio nei tuffi liberi piuttosto che nelle figure obbligatorie.

Vero. Proprio per questo sto lavorando con l’allenatore della Trieste Tuffi Emilio Vidal Ratia proprio sugli aspetti più tecnici, in particolare sulla prima parte del tuffo.

Intanto, la stagione 2018 è finita. Un po’ di vacanza, adesso?

No, torno subito in piscina: i Mondiali in Corea saranno l’appuntamento clou della prossima stagione, voglio arrivarci al top della condizione senza lasciare nulla di intentato.

Anche la Coppa del Mondo di Abu Dhabi ha confermato che il movimento dei tuffi dalle grandi altezze sta crescendo sempre più: non è più un ristretto club di pazzi scriteriati...

È vero, e noto che ad avvicinarsi sono soprattutto atleti che vengono dal mondo dei tuffi, diciamo così, tradizionali, atleti che quindi dispongono di un ottimo background tecnico.



E in Italia come è la situazione? Lei continua a essere l’unico azzurro sulla scena internazionale.

Anche a livello nazionale c’è un interesse crescente. Sono tanti i ragazzi che mi contattano per avere consigli su come avvicinarsi a questa specialità e per carpirne i segreti e io sono molto contento di condividere la mia esperienza: vedrete che nei prossimi anni sicuramente ci saranno altri azzurri anche nei tuffi dalle grandi altezze.—


 

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