Sdegno per gli insulti dei genitori rivolti dagli spalti ai piccoli atleti avversari

Bogdan Tanjevic

Fanno discutere i tre episodi che hanno visto presi di mira due arbitri e un’atleta, tutti adolscenti. Boscia: troppa maleducazione. Tanjevic: «I bambini vanno coccolati, servono esempi positivi e lezioni di vita»

TRIESTE. Un coro unanime di sdegno. La consapevolezza che non si è trattato di episodi sporadici ma segnali di un fenomeno che, senza i giusti argini, rischia di diffondersi. Ha fatto discutere la denuncia di tre distinte vicende che hanno visto genitori spettatori a partite di basket prendere di mira due giovani arbitri e un’atleta Under 16. Un dibattito arricchito anche dalla proposta provocatoria del presidente dell’Alma Gianluca Mauro che ieri sul suo profilo Facebook ha scritto: «Ci vorrebbe un Daspo anche per quei genitori».



Bogdan Tanjevic è il responsabile del settore tecnico delle Squadre Nazionali, sta seguendo da vicino l’attività delle rappresentative azzurre giovanili e con la sua grande esperienza è il giudice più qualificato su questi episodi. «Li trovo inauditi. Sono gravi esempi di maleducazione».

Cosa si può fare per educare il genitore tifoso che trascende e offende avversari o arbitri?

Dovrebbero comprendere le loro responsabilità e rendersi conto delle conseguenze che provocano certi comportamenti. I bambini vanno educati alla vita, devono entrare in sintonia con il mondo, devono apprezzare la bellezza del gioco. A questo processo di educazione concorrono la scuola e i genitori. Devono imparare a casa gli esempi positivi. Faccio un esempio.

Prego.

Il genitore che contesta le decisioni dell’arbitro insinua nel figlio il sospetto che il gioco sia truccato, che nel mondo si vada avanti truffando. Niente di più sbagliato. Insegniamo ai ragazzi, invece, a riconoscere negli altri l’onestà, i buoni valori. Penso anche a chi critica il lavoro degli allenatori: non bisogna sovraccaricare delle nostre aspettative i figli. Diamo ai bambini le coccole, piuttosto. Chi riceve educazione e amore si confronta meglio con la vita. Ha serenità, non un animo astioso.

Qualcuno sostiene: tocca alle società tenere a bada i genitori-tifosi più sfegatati. Come?

Escludendoli. Lasciando lavorare in pace la gente. Rubo un esempio al nuoto, sport che pratica mio nipote. L’allenatore consente ai genitori dei bambini di assistere agli allenamenti una sola volta al mese.

Che cosa direbbe a un genitore che insulta un avversario o un baby-arbitro?

Comportati da uomo e non da scemo. Cosa penserà di te tuo figlio?


 

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