Alabarda, una squadra di amici senza allenatore

Seconda categoria: la scelta fai-da-te della società di Bovino mentre l’Opicina punta a consolidarsi

TRIESTE. Ancora qualche ora, e - tra le squadre di Seconda categoria -, torna in campo anche l’Opicina: «Inutile affrettarsi – dice l’allenatore Maurizio Sciarrone – tanto più che molti ragazzi finiscono le ferie proprio dopo ferragosto. Il gruppo, del resto, è quello dello scorso anno, quindi l’intesa c’è già. La società punta soprattutto a consolidarsi, ad acquisire certezze: una sana seconda categoria, da giocare senza problemi. Poi, vedremo. Bisogna avere i mezzi per pensare di salire: l’Opicina ha tutte le possibilità per provarci ma l’esperienza dice anche che ci vuole quel qualcosa in più per riuscirci. Poi, se penso agli squadroni tipo Ufm o Staranzano e agli investimenti che hanno fatto, penso che sarebbe ancor più difficile, anche se, per fortuna, è ancora il campo a fare la differenza: fondamentale, ritengo, è avere la coscienza di fare il meglio possibile». L’importante è anche il vivaio: «Abbiamo un impianto perfetto, con tanto di palestra coperta se dovesse servire: è la base per lavorar bene e Giorgio Covacich è una garanzia assoluta: i benefici si vedranno sicuramente nel tempo». Un mese di allenamenti in vista…: “Più che sufficiente – sottolinea Sciarrone - i metodi sono cambiati, non si va più a correre per due settimane ma c’è subito il pallone in gioco: prima squadra e juniores si alleneranno insieme, così avrò modo di fare una bella valutazione».

Poca distanza dal “Nereo Rocco” e si arriva a casa della neopromossa Alabarda: «Per il momento – dice il presidente Salvatore Bovino – saremo ospiti del Primorec a Trebiciano, perché non possiamo utilizzare il campo sulla 202. Puntiamo a un campionato tranquillo, senza patimenti. Sono arrivati Lodi dal Muglia, Tropea dal Primorec, Miss dall’Opicina, ma qualche altro innesto è in programma: sono, soprattutto, scelte dei ragazzi fatte per unirsi agli amici che già sono nel nostro gruppo». Novità anche in panchina? «er ora – dice Bovino – impossibile: non possiamo permetterci il lusso di ingaggiare un allenatore, quindi andrò ancora in panchina. Si dice che non ci siano soldi in giro, poi sento di investimenti notevoli già in Seconda: purtroppo non riesco proprio ad imparare come facciano. Io continuo a vivere il calcio come divertimento». (g.b.)

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