Cavaliero: «Sono tornato per sognare con Trieste»

Mauro: «La squadra c’è. Proviamoci, con tutto il pubblico»

TRIESTE. «Sono arrivato un po’ in anticipo, al primo allenamento. Volevo respirare l’aria dell’Alma Arena da solo, a luci spente. Mi sono gustato quella sensazione, completamente: sì, sono davvero tornato a casa».

Il primo giorno di Daniele Cavaliero da nuovo giocatore dell’Alma è anche questo. Uno sguardo su settemila posti vuoti, un’altra occhiata al tabellone, poi al parquet orgogliosamente stile Nba. Un profondo respiro. Bentrovato a bordo.

Sensazioni intime poi sfumate con il passare delle ore e il rituale di una - affollatissima - conferenza stampa. Perchè il nuovo rinforzo dell’Alma non è un rinforzo qualsiasi. Dietro al tavolo l’intero staff del club biancorosso: il presidente Giovanni Marzini, l’amministratore delegato Gianluca Mauro, il direttore generale Mario Ghiacci e l’allenatore Eugenio Dalmasson. E Cavaliero è andato subito a canestro sfruttando l’assist della proprietà: «Ho visto le immagini della conferenza stampa in cui Mauro diceva di voler vincere anche nei play-off. Sono d’accordo, ho gioito da tifoso per una fantastica prima fase, è lecito sognare e io sono qui per sognare insieme alla mia città».

A scanso di equivoci, le ambizioni rimangono quelle annunciate sullo slancio della vendemmia contro Imola. Mauro lo ribadisce: «Daniele è arrivato perché, confrontandoci con l’allenatore e Ghiacci, è stato identificato come un possibile valore aggiunto. Sono bastati 10 minuti a Venezia per capire che era per tutti la soluzione giusta. Per tornare a casa ha rinunciato a un ingaggio importante, lo ringrazio, come un grazie va al suo agente(Riccardo Sbezzi, ndr) e ad Alma, che ha sostenuto questo nuovo sforzo». Mauro estende poi ringraziamenti anche ai giocatori per i risultati, alla sua famiglia cui ha sottratto tempo e - con la voce incrinata dall’emozione - «chi almeno per un secondo ha avuto un pensiero buono per me». Il patron assicura: «La squadra c’è, pronta ad affrontare tre partite alla settimana». E la squadra - spiega Dalmasson - «dovrà essere brava ad agevolare l’inserimento di Daniele. Cosa ci potrà dare? Qualità ed esperienza. Parliamo di un giocatore che due estati fa abbiamo visto a Trieste in raduno con la Nazionale...»

Insomma, tanto entusiasmo, legittime aspettattive anche se annacquate da una prudenza che è anche parente stretta della scaramanzia. Marzini: «Una scelta non casuale, riportiamo a casa un giocatore che ha voglia di riportare tra le grandi la squadra della sua città». Ghiacci: «Ho fatto firmare a Daniele il suo primo contratto. Aveva 17 anni. Diciamo che il contratto attuale è stato un po’ più complesso...».

IL NUMERO 18 Cavaliero è affezionato alla maglia numero 10 ma per la sua nuova vita triestina dirotterà sulla 18. «La 10 era già occupata. Proprio da Pecile, maledetto. Non posso portargliela via. Il 18 mi va bene comunque. Era il numero di Roby Baggio, uno dei miei idoli sportivi, al Milan».

L’INVITO AI TIFOSI E adesso, sotto con i play-off. In un’Alma Arena che lunedì proporrà presumibilmente un gran bel colpo d’occhio, anche per l’”effetto Cavaliero”. Da Mauro parte un invito al pubblico a ricompattarsi. «Non devono esserci divisioni. Sono successe cose che non ho capito: i tifosi della curva avrebbero potuto spiegare prima la scelta di entrare al palazzo dopo il primo quarto ma ho anche trovato sbagliati i fischi dell’altra parte del pubblico nei loro confronti. Di queste storie si è parlato fin troppo. Non esiste la patente del tifoso più tifoso degli altri. Cominciano i play-off, abbiamo bisogno del sostegno e del calore di tutti».

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