«Giocare nel mio ruolo e a casa mia: il massimo»

«Tutto è iniziato da una chiacchierata con Praticò. Poi ho parlato con Dalmasson e la trattativa è decollata»

TRIESTE. «Il mio ritorno a Trieste? È cominciato tutto dopo una chiacchierata con Matteo Praticò. Ci siamo visti al Santos durante il torneo Lui e Lei e abbiamo cominciato a prendere in considerazione la cosa. Da li in poi tutto è avvenuto molto rapidamente».

Stefano Bossi racconta così il percorso che gli permetterà, nella prossima stagione, di indossare il biancorosso della Pallacanestro Trieste. Un ritorno a sorpresa per un giocatore che, giovanissimo, aveva lasciato la città per tentare la scalata a una carriera cominciata a sedici anni, nella stagione 2010/2011, con la Snaidero. Due anni a Udine, il secondo in B2 dopo il fallimento della società friulana, quindi il passaggio alla Bitumcalor Trento di Buscaglia. «Giocavo poco perchè ero il sesto esterno- ricorda Stefano- ma avevo bisogno di visibilità. Quella stagione, alla lunga, è stata importante perchè sono entrato nel giro dell'Under 20 e ho cominciato a farmi conoscere. In questo senso ringrazio coach Sacripanti che ha speso buone parole per me. Si è fatta avanti Trapani, ho parlato con Lino Lardo e si è concretizzato il passaggio in Sicilia».

Due buone stagioni («meglio la prima, dalla seconda mi aspettavo qualcosa di più») il resto è storia dei giorni nostri. La partenza di Lardo per Udine, l'arrivo a Trapani di Ducarello e il forte interessamento di Trieste hanno chiuso il cerchio consentendo a Bossi di fare ritorno a casa.

Un ritorno fortemente voluto dal giocatore stimolato anche dal ruolo che dovrà ricoprire nella prossima stagione. «Ho parlato con coach Dalmasson - rivela - il quale mi ha spiegato che la sua idea è quella di affidarmi la guida della squadra. Avere la possibilità di giocare nel mio ruolo e poterlo fare a casa mia credo sia il massimo che un giocatore può chiedere».

Grandi motivazioni e voglia di cominciare, stuzzicato anche dall'idea che la squadra che sta nascendo sembra avere un buon potenziale. «È chiaro che in termini assoluti dovremo valutare il livello delle nostre avversarie così come sarà fondamentale capire chi saranno i nostri americani ma a occhio mi sembra stia nascendo un buon gruppo. Con il valore aggiunto della presenza di un nucleo triestino. Poter giocare con Andrea Pecile e Andrea Coronica sarà un motivo di soddisfazione in più».

Archiviata in anticipo la parentesi con la nazionale sperimentale in partenza per la Cina (non è stato aggregato alla spedizione azzurra a causa della mancanza del visto, peccato perchè avrebbe raggiunto Stefano Tonut e Francesco Candussi), Bossi continua ad allenarsi (ieri era in via Locchi assieme a Matteo Praticò) quindi a fine mese tirerà un po’ il fiato. «Ho bisogno di staccare e di prendermi qualche giorno di pausa. Ma sarò pronto per l'inizio della preparazione della Pallacanestro Trieste, fissato per lunedì 10 agosto».

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