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La Nazionale seven in meta a Redipuglia

Sulla strada di Rio 2016 una giornata dedicata alla solidarietà Attesa la presenza tra gli azzurri anche di Mirco Bergamasco

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REDIPUGLIA. Dice la leggenda che a inventare il rugby a 7 siano stati gli scozzesi per... risparmiare: schierando soli sette uomini, con ogni squadra “normale”, a quindici, si sarebbero potute avere due squadre e un arbitro...

Leggenda (e battute) a parte il seven è la specialità con la quale il rugby nel 2016 tornerà alle Olimpiadi. E l’Italia è ancora in corsa per un posto a Rio. Sulla strada delle qualificazioni, gli azzurri del seven arrivano domani sul campo di Redipuglia ospiti delle Api Fogliano per una serie di partite nell’ambito di due giornate all’insegna della solidarietà: alle 10.30, alle 13.30 e alle 18.30 la Nazionale azzurra (reduce da una settimana di ritiro a Tarvisio) affronterà la nazionale di Danimarca. Agli ordini del ct Andy Vilk anche un personaggio assoluto nel mondo del rugby quale è Mirco Bergamasco (oggi alle Zebre Parma, 89 caps azzurri), ma tra gli altri attenzione anche a Riccardo Bocchini (apertura, 14 caps) e le altre zebre David Odiete (tre quarti/ala) e Giulio Toniolatti (mediano di mischia, 15 caps). Nel seven le squadre schierano la prima linea, i due mediani e due tre quarti/ala. Il gioco, va da sè, è assai veloce e spettacolare e ciascuno dei due tempi di gioco dura 8 minuti (10 nelle finali).

Ma se gli azzurri del seven vanno domani in meta sul campo di Redipuglia c’è un motivo speciale che rende ancora più ricca di significato la presenza di una nazionale in riva all’Isonzo: la solidarietà, perché l’iniziativa voluta dalle Api è dedicata ad Alessandro, un bambino di 12 anni di Gorizia affetto da glioblastoma che necessita di importanti cure. «Un bambino - dice Steve Mogorovich, una delle anime del rugby isontino - che non gioca a rugby, che forse nemmeno conosce il rugby, o forse sì, chissà. Ma Alessandro ha bisogno di “sostegno” e un rugbista, per il quale il gioco si base proprio sul “sostegno” tra compagni, non può rimanere indifferente a questo».

E allora, ecco le partite di domani (in campo due squadre di azzurri e la Danimarca) e poi partite tra i ragazzi del torneo scolastico e, ancora, anche domenica tutta una serie di partite di touch rugby, la variante del rugby che elimina il contatto ma tiene inalterate le altre caratteristiche di questo sport, dal sostegno, l’avanzamento e il gioco collettivo. Tre le categorie previste (under 16, under 18 e senior) e squadre create a sorteggio.

Inutile aggiungere che l’intero incasso del fine settimana sarà devoluto a sostegno delle cure di cui necessita Alessandro.

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