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La Batki si prepara all’Sgt con l’obiettivo Olimpiade

La vicampionessa europea si allena a secco nella palestra di artistica della Ginnastica Nei prossimi mesi la tuffatrice si recherà a Plymouth per confrontarsi con la Barrow

2 minuti di lettura
Noemi Batki (al centro) assieme a compagne e staff nella palestra della Ginnastica Triestina 

TRIESTE. Un tuffo per andare lontano, per superare l’oceano Atlantico e approdare lungo le bianche spiagge di Rio de Janeiro, all’ombra del Cristo Redentor. Una lunga rincorsa per conquistare i Giochi olimpici brasiliani del 2016, dopo l’esperienza a cinque cerchi di Pechino e Londra. La ventisettenne Noemi Batki ricomincia la caccia al sogno olimpico dalla storica palestra della Società Ginnastica Triestina, lontano dall’acqua clorata e dalla piattaforma di 10 metri dalla quale è solita tuffarsi.

L’incontro fra la disciplina dei tuffi e la ginnastica artistica non è frutto del caso. Il tecnico della Sgt Fabrizio Mezzetti, infatti, già da qualche anno è stato chiamato a vestire i panni di preparatore atletico della nazionale assoluta di tuffi e del Centro tecnico federale di Trieste. Sotto le sue tabelle e il suo sguardo attento è passata anche la campionessa bolzanina Tania Cagnotto, mentre con la Batki la collaborazione va avanti fin dal 2009. Il lavoro in piscina, ovviamente, rimane il pane quotidiano dell’atleta di origini ungheresi, ma la sua arma in più potrebbe rivelarsi la squadra che si è formata all’interno della storica palestra di via Ginnastica, composta, oltre che da Mezzetti, da Nagy Ibolya, madre e allenatrice della Batki, da Sigrid De Riz e da Francesca Cheber, rispettivamente tecnico federale-responsabile della Scuola tuffi della Triestina Nuoto e preparatore fisico della stessa società.

Il repertorio dell’atleta tesserata con l’Esercito e con la sezione tuffi della Triestina Nuoto, terminati i giochi Olimpici londinesi, si è arricchito di un esercizio complesso, che ha visto i natali proprio fra le pedane e i materassi della Sgt. Si tratta di un tuffo all’indietro, con un avvitamento e mezzo e con partenza dalla verticale. È stato lo stesso Mezzetti, insieme al resto dello staff, a curarne i dettagli in maniera maniacale, isolando i singoli passaggi e perfezionando l’intera sequenza di movimenti. La ginnastica artistica ha così teso una mano al mondo dei trampolini e delle piattaforme. Le verticali e certe posizioni di tenuta della ginnastica, infatti, si ripropongono anche nei tuffi. La tenuta della verticale nell’entrata in acqua, in particolare, è un aspetto di fondamentale importanza, perché viene valutato attentamente dai giudici di gara per l’assegnazione del punteggio finale. «Noemi è ormai un’atleta matura – spiega mamma Nagy – che ha raggiunto la migliore condizione atletica. Deve trovare una maggiore continuità di risultati, migliorando la partenza dei singoli tuffi e rinforzando la sicurezza mentale nei momenti critici di una competizione».

Mezzetti, nel descrivere la Batki, non usa mezze parole, definendola «un’atleta con la “A” maiuscola, disponibile e perfezionista. Una che davanti alla fatica non si tira mai indietro. Una vera professionista». E la diretta interessata cosa dice a proposito di questo sconfinamento in un’altra disciplina sportiva? «Dalla varietà nasce la qualità – precisa la vicecampionessa europea dai 10 metri in carica – . La palestra, poi, è in grado di fornirmi anche nuovi stimoli e motivazioni».

Un ulteriore passo in avanti la Batki dovrebbe farlo a Plymouth, in Inghilterra, dove nei prossimi mesi si confronterà in allenamento con Sarah Barrow, vincitrice a Berlino dell’oro europeo. Nel 2015 il confronto con l’atleta inglese si sposterà sulla piattaforma dei Campionati europei e su quella dei mondiali. In attesa di poter prenotare un volo per Rio de Janeiro.

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