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Il Ponziana ha chiuso senza soldi né campo Ritirata la squadra

Il presidente Davanzo getta la spugna. I giocatori: «Affranti, avremmo preferito retrocedere». Cosolini: «Fatto il possibile»

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TRIESTE. «Ho ritirato la squadra dal campionato. L'attività rimarrà sospesa fino al rifacimento dell'impianto del Ferrini: andare avanti così era improponibile». Sono parole che purtroppo entrano a far parte della ultracentenaria storia del Ponziana quelle pronunciate ieri dal presidente del sodalizio biancoceleste Alessandro Davanzo. Parole pesanti perché di fatto significano la cancellazione (temporanea?) di una fetta importante della storia calcistica triestina.

ANNUNCIO L'annuncio informale dello stop all'attività della Prima squadra è arrivato martedì 30 settembre in una riunione alla quale hanno partecipato Davanzo, l'allenatore Renato Pozzecco e i giocatori del team che militava in Prima Categoria. Gli scarsi risultati ottenuti sino ad ora (quattro sconfitte in altrettanti incontri disputati con dodici gol subiti e zero segnati), le persistenti difficoltà economiche legate al mancato introito delle quote delle squadre giovanili (il campo da gioco del "Ferrini" non è utilizzabile e dovrà essere riqualificato), i disagi legati alla necessità di svolgere allenamenti e partite casalinghe lontano dalla città (il Ponziana utilizzava l'impianto Rouna di Prosecco) hanno indotto il presidente Davanzo ad una scelta che dopo il pesante ko casalingo per 4-0 contro l'Isonzo era già fortemente nell'aria. Nella giornata di ieri il Ponziana ha comunicato ufficialmente alla Figc la decisione di ritirare la squadra compiendo l'ultimo passo burocratico in attesa di incorrere alle sanzioni che verranno disposte dalla Federazione.

REAZIONI «Cosa ne penso? Sono affranto, molto affranto. Dopo più di dieci anni disputati con questa maglia mai avrei pensato che una squadra potesse essere ritirata dopo quattro giornate di campionato». Il portiere Diego Scrignar, una delle ultime bandiere rimaste a reggere le sorti dei veltri, è arrabbiato e basito al tempo spesso «Purtroppo dopo la sconfitta di domenica scorsa abbiamo percepito l'assenza di voglia di andare avanti da parte della società - racconta l'estremo difensore -. Ci è stato detto che la squadra non ha retto caratterialmente e tecnicamente. E così ci è stata annunciata la decisione di ritirarci dal campionato». Anche il secondo portiere, Lorenzo Biasin, è arrabbiato. Ma soprattutto umiliato. «Avrei preferito retrocedere sul campo dopo aver lottato e aver dato il tutto per tutto: evidentemente la dirigenza non l'ha pensata così - racconta Biasin -. Spiace perché al di là dei risultati negativi si era creato un gruppo coeso in cui c'era la consapevolezza di dover affrontare un campionato difficile con tantissimi giocatori, me compreso, alla loro prima esperienza in Prima categoria». Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Trieste. Roberto Cosolini: «Dispiace molto apprendere di questa notizia, una decisione che mi preme sottolineare non ha nulla a che vedere con il discorso dei lavori all'impianto dato che il Comune ha offerto varie soluzioni alternative al presidente Davanzo. Non mi resta che augurare al Ponziana un rapido superamento dalle proprie difficoltà».

CONSEGUENZE Dato per scontato che le squadre che dovevano giocare contro il Ponziana usufruiranno di un turno di riposo, resta da capire come dovrà essere affrontata la questione dell'assegnazione dei punti alle squadre che hanno già giocato contro i veltri, oltre, evidentemente, a decidere quando potranno essere svincolati i ragazzi che componevano la rosa biancoceleste.

Riccardo Tosques

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