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"Spanciata" da 10 metri, tuffatrice finisce in ospedale

Ginevra Monachesi, dalla piattaforma durante una gara alla piscina "Bianchi" di Trieste, sbaglia l’ingresso in acqua e sviene. Trasportata a Cattinara, è fuori pericolo

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TRIESTE. Momenti di paura ieri mattina al polo natatorio Bruno Bianchi, dove la 1996 Ginevra Monachesi della società Carlo Dibiasi è incappata in un incidente dalla piattaforma che ha spaventato tutti i presenti. È scivolata all'atto di un tuffo e non ha avuto di conseguenza il solito ingresso in piscina in verticale, ma è arrivata orizzontale. È svenuta e ha bevuto dell'acqua. Pronto e immediato l'intervento dei presenti, che si sono resi protagonisti di un rapido intervento e hanno prestato i primi soccorsi alla sfortunata tuffatrice, poi trasportata con codice verde dal mezzo del 118 all'ospedale di Cattinaria per le visite del caso.

La gara è stata interrotta per mezz'ora, poi è ripresa, ma le protagoniste sono state condizionate nelle loro prestazioni da quanto accaduto e non sono riuscite a sfoderare il meglio di sè tanto che i punteggi sono stati più bassi rispetto alla media. Brenda Spanziani delle Fiamme Azzurre e ormai stabilmente a Trieste ha preferito ritirarsi, mentre la compagna di squadra della Monachesi, la 1997 Flavia Pallotta, ha rinunciato alla finale. L'olimpionico Klaus Dibiasi, ora consigliere federale, si fa portavoce della condizioni di Ginevra Monachesi: «Ieri sera stava meglio. E' stata tenuta in osservazione per sicurezza e assieme a lei c'è mia moglie Laura. Oggi dovrebbe essere dimessa. La radiografia ha mostrato, che non c'è niente anche se è stata una brutta botta. E' arrivata piatta di pancia in un tuffo di allenamento. Ha perso il controllo ed è una cosa, che può capitare ogni tanto anche se non spesso. Quel tuffo lo aveva provato sia prima di partire sia prima dell'incidente; non ci spieghiamo come possa essere successo...Sono poche le ragazze italiane, che si cimentano con la piattaforma da dieci metri e sono ammirevoli per questo». Il plurimedagliato azzurro aggiunge: «La prima cosa, che Ginevra ha chiesto, è stata relativa alla gara. Le abbiamo chiesto di pensare a se stessa e non alla gara. Sono incidenti, che possono lasciare un timore a livello di subconscio. Possono lasciare la paura, che possa ricapitare e Noemi Batki ne sa qualcosa visto il suo incidente di qualche anno fa. Sta alla persona in questione avere la forza di superare tale situazione».

Massimo Laudani

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