TRIESTE. L’arrivo di Diviach ha dato all’Acegas il quid che mancava dopo la rinuncia agli americani e l’Acegas ancora più triestina interrompe la striscia negativa e dopo 5 sconfitte consecutive riassapora il successo. E travolge limpidamente l’Upea Capo d’Orlando, regalando così a Gianmarco Pozzecco, Furuio Steffè, David Sussi (e anche Andrea Benevelli) il peggior ritorno immaginabile nella loro Trieste. Una squadra straripante, che ha bissato il successo dell’andata chiudendo sul 91-69 ed è uscita fra gli applausi convinti del suo pubblico, con gli ultras che hanno salutato i giocatori urlando «Orgogliosi di voi». Il ritorno di Diviach in un colpo solo ha tappato un buco, ha alzato il tasso di qualità tecnica e anche di esperienza della squadra giacchè il ragazzo, sebbene giovane, ha già assaggiato anche la serie A a Cantù e non deve pagare alcuno scotto al campionato, arrivando dalla pari categoria Bologna. Un successo con numeri “anomali” (54% di realizzazione da 2, 32 punti in area e insieme 12 bombe, 5 uomini in doppia-doppia), che stanno a indicare un dominio assoluto ovunque, contro un’Upea a onor di cronaca molto ridimensionata dagli infortuni.
E se all’andata era stata la partita di Thomas, stavolta è stata quella di Mescheriakov, il protagonista assoluto: 20 punti, 11 rimbalzi, 20 di valutazione. Da quasi un mese c’è il fratello maggiore, qui a Trieste con lui. E abbiamo l’impressione che questa presenza sia fondamentale per Nikita, lo sta rinfrancando moralmente e sicuramente gli sta fornendo qualche utilissimo consiglio tecnico-tattico. Fatto sta che in coincidenza di questa presenza il bielorusso sta finalmente migliorando il suo rendimento. Una nota stonata ha però annacquato la soddisfazione della serrata: l’infortunio serio a Urbani (lussazione della spalla), mentre Mastrangelo (che peraltro stava giocando una gran partita anche lui) è uscito per un crampo al polpaccio a inizio ripresa.
Subito due triple di Mescheriakov e due sortite di Mastrangelo e l’Acegas parte avanti: 10-2 dopo 3’24”, tanto che il il Poz deve subito chiamare timeout per risistemare le cose. è un Nikita in grande spolvero, forse la presenza del fratello lo gasa: coast to coast chiuso con schiacciata in testa a George. Dopo 5’30” esordisce Diviach, che si piazza a fare il “5” in difesa su George. E il primo punto lo segna dalla lunetta dopo 2’30”. Ma intanto Nikita imperversa, già 13 punti in saccoccia (dei 20 complessivi di squadra) dopo 9’ di gioco. E con l’entrata vincente di Ruzzier il primo quarto si chiude su uno scintillante 22-14 per l’Acegas. Il “Trio Bavisela” prova anche a difendere a zona, ma la scelta non sortisce gli effetti sperati, perchè l’Acegas riesce ad entrare con una certa facilità nelle maglie difensive ospiti e colpisce anche da lontano con Diviach (2 bombe consecutive, già 9 punti per lui dopo 9’ di gioco) e con l’entrata in gancio dell’immarcabile Nikita il tabellone dice 35-21al 14’, con il pubblico che inizia ad accendersi di entusiasmo. È davvero una gran bella Acegas, ma Capo d’Orlando menomata nell’organico per adesso è davvero poca cosa. L’Acegas straripa, Carra, “Adrenalina Dan” e Nikita da sotto danno il ventello (43-21) dopo appena 17’, con i siciliani allo sbando e Pozzecco, Steffè e Sussi che assistono attoniti. Anzi, il Poz si prende anche un fallo tecnico che frutta all’Acegas altri 5 punti. Si va al riposo su un sorprendente 51-24, con un parziale nel secondo quarto di 29-10, che potrebbe anche aver già chiuso la partita.
Il secondo tempo non inizia bene per l’Acegas, che in meno di un minuto perde per infortunio prima Urbani e poi Mastrangelo. E Dalmasson deve far esordire Fossati. Se la notizia è pessima in prospettiva futura, per l’immediato non ci sono problemi, perchè l’Acegas riesce non solo a gestire in tutta scioltezza la partita, ma non permette neanche agli avversari di accorciare il distacco oltre i 3-4 punti: al 28’, ad esempio, siamo sul 65-39. E così Dalmasson concede di assaggiare il campo anche a Tonut, l’unico che ancora non era ancora entrato.
Forse convinti di aver già vinto, i biancorossi mollano un po’ la presa, la panchina ha i cambi contati e così Capo d’Orlando prova a rientrare, difendendo con più “cattiveria” e sfruttando la mole di Pellegrino: la forbice si stringe fino al -14, a 6’53” dalla fine il tabellone dice 70-56 e c’è ancora tanto, troppo da giocare. Ma la tripla centrale del “piccolo Tonno” blocca la rimonta e dà la scossa, ne scaturisce un parziale immediato di 9-0 e di nuovo il risultato viene messo definitivamente in sicurezza.
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