Orche addio, la Pallanuoto Trieste rinuncia

La squadra femminile è stata sciolta. Il ds Brazzatti: «Le ragazze sono state fantastiche ma senza giovani non c’è futuro»

TRIESTE. Orche assassine addio: la squadra femminile della Pallanuoto Trieste è stata ufficialmente sciolta. Una notizia assolutamente inattesa e per certi versi sconcertante. Ma è andata proprio così. La formazione che solo poche settimane fa ha sfiorato la promozione in serie A1 non prenderà parte al prossimo campionato. Una scelta dolorosa, quasi drammatica. Ma da quanto trapela nell'ambiente della Pallanuoto Trieste appare “obbligata”.

Il consiglio direttivo del sodalizio di waterpolo, su tutti il presidente Enrico Samer e il vice presidente Renzo Colautti, ha deciso di interrompere l'attività sportiva della prima squadra femminile. «Siamo tutti molto dispiaciuti - spiega il direttore sportivo della Pallanuoto Trieste Andrea Brazzatti - le ragazze hanno disputato una grande stagione, contribuendo a rendere l'annata 2011-2012 la migliore in assoluto per la nostra società. Purtroppo alla base di questa scelta ci sono tantissimi motivi, di ordine tecnico soprattutto, e il discorso economico arriva soltanto alla fine».

Il problema principale pare essere la carenza di vivaio. Delle 14 giocatrici che quest'anno hanno difeso i colori della Pallanuoto Trieste nel campionato di serie A2 femminile, soltanto sei sono atlete locali (le veterane Ilaria Colautti, Robera Colautti, Marzia Di Giovanni, il secondo portiere Monica Cuperlo e le giovanissime Francesca Rattelli e Priscilla Vidonis). Il settore giovanile femminile può contare complessivamente su otto atlete, di cui tre già gravitano nell'orbita della prima squadra: numeri che hanno indotto la Pallanuoto Trieste a guardare con scarso ottimismo al futuro.

Da aggiungere poi che, in caso di una promozione in serie A1 ci sarebbe stato bisogno di attingere da fuori Trieste. «La scelta del consiglio direttivo è chiara – continua Brazzatti - sono il primo a dolermene, mi sarebbe piaciuto proseguire l'avventura anche con la squadra femminile. Le orche sono state splendide in questa stagione, impegnandosi al massimo in allenamento e in partita. Ma senza un settore giovanile alla base non si può programmare il futuro. Dobbiamo guardare avanti e pensare di razionalizzare un'attività che in questi anni è cresciuta tantissimo».

E dal punto di vista economico? Il campionato di serie A2 femminile complessivamente è pesato per oltre il 25% sul budget totale della Pallanuoto Trieste. Le cifre esatte (per ora) non ci sono, ma è chiaro come il vero dispendio di denaro sia stato indirizzato verso la prima squadra maschile. E proprio il team che ha centrato i play-off della serie A2 è stato confermato in questi giorni quasi in blocco, esattamente come lo staff tecnico.

«Il gruppo maschile è solido - conclude il ds - puntiamo ad inserire ancora qualche giovane promettente e a ripetere lo scorso ottimo campionato. Ma il dato più importante, è che alle spalle dei titolari della prima squadra stanno crescendo dei giovani talenti. E' il settore giovanile il futuro della Pallanuoto Trieste». Un settore giovanile che evidentemente non sarà più tinto di rosa.

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