Il sindaco a Fantinel: cercherò nuovi soci

Il presidente: «Alleggerisco i conti, poi nessun incarico»

TRIESTE. «Il presidente Fantinel, dopo avermi illustrato le difficoltà di gestione della Triestina negli ultimi anni, ha evidenziato l’esigenza di avere un sostegno da parte dell’amministrazione comunale. Noi siamo disponibili a cercare di individuare le soluzioni. Ma è anche chiaro che si tratta di una società di capitale e che le istituzioni pubbliche non possono e non devono sostituirsi ai soci. Sono consapevole comunque che il patrimonio sportivo della Triestina è un bene della città. E faremo di tutto per salvaguardarlo anche attraverso la ricerca di partner per consolidare la compagine sociale».

Il neo sindaco Roberto Cosolini sintetizza così il faccia a faccia di ieri in Comune con Stefano Fantinel. È la prima grana che in qualche modo deve affrontare il primo cittadino sul fronte di uno sport triestino, ricco di valori, di atleti e di tradizione, ma povero di risorse e in parecchi casi di strutture e organizzazione.

La domanda viene da sè. Come può trovare il nuovo sindaco in poco tempo risorse che il suo predecessore (a parte la breve parentesi Bruno-Visentin) non ha individuato quantomeno nei cinque anni precedenti? E poi i tempi stringono perché come conferma Cosolini «la necessità avanzata da Fantinel è nel breve termine».

L’unica novità è che il presidente della Triestina stavolta sembra aver veramente rotto gli indugi sulla volontà di farsi da parte. Negli ultimi anni non era mai successo in modo così esplicito. Bella forza, diranno i più, adesso che c’è una seconda retrocessione in terza serie e che i conti non tornano, senza gli introiti della B, è facile “chiamare caffé”. Ma tant’è.

Però questo cambio di scenario è il solo elemento a poter in qualche modo agevolare la ricerca di qualcuno che voglia metterci i soldi e la testa nella Triestina. «È stato un buon incontro nel quale ho esposto al sindaco la radiografia dei nove anni di serie B della Triestina - spiega Fantinel -. Per andare avanti serve un cambio di marcia e nuove risorse. Anche se le prospettive sono rese incerte dai problemi del calcio italiano. Ci sono dei giovani promettenti da far crescere e c’è da affrontare una stagione non si sa ancora in quale serie».

Ma il sindaco si è appena insediato e i tempi del calcio sono stretti. Entro il 30 del mese ci si deve iscrivere alla LegaPro (su questo fronte il presidente ha sempre dato garanzie, ma serve una fidejussione da 600 mila euro e il via libera dagli organi di controllo) e poi c’è il mercato, la pianificazione degli impegni.

C’è la possibilità di una transizione soft? «Il sindaco me l’ha chiesto - continua Fantinel - e c’è la disponibilità. Se fosse necessario mantenere un quota nel capitale siamo disponibili. Ma io non voglio avere ruoli operativi. Ora sto cercando di scaricare i contratti onerosi, poi voglio sistemare il settore giovanile. L’obiettivo è quello di rendere la struttura più leggera. Nella sua squadra poi il nuovo sindaco ha l’Assessore Consoli che conosce bene la situazione essendo anche un esperto di calcio e delle sue problematiche».

Il quadro comincia a farsi più chiaro o meno nebuloso. Fantinel sta lavorando (era successo anche l’anno scorso dopo la sconfitta nei play-out) come un amministratore che ha deciso di passare la mano. Non ha più risorse da mettere sul piatto nè può ricomporre la frattura evidentissima con la città e i tifosi.Sul tavolo a fronte di una possibile cessione può mettere un taglio dei costi, una negoziazione con i fornitori e i giocatori, qualche giovane giocatore come patrimonio acquisito e valorizzato nell’ultima stagione. E poi, a quanto ha sempre detto il presidente Fantinel, c’è l’impegno all’iscrizione in LegaPro.

Tra qualche settimane di fatto il lavoro che sta facendo Fantinel e il suo staff dovrebbe essere completato. Ci sarà da pensare e soprattutto da agire per il futuro. E se a quel punto non fosse spuntato qualche acquirente o almeno un nuovo partner a sostenere le casse e a portare nuove idee alla Triestina? «Cerchiamo di non essere sempre pessimisti» chiosa Fantinel. Pessimisti no, ma ottimisti nemmeno. I fatti dicono che il quadro è molto incerto e che può diventare molto pericoloso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Video del giorno

Sci paralimpico, Mondiali: Martina Vozza in azione assieme alla guida Ylenia Sabidussi

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi