Allegretti firma l’impresa di La Spezia

Il centrocampista colpisce nella ripresa su punizione dopo l’assedio dei locali

Spezia-Triestina 0-1
MARCATORE: st 28’ Allegretti.
SPEZIA (4-1-4-1): Santoni, Camorani, Bianchi, Pecorari, Giuliano, Biso, Colombo, Frara (st 37’ Eliakwu), Saverino (st 44’ Gorzegno), Do Prado (st 17’ Manzoni), Guidetti. All. Soda.
TRIESTINA (4-4-1-1): Ge. Rossi, Kyriazis, Petras, Mezzano, Milani, Sgrigna, Piangerelli, Allegretti (st 34’ Rossetti), Testini, Sedivec (st 11’ Gorgone), Granoche (st 14’ Graffiedi). All. Maran.
ARBITRO: Lops di Torino.
NOTE: angoli 7-6 per la Triestina. Allontanato al 46’ st Soda. Ammoniti Granoche, Testini, Kyriazis, Biso, Sgrigna, Gorgone.

Dall’inviato

LA SPEZIA La Triestina mette il suo primo francobollo sul campionato e manda una cartolina piena di sole da La Spezia. Una vittoria (1-0) non particolarmente cercata, ma non per questo meno gradita. E neppure particolarmente sofferta. Avrebbe potuto subire ripetutamente il gol, sopratutto nella ripresa. Non lo ha fatto più per incapacità degli attaccanti bianconeri (Guidetti sarebbe da prendere a calci nel sedere, per quanto ha sbagliato) che per meriti propri (a parte Rossi, che come sempre ci ha messo la pezza quando è servito). E quando è arrivato il suo momento, ha colpito. È stato il suo tiratore scelto Riccardo Allegretti, che più passa il tempo e più sta affinando la sua tecnica sui calci piazzati, diventando un cecchino davvero temibile, a mettere il timbro sulla gara poco prima della mezz’ora della ripresa su calcio piazzato. Poi una vigorosa difesa ha portato a casa i 3 punti.

L’inizio è abbastanza bloccato perchè lo Spezia non ha una cabina di regia in grado di proporre gioco, e il tutto si riduce dunque in lunghi fraseggi orizzontali nella propria metà campo e lanci lun ghi alla fine, in cerca di qualche invenzione di Do Prado o Guidetti. Ma è anche merito della Triestina, se i liguri non riescono a raccapezzarsi: la diga alabardata è molto mobile già a partire dalla metà campo avversaria, togliendo agli avversari il tempo per muoversi con tranquillità. Un atteggiamento guardingo che frena però la verve offensiva. E così la partita resta bloccata a centrocampo, l’unico tiro nei primi 15’ lo effettua Testini al 3’ con un’iniziativa personale e per poco non centra lo specchio della porta.

Soda prova a muovere le sue pedine in campo cercando nuove vie verso la porta alabardata (Do Prado cambia fronte per qualche minuto, poi Colombo affianca Guidetti nella prima linea, ancora Biso avanza sulla linea dei trequartisti), ma nessuna di queste porta da qualche parte. Potrebbe allora combinare qualcosa di più la Triestina che col passare dei minuti, quando diventa sempre più evidente la pochezza degli spezzini, appare fin troppo timida rispetto alle reali necessità. Allegretti difende, ma non propone, anche se è lui, con la «solita» punizione delle sue, a creare l’unica vera palla gol del primo tempo, costringendo Santoni ad allungarsi a mani aperte per deviare oltre il fondo un tiro a girare scagliato dal limite dell’area e indirizzato a mezz’altezza verso il palo lontano.

Milani e Kyriazis sulle fasce non galoppano mai, Sedivec se ne sta mimetizzato, Granoche, irruento ma generoso, deve lottare da solo contro la difesa avversaria, ma quasi sempre viene risucchiato dentro la metà campo alabardata. Insomma, un’eccessiva attenzione a coprirsi le spalle quando, osando un po’ di più, si potrebbe far male, eccome. Logico, con questa situazione, che il primo tempo se ne vada nella noia più assoluta.

In avvio di ripresa fiammata improvvisa alla partita con lo Spezia che nel giro di 3 minuti, dal 7’ al 10’, ha tre nitide occasioni da gol, tutte con Guidetti, per passare. Sulla prima (tiro a volo nel cuore dell’area) ci mette una pezza Rossi, sulla seconda la difesa se la cava a fatica, la terza è un flop clamoroso della punta (deviazione a porta vuota sul fondo da 3 metri). E ancora al 19’ Guidetti si libera al tiro sulla sinistra e tira, Rossi non trattiene e Colombo da due passi mira alle stelle.

Occasioni da gol nate sporadicamente, non in seguito a geometrie definite. Ma con un denominatore comune: una difesa alabardata vietata a chi è debole di coronarie. Maran coglie al volo il segnale e immediatamente toglie l’inutile Sedivec per il più concreto Gorgone e lo stanco Granoche inserendo Graffiedi. E inverte Milani e Kyriazis sulle fasce difensive, dal momento che in velocità lo Spezia riesce a passare sempre più spesso da destra, dove il greco non regge il passo dei veloci Frara e Giordano. Questi accorgimenti limitano la spinta dei padroni di casa e, sarà un caso oppure no, nel giro di pochi minuti la Triestina passa: c’è un fallo di Camorani su Testini sulla trequarti spezzina, Allegretti manda la sua consueta punizione tagliata in area, provano in tanti a intervenire, ma nessuno ci riesce e Santoni viene beffato.

Gli ultimi 10 minuti non sono più da fioretto. Di gioco non se ne vede più, di vigore atletico invece ce n’è gran quantità. Soda fa esordire anche Isah Eliakwù sperando nel colpo dell’ex, ma i suoi vecchi compagni lo conoscono troppo per lasciarlo muovere.
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