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BASKET SERIE A

Pallacanestro Trieste, l’uragano Bartley entusiasma il Dome

La squadra, pur sconfitta, è in miglioramento ma manca ancora la capacità di chiudere le partite: dopo i break errori e palle perse

Roberto Degrassi
2 minuti di lettura

TRIESTE Ci sono partite che una squadra vorrebbe poter rigiocare già il giorno dopo, per correggere un errore, rifinire un dettaglio, cambiare una scelta. Ecco, Pallacanestro Trieste-Germani Brescia è una di queste. Perdere di un punto dopo 45 minuti brucia. E diventa rovente pensando che c’è stata l’occasione per cambiare corso alla partita.

Nel corso della settimana coach Marco Legovich e il suo staff dedicano particolare attenzione ai video ed è probabile che le immagini dell’Allianz Dome vengano riviste e analizzate al fotogramma. Di spunti ce ne sono. Il punto di partenza è già positivo: c’è da correggere, non c’è niente da stravolgere o rivoluzionare nè da cancellare.

COSA VA Frank Bartley è ormai una stella del campionato, ha forza fisica e talento, può coprire tre ruoli visto che lo si vede anche portare palla per dare respiro a Davis, nonostante gli accorgimenti difensivi delle avversarie si conferma un’eccellente macchina di punti (sfiora il ventello di media).

Il rientro di Alessandro Lever inizia a farsi sentire, deve ancora ritrovare la miglior condizione e il ritmo-partita ma le due triple messe a segno danno morale. L’innesto di Michele Ruzzier ha già prodotto qualche risultato (tra cui uno stripotoso assist dietro la schiena per Vildera) ma dopo mesi trascorsi in panchina non si poteva chiedergli di più degli 11 minuti disputati. Le dichiarazioni di Legovich nel dopopartita confermano: ogni domenica andrà sempre un po’ meglio e domenica prossima dovrà vedersela con un tipetto come Cinciarini. Lo si è visto per qualche spezzone anche in coppia con Davis e accadrà sempre più nel corso della stagione.

L’ingaggio di Ruzzier e i biglietti scontati hanno riportato un po’ di pubblco all’Allianz Dome. Pubblico caloroso, convinto, che ha applaudito la squadra alla fine dopo la sconfitta. 2803 spettatori. La soglia dei tremila non dovrebbe essere inarrivabile in una piazza come Trieste. Chi c’era ieri probabilmente tornerà. In vista delle prossime partite, oltre alle promozioni e all’effetto Ruzzier, forse la società farebbe bene a iniziare a cavalcare il fenomeno Bartley, il giocatore più eccitante e la miglior pescata sul mercato dai tempi di Javonte Green. Esagerazione? Mica tanto. Wright, Dragic, Banks e Dequan Jones si erano già visti in Italia, il “toro” è un’intuizione.

DA MIGLIORARE Una delle pecche emerse contro Brescia era peraltro già affiorata nelle partite precedenti ed è uno dei temi sui quali lo staff sta già lavorando. La difficoltà a chiudere i match. In due occasioni contro la Germani i biancorossi si sono trovati nella condizione di poter gestire un vantaggio o aumentarlo ma hanno sprecato il possesso perdendo il pallone, più per disattenzioni proprie che meriti altrui. In quelle occasioni ecco soluzioni affrettate e passaggi forzati. L’innesto di Ruzzier servirà anche a portare più ordine. Contro Brescia è stato evidente come abbia portato lucidità e fiducia, sia pure nel poco tempo in cui è rimasto in campo.

Con “Ruz” verrà anche riequilibrato il minutaggio. Anche contro Brescia Davis e Bartley hanno fatto gli straordinari giocando 40 minuti e, come era emerso già al Forum la settimana scorsa, soprattutto il play ne risente perdendo in smalto e lucidità. Stavolta nella rotazione degli esterni mancava Campogrande, dolorante.

Skylar Spencer continua a far discutere. Qualcosa di buono c’è anche nella prova contro Brescia ma poi riesce a commettere comunque un paio di sciocchezze che costano care. Un affondo a canestro cannato e soprattutto quel servizio per l’alley-op di Pacher fuori da qualsiasi logica e misura. A Trieste manca un punto di riferimento offensivo tra i lunghi, lo stesso Pacher, bene in difesa e a rimbalzo, sporca poco il tabellino. Nel quartetto a disposizione di Legovich è Lever il più produttivo nel rapporto con i minuti giocati ma Spencer serve anche per elevare un atletismo del settore lunghi che spesso non è all’altezza degli avversari.

Dopo aver affrontato praticamente tutta la crema del campionato, adesso per la Pallacanestro Trieste si apre la fase degli scontri in teoria più accessibili. Domenica si va a Reggio Emilia, la fasse chiave sarà quella di inizio gennaio quando bisognerà affrontare in serie Verona, Scafati e Treviso. E quella volta Trieste dovrebbe essere già “americana”.

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