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Sul Piccololibri Marinuzzi ricorda il set di “Un anno di scuola”

Pietro Spirito
1 minuto di lettura

TRIESTE Il 25 novembre andrà in scena alla Sala Bartoli del Rossetti lo spettacolo “Quell’anno di scuola” di Alessandro Marnuzzi e Davide Rossi, tratto dal racconto di Giani Stuparich “Un anno di scuola”. Una storia legata a filo doppio con il lavoro di Marinuzzi, che nel 1977, giovanissimo, prese parte all’omonimo film di Franco Giraldi. Un’esperienza ricordata ora nell’Effemeride che apre l’inserto Ilpiccololibri in edicola sabato 8 ottobre all’interno del supplemento Tuttolibri della Stampa, in edicola assieme a “Il Piccolo”.

E se il set di Giraldi ha lasciato il segno nella professione di Marinuzzi, c’è un’altra artista che ha lasciato una solida memoria di sé a Trieste: Lilian Carian, musicista e pittrice, ricordata nelle pagine dell’inserto Ilpiccolilbri da Anna Rosa Rugliano, che ne sottolinea la sua filosofia di vita e di arte. Nella rubrica delle Interlinee, dedicata a quei personaggi non triestini ma che in qualche modo hanno legato la loro vita o la loro opera a Trieste, troviamo l’intrigante figura di John Buchan (1875-1940), agente segreto britannico diventato poi prolifico scrittore di spy-stories, il quale, come spiega nel suo articolo Marta Herzbruch, analizza la storia di Trieste in alcuni saggi a carattere storico, raccontando il difficile passaggio dall’Austria Ungheria all’Italia.

Il paginone centrale dell’inserto è dedicato invece alla straordinaria collezione di arti applicate che fu di Eugenio Garzolini, oggi conservata a Palazzo Economo di Trieste, e in parte esposta al pubblico in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. Ne scrive Claudia Crosera, storica dell’arte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, che ha studiato a fondo sia la figura di Garzolini che la sua collezione. Che è una straordinaria raccolta di oltre ventimila pezzi messi insieme da Garzolini tra la fine dell’Ottocento e i primo decenni del Novecento, scandagliando bancarelle e rigatterie in cerca di tutto ciò che fosse artigianato e oggetti di uso quotidiano: dalle chiavi alle serrature, dalle brocche agli speroni, e poi vetri, posate, lanterne, catene, graticole, borchie...insomma di tutto.

Dal passato ai giorni nostri con un tuffo nella tormentata Europa contemporanea: Federica Manzon nelle rubrica “Orient Express” intervista AleksandarHemon, autore del doppio libro “I miei genitori/Tutto questo non ti appartiene” dove lo scrittore racconta la sua odissea dalla Sarajevo sotto assedio all’emigrazione in Canada. Infine Rossana Paliaga ricorda la figura quasi dimenticata di Ksenija Vitali, soprano del Novecento nata a Servola.

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