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L’allargamento dell’Ue e la presenza dell’Italia nei Balcani: la cronaca della conferenza nazionale a Trieste

La platea della Conferenza nazionale sui Balcani a Trieste (Lasorte)

 

Al Trieste Convention Center il summit promosso dal ministro agli Esteri Antonio Tajani. Presente il Commissario Ue Oliver Varhelyi. Videomessaggio di Meloni: “Allargamento ai Balcani sia priorità Ue”

Aggiornato alle 1 minuto di lettura

TRIESTE Rilanciare il ruolo dell’Italia nei Balcani, partendo da Trieste, “ponte” naturale verso l’Est. E allo stesso tempo accelerare l’integrazione della regione nella Ue. Sono alcuni degli obiettivi che sono sul tavolo del vertice in programma oggi, martedì 24 gennaio, al Trieste Convention Center. L’incontro si intitola «L’Italia e i Balcani occidentali: crescita e integrazione» e si vuole focalizzato su «Obiettivi, strumenti e opportunità per il Sistema Italia». L’iniziativa è della Farnesina e dello stesso ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Nel corso dell’incontro, a cui ha preso parte anche il Commissario europeo per il Vicinato e l’Allargamento, Oliver Varhelyi, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta con un videomessaggio.

Seguiono quattro panel su partenariato Italia-Balcani Occidentali, su strumenti e opportunità per il Sistema Paese, sul ruolo del sistema produttivo italiano e sugli strumenti internazionali a sostegno della crescita economica e la presentazione del progetto «Go! 2025 Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della cultura 2025».

L’appello di Meloni e Tajani: “Più Italia nei Balcani”, la sintesi della giornata

«Più Italia nei Balcani» e «accelerazione» del processo di integrazione europea della regione. Sono queste le priorità del governo italiano rilanciate dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani alla Conferenza di Trieste, «città ponte» per antonomasia dove si sono riuniti ambasciatori, istituzioni e i rappresentanti del mondo produttivo italiano.

L'adesione all'Ue dei Paesi dei Balcani occidentali diventa quanto mai cruciale dopo l'invasione russa dell'Ucraina: sia Roma che Bruxelles vogliono evitare che finiscano sotto l'orbita di Mosca. Investire su quei Paesi, inoltre, è ritenuto funzionale alla gestione dei flussi migratori. Portare «più Italia nei Balcani è l'obiettivo di questo governo» perché «ce lo chiedono tutti gli amici della regione», ha detto Meloni in un videomessaggio di saluto per la Conferenza, come sintetizza in queste righe l’Ansa.

«Siamo protagonisti ma dobbiamo rinnovare la nostra presenza e investire nei settori strategici», è la parola d'ordine della premier, che ha chiamato in causa anche l'Ue. «È urgente che sviluppi una nuova visione» e «metta l'allargamento» alla regione «tra le sue priorità», ha sottolineato. Rilevando che la «piena integrazione» dei Balcani avrà ricadute positive per tutto il continente su dossier come «lotta alla corruzione, contrasto dei traffici illegali, gestione e contenimento dei flussi migratori irregolari, prevenzione e contrasto del radicalismo». Sul percorso di adesione di Serbia, Albania, Macedonia del Nord, Bosnia, Montenegro e Kosovo negli ultimi anni la spinta propulsiva dell'Ue si era affievolita, perché non tutti i partner l'hanno considerata una priorità. Ma adesso la guerra in Ucraina ha riportato questo tema in primo piano.

«Vogliamo essere più presenti perché in politica quando si lasciano degli spazi vuoti poi vengono occupati da altri», ha avvertito Tajani, citando ad esempio la Serbia che rischia di guardare «a oriente più che all'Europa»: un riferimento alla Russia, ma anche alla Cina. Per questo motivo, ha aggiunto il titolare della Farnesina, l'Italia chiede una «accelerazione» dei processi di adesione dei Paesi dei Balcani occidentali. Il governo Meloni è già parte attiva in questo processo, ha puntualizzato il ministro degli Esteri, ricordando tra le altre cose la recente missione a Pristina e Belgrado con il collega della Difesa Guido Crosetto «per facilitare il dialogo tra questi due Paesi».

Mentre Roma è tornata a pieno titolo a far parte del Quint, il gruppo a cui partecipano anche Francia, Germania, Usa e Regno Unito per disinnescare la crisi. Inoltre, si lavora per ospitare a Roma una riunione di «tutti i ministri degli Esteri dei Balcani nei prossimi mesi». Anche l'Ue punta su questo rinnovato protagonismo. «C'è tanto da fare» e «abbiamo bisogno di più Italia nei Balcani occidentali», ha esortato il commissario all'Allargamento Oliver Varhelyi.

«Le nostre aspettative sono più alte» e «alla luce della crisi economica e geopolitica sorta dopo l'aggressione russa all'Ucraina l'allargamento» è ancor più «prioritario», è l'analisi del politico ungherese. La prospettiva di Balcani stabili e ancorati all'Ue è molto utile, in chiave italiana, anche per «la crescita economica, in termini di presenza delle nostre imprese», ha poi spiegato Tajani.

A Trieste il direttore generale dell'agenzia Ice, Roberto Luongo, ha ricordato che nei primi 9 mesi del 2022 «c'è stata una crescita dell'interscambio del 40% rispetto al 2021, ma - ha aggiunto - dobbiamo intensificare ancora». In questo quadro, sono già in programma due Business Forum, il primo a Belgrado il 21 marzo, un altro in Kosovo a maggio (il primo del genere a Pristina). Lo stesso si farà in tutti i Paesi dell'area, mentre nel frattempo Tajani lavora ad altre missioni bilaterali. La prossima sarà in Bosnia. «Non sottovaluto le difficoltà» di questo processo di integrazione «ma sono convinto delle nostre potenzialità», è la chiosa del capo della diplomazia italiana al termine dell'appuntamento di Trieste.

Tajani: «Russia e Cina nei Balcani? La presenza dell’Italia è un nostro dovere»

«Vedo che la presenza italiana è gradita in tutti i Balcani. È ovvio che se noi siamo assenti, altri sono e saranno presenti: è una questione di concorrenza ma credo sia nostro dovere andare avanti e occupare spazi che non dobbiamo lasciare. Non sottovaluto le difficoltà, ma sono convinto delle nostre potenzialità».

Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al termine della Conferenza sui Balcani occidentali a Trieste, rispondendo a una domanda sulle mire di Russia e Cina nei Paesi balcanici.

Il ministro Tajani: «Abbiamo già rispedito al mittente le fake-news russe»

«Abbiamo già risposto sulle fake news, respingendole al mittente». Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in conferenza stampa al termine della conferenza sui Balcani, rispondendo ad una domanda sull'ennesimo post provocatorio dell'ambasciata russa a Roma. Tajani ha ricordato ad esempio il post delle mine anti-uomo, sottolineando che l'Italia ha «sempre rispettato le regole» internazionali.

Beltrame (Confindistria): Rafforzare la presenza delle imprese

«Vogliamo preservare e migliorare l’integrazione e la crescita che lega a doppio filo l’Italia e i Paesi dei Balcani occidentali, un’area che consideriamo un’estensione territoriale naturale dell’Italia e un ponte che unisce l’Europa al Medio Oriente e all’Asia». Così Barbara Beltrame Giacomello, vice presidente per l’Internazionalizzazione di Confindustria, intervenendo della Conferenza nazionale sui Balcani occidentali in corso oggi a Trieste. «La vicinanza geografica e la combinazione dei molteplici fattori d’attrazione hanno spinto molti imprenditori italiani a instaurarsi qui, risultando oggi tra i primi investitori e tra i primi partner commerciali dell’area. Infatti - ha proseguito Beltrame - tra l’Italia e la regione balcanica si è alimentato un vivido interscambio, in crescita in cinque anni del 30%, per 9 miliardi di Euro nel 2021. Sempre in rapporto a cinque anni fa, il nostro export è aumentato del 40% trainato dai settori della meccanica, del tessile e abbigliamento, ma anche alimentare, chimica, e apparecchi elettrici». «Per rafforzare le nostre relazioni è però altresì essenziale il supporto delle Istituzioni. Per questo auspichiamo - ha concluso Beltrame - che presto lo status di potenziali candidati all’adesione all’Unione europea possa trasformarsi in un ingresso a tutti gli effetti per sentirci parte di uno stesso sistema e agire all’interno della stessa comunità economica e sociale con tutti i benefici che questo comporta».

L’Ambasciatore d’Italia De Riu: « Kosovo è un Paese sicuro»

«Finalmente del Kosovo non si parlerà solo dei problemi con la Serbia, delle tensioni, delle questioni politico-militari. Nel primo business forum, voluto fortemente dal ministro Tajani, parleremo di affari. In Kosovo ci sono già aziende italiane, marche in franchising, e anche qualche investimento. Ma c'è molto da fare, anche perché l'informazione che arriva e che raffigura le tensioni non incoraggia gli investitori. Lavoreremo proprio per far vincere questa paura. Anche perché abbiamo 800 uomini italiani su 3700 (della Kfor, ndr) che difendono l'integrità territoriale e la sicurezza del Paese, quindi di fatto il Kosovo è un Paese sicuro». Lo ha detto all'Ansa l'ambasciatore d'Italia a Pristina, Antonello De Riu, a margine della Conferenza sui Balcani in corso a Trieste, parlando del primo Business Forum Italia-Kosovo che si terrà a maggio.

Fincantieri, Graziano: «Se i Balcani non diventano europei vanno sotto altre potenze»

«I Paesi dei Balcani o diventano fortemente europei o rischiano di cadere in qualche modo sotto un gioco di altre potenze», infatti «se in questo momento uno va nei Balcani trova forti comunità turche, forti interessi cinesi e penetrazioni russe». Lo ha detto il generale Claudio Graziano, presidente di Fincantieri, segnalando che «attraverso penetrazioni balcaniche» la Russia può «minare la coesione dell’Unione europea e della Nato», ne «ha tutto l’interesse». I Balcani, però, non solo possono cadere sotto la sfera di influenza della Russia «da un punto di vista militare» ma anche «della Cina anche da un punto di vista economico».

Focus sui finanziamenti a supporto degli investimenti nell’area balcanica

Si avvia verso la conclusione il quarto e ultimo panel, in cui parla degli strumenti di finanziamento messi in campo da Bei, Bers, Banca Mondiale e dell’Unione europea a supporto degli investimenti nella regione balcanica, con focus sulla crescita economica della regione stessa e sull’analisi delle prospettive del mercato balcanico. Al dibattito è intervenuta Francesca Utili, dg per le relazioni finanziarie internazionali del Mef, assieme a esponenti delle realtà citate e di Intesa Sanpaolo.

«La nostra presenza nei Paesi dei Balcani occidentali è una presenza di sostegno al tessuto economico di quel Paese, e una presenza per favorire l'interscambio della produzione dell'Italia nei confronti di queste aree che sono assolutamente interessanti». Ha detto Marco Elio Rottigni, responsabile della Divisione International Subsidiary Banks di Intesa San Paolo, a margine della Conferenza. In particolare, ha spiegato Rottigni, «in Serbia siamo la prima banca con una presenza più che ventennale, abbiamo affiancato il Paese nell'avvicinamento all'Europa». «In Albania siamo la quarta banca, c'è un tema di vicinanza anche culturale, gran parte della popolazione parla italiano. E infine in Bosnia siamo la sesta banca. Siamo tra i principali attori dell'economia di questi Paesi», ha concluso.

L’ambasciatore Silvestri: “La Macedonia vuole l’Ue”

Italia e Macedonia del Nord hanno «un partenariato forte, solido, credibile, li abbiamo sempre sostenuti nel loro percorso di integrazione europea». Lo ha detto l'ambasciatore a Skopje Andrea Silvestri a margine della Conferenza sui Balcani. «A luglio finalmente sono stati avviati i negoziati di adesione, noi siamo partner a livello generale ma li stiamo affiancando anche in diversi settori come agricoltura, buon governo, affari interni, e cerchiamo di promuovere maggiori relazioni sul piano commerciale», ha aggiunto Silvestri, sottolineando che «per loro è assolutamente necessaria» l'integrazione europea.

«Il governo di Skopje ci crede pienamente, ha un forte ancoraggio occidentale, è un paese Nato, sta presiedendo l'Osce. È un nostro dovere ed è nel nostro interesse accompagnarli in questo percorso». Quanto ai rapporti economici bilaterali, «siamo il sesto paese cliente e l'ottavo paese fornitore ma possiamo fare molto più. Siamo presenti in settori come meccanica, confezione, prodotti finanziari, calzaturiero, ma c'è spazio per fare di più nei settori strategici come infrastrutture, energia e ambiente, ed anche nell'agricoltura, che pesa ancora per il 10% del pil» della Macedonia del Nord, ha spiegato l'ambasciatore Silvestri.

Presentato il progetto GO!2025

Nell’ambito della conferenza sui Balcani uno spazio è stato dedicato alla presentazione del progetto “Go!2025 Nova Gorica e Gorizia capitale europea della cultura” da parte dei sindaci delle due città Rodolfo Ziberna e Samo Turel. A seguire è iniziato il terzo panel sul Sistema produttivo italiano, con riflessioni e proposte del mondo produttivo italiano su come rinnovare il partenariato economico tra Italia e i Balcani Occidentali. Presenti esponenti nazionali di Confindustria, Confcommercio e Confartigianato, Confagricoltura, Coldiretti e Confapi.

Graziano (Fincantieri): “Balcani in Ue o finiranno sotto altre potenze”

«I Paesi dei Balcani o diventano fortemente europei o rischiano di cadere in qualche modo sotto un gioco di altre potenze», infatti «se in questo momento uno va nei Balcani trova forti comunità turche, forti interessi cinesi e penetrazioni russe». Lo ha detto il generale Claudio Graziano, presidente di Fincantieri, segnalando che «attraverso penetrazioni balcaniche» la Russia può «minare la coesione dell'Unione europea e della Nato», ne «ha tutto l'interesse». I Balcani, però, non solo possono cadere sotto la sfera di influenza della Russia «da un punto di vista militare» ma anche «della Cina anche da un punto di vista economico».

Bucci: “Albania porta di ingresso sui Balcani”

«Circa la metà di tutte le aziende straniere in Albania sono italiane, il nostro interscambio vale il 20% del Pil albanese, 3,6 miliardi di euro: siamo presenti in tutti i settori. Energia, infrastrutture, connettività e nuove tecnologie sono tra i settori più promettenti». Lo ha detto l'ambasciatore italiano a Tirana, Fabrizio Bucci, a margine della Conferenza sui Balcani in corso a Trieste. «Il governo albanese vuole passare dai call center - sappiamo che fanno molti servizi per le aziende italiane - ai digital center, settore in cui c'è un grosso interesse da parte italiana», ha aggiunto sottolineando che «l'idea dell'Albania è quella di diventare una Singapore dei Balcani, un Paese piccolo ma dalle grandi potenzialità». «L'Albania è una porta di ingresso a tutti i Balcani» e la sua adesione all'Ue ha un valore fondamentale: «non parliamo più di 'sè entrerà a far parte dell'Ue, ma di 'quandò», ha concluso.

Concluso il secondo panel sul Sistema Paese

Si è chiuso il secondo dei quattro panel della Conferenza dedicato a “Strumenti e opportunità per il Sistema Paese”, che ha visto la presentazione da parte dei soggetti istituzionali che si occupano di internazionalizzazione delle imprese gli strumenti operativi a disposizione del settore privato. Sono intervenuti il dg Promozione Sistema Paese della Farnesina Lorenzo Angeloni ed esponenti di Ice, Cassa Depositi e Prestiti, Simest, Sace, Finest ed Enac. A chiudere il panel è stato lo stesso ministro Tajani.

«Nei primi 9 mesi di quest'anno abbiamo avuto una crescita di interscambio con i Paesi dei Balcani occidentali del 40% rispetto al 2021, quindi un'intensificazione molto forte che va di pari passo con quello che l'Italia fa nel mondo. L'Italia è una potenza economica commerciale che si esplica anche in quest'area strategica. Ai 6 Paesi» che ancora non fanno parte dell'Ue «dobbiamo aggiungere anche Croazia e Slovenia: abbiamo in totale 14 miliardi di interscambio. Ma dobbiamo intensificare ancora di più la nostra azione». Lo ha detto Roberto Luongo, direttore generale dell'Agenzia Ice, a margine della Conferenza sui Balcani in corso a Trieste.

«Lavoriamo attraverso i nostri uffici dell'area balcanica, in stretta connessine con le ambasciate italiane, quindi con il ministero degli Esteri, diamo informazioni alle imprese italiane, diamo assistenza, facciamo una serie di iniziative promozionali», ha aggiunto. «Dobbiamo portare sempre più operatori dei Balcani alle fiere italiane che hanno un ruolo fondamentale per lo sviluppo e la crescita dell'imprenditoria di quest'area».

Gori: “Dobbiamo intercettare i nuovi settori in Serbia”

«In Serbia ci sono 1200 aziende italiane, l'interscambio è di 4 miliardi di euro, ci sono 5 mila addetti serbi nelle nostro imprese. L'Italia è il secondo Paese investitore e, dopo la Germania, il partner economico europeo più importante della Serbia. Ma non basta guardare a questi numeri, dobbiamo guardare i trend e avere una visione che tenga contro delle priorità del governo serbo». Lo ha detto l'ambasciatore d'Italia in Serbia, Luca Gori, a margine della Conferenza sui Balcani occidentali in corso a Trieste, spiegando che «dobbiamo intercettare questa nuova prospettiva, passando dai settori tradizionali dove siamo fortissimi - il tessile, l'automotiv, due importanti banche e il settore assicurativo - ai nuovi settori prioritari per il governo serbo: oltre alle infrastrutture, la transizione verde, la diversificazione energetica, la digitalizzazione, un settore estremamente importante per la Serbia, e l'agricoltura».

«A questi settori dedicheremo il Business Forum che si terrà il 21 marzo a Belgrado» che «sarà il momento catalizzatore di questa nuova strategia che vogliamo adottare, di questa nuova esigenza di captare settori nuovi».

L'ambasciatore ha ricordato anche la Fiera internazionale dell'agricoltura di Novi Sad a maggio, dove l'Italia sarà Paese partner. Questi «sono i due momenti in cui cercheremo di dare una scherzata nei nostri rapporti economici con la Serbia».

Primo panel con gli ambasciatori d’Italia nei Balcani

È in corso il primo panel su “Gli obiettivi del partenariato Italia-Balcani occidentali”, alla presenza degli ambasciatori d’Italia nei Paesi balcanici, moderato dalla direttrice del Piccolo Roberta Giani. Presenti Vincenzo Celeste, dg Europa e politica commerciale internazionale alla Farnesina, interverranno Fabrizio Bucci (Albania), Marco Di Ruzza (Bosnia Erzegovina), Antonello De Riu (Kosovo), Andrea Silvestri (Macedonia del Nord), Andreina Marsella (Montenegro), e - Luca Gori (Serbia).

Al centro del dibattito, le priorità dei singoli Paesi e dell’Italia nei vari settori economico, politico, sociale e culturale.

Tra i settori strategici menzionati dagli ambasciatori spiccano lo sviluppo industriale, la transizione verde, la digitalizzazione e l’agricoltura.

Craxi: “Il protagonismo dell’Italia nei Balcani importante per Ue”

«I Balcani sono stati al centro di diverse strategie comunitarie, si sono soprapposte diverse iniziative non di rado in contrasto tra di loro, e questo ha fatto sì che venissero dilatati i margini della competizione piuttosto che quelli della collaborazione tra gli attori europei. Questo è un tema che non dobbiamo sottacerci, e che dobbiamo affrontare con forza con un surplus della diplomazia, consapevoli che il nuovo protagonismo italiano nei Balcani occidentali risponde non solo ad un mero interesse nazionale ma anche ad un interesse europeo».

Lo ha detto la presidente della Commissione Esteri del Senato Stefania Craxi intervenendo alla Conferenza sui Balcani a Trieste. «L'Italia, Paese fondatore dell'Ue e che in quanto tale intende operare con un approccio condiviso, lavora non solo per sostenere la piena integrazione comunitaria nell'area, ma anche per favorire il dialogo intraregionale tra i diversi attori», per la «completa» stabilità della regione, ha aggiunto.

Ciriani: “Daremo voce alle aspirazioni europee”

«L’Italia continuerà a dare voce alle aspirazioni europee di questa regione». È quanto ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, nel suo intervento alla conferenza sui Balcani. L’obiettivo del nostro Paese, ha continuato, «è dare credibilità e slancio all’allargamento e fare dell’Italia - ha precisato - una protagonista di questo processo».

Fedriga: “Ue favorisca la sicurezza dell’industria europea”

«L'Europa deve trovare la forza di indirizzare gli investimenti e favorire la sicurezza dell'industria europea. I Balcani occidentali possono rappresentare un perimetro strategico» in tal senso. Così il governatore Fvg e presidente della Conferenza Regioni, Massimiliano Fedriga, alla Conferenza sui Balcani.

«Ue e Commissione mi auguro favoriscano come fanno i nostri amici e fratelli statunitensi una politica di investimento internazionale che garantisca la stabilità in prospettiva del nostro sistema produttivo. Dobbiamo lavorare, Ue e Usa insieme, per scegliere gli investimenti delle filiere produttive strategiche per le democrazie occidentali».

Il commissario Varhelyi: “Adesione a Ue prioritaria”

«Trieste non è solo la porta per l’Europa orientale, ma anche per quella occidentale. Abbiamo bisogno di più Italia nei Balcani occidentali, perché l’Italia è un partner fondamentale, uno dei padri fondatori dell’Ue e un grande Stato membro. Le nostre aspettative sono più alte. Vogliamo che l’Italia si promuova in modo più forte nei Balcani occidentali e nell’Ue». Lo ha detto il Commissario europeo per il Vicinato e l’Allargamento, Oliver Varhelyi, durante il suo intervento a Trieste.

Il commissario europeo Varhelyi a Trieste (Lasorte)

 

«Il processo e la prospettiva credibile di allargamento sono stati una priorità della nostra Commissione sin dal primo giorno del nostro mandato. Alla luce dell’attuale crisi economica e geopolitica, sorta dall’aggressione russa all’Ucraina l’allargamento è ancor più »prioritario. Ecco perchè è ancora più importane insistere e sostenere in misura maggiore del passato i nostri vicini”, perché “questi Paesi dovranno diventare membri dell’Ue«” “L’Europa è pronta a mantenere il suo impegno, se i Paesi dei Balcani sono pronti a mantenere il loro” ha aggiunto.

Tajani: “Nuovi summit sui Balcani nei prossimi mesi”

«Già siamo al lavoro per organizzare due business summit, uno in Serbia e uno in Kosovo. Poi ci sarà, a seguire questa importante riunione di oggi, un summit di tutti i ministri degli Esteri dei Balcani a Roma nei prossimi mesi, oltre a un altro evento con Macedonia del Nord, Bulgaria e Romania per il corridoio 8. Il governo vuole che l'Italia sia protagonista in questa regione», ha annunciato il ministro Tajani nel corso della conferenza a Trieste.

Meloni: “Allargare ai Balcani deve essere una priorità Ue”

«Noi non possiamo permettere che questo quadrante strategico per il nostro continente resti ancora a lungo fuori dalla casa comune europea», questa «è la ragione per la quale l'Italia continuerà a battersi in prima linea affinché il processo di integrazione europea dei Balcani occidentali possa proseguire con ancor più slancio e determinazione», ha continuato Meloni.

Nel corso del suo intervento il Presidente del Consiglio dei Ministri ha ribadito che «la sicurezza e la crescita di tutti i popoli dei Balcani occidentali sono fondamentali per l'interesse nazionale dell'Italia» e che questo «non può che avvenire all'interno di un contesto europeo».

Conferenza sui Balcani, il video-messaggio di Giorgia Meloni

«Crediamo - ha proseguito -che sostenere la stabilizzazione e la piena integrazione europea significhi lavorare per una cooperazione nella lotta alla corruzione, nel contrasto dei traffici illegali, nella gestione e nel contenimento dei flussi migratori irregolari, nella prevenzione e nel contrasto del radicalismo in ogni sua forma».

«Siamo stati sempre solidali con ciascuno dei nostri vicini nei momenti di difficoltà e siamo al fianco di tutti nel lavoro per una crescita condivisa nella sicurezza», ha affermato, sottolineando che questo è il motivo per il quale «ci battiamo per un'integrazione regionale nell'ambito di un processo di adesione all'Unione europea di tutti gli Stati della Regione».

Meloni: “L’Europa ha grande responsabilità verso i Balcani”

«L'Europa ha una grande responsabilità verso i Balcani e deve impegnarsi per riaffermare il senso di appartenenza di questa regione al nostro mondo e ai nostri valori». Ha continuato Giorgia Meloni nel suo video messaggio. È «il messaggio che ho portato il 6 dicembre scorso al Vertice dei capi di Stato di governo dell'Unione europea e dei Balcani occidentali in Albania. È stato importante ribadire a Tirana l'impegno dell'Ue a sostegno della regione con misure concrete. Penso al pacchetto da un miliardo di euro a supporto del settore energetico», ha detto.

Meloni: “Obiettivo del Governo è più Italia nei Balcani”

«Portare più Italia nei Balcani». È «l'obiettivo di questo Governo». E la Conferenza sui Balcani in corso a Trieste è un tassello di questo percorso. Lo ha detto il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video intervento trasmesso a Trieste. «È quello che ci chiedono tutti gli amici della regione, l'ho constatato personalmente in occasione del vertice a Tirana. Siamo protagonisti nella regione ma dobbiamo rinnovare questa presenza e investire nei settori strategici», ha aggiunto Meloni.

Il videomessaggio di Giorgia Meloni alla conferenza sui Balcani (Lasorte)

 

Tajani: “Oggi punto di svolta per politica estera italiana"

La giornata odierna a Trieste «deve segnare un punto di svolta della politica estera italiana nell’area dei Balcani» per permettere al nostro paese «di sviluppare una maggiore presenza in una regione ai noi particolarmente cara». Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel suo intervento in apertura dei lavori. Sul palco del Porto Vecchio di Trieste il ministro Tajani ha spiegato che la scelta di tenere proprio a Trieste un evento così importante è dovuto al fatto che il capoluogo giuliano è una “città ponte verso l’Est: un luogo simbolo da dove vogliamo dare un segnale politico” ha detto.

“Nei Balcani è fondamentale la stabilità e per ottenerla serve un ruolo politico forte di Italia e Unione Europea. «Vogliamo avere i Paesi dei Balcani nell'orbita europea, questo significa essere credibili, seri, affidabili, fare investimenti. Vogliamo essere più presenti perché in politica quando si lasciano degli spazi questi spazi vengono occupati da altri. Se noi siamo presenti politicamente, con le nostre imprese e anche con i nostri militari di pace non ci sono pericoli di occupazione di spazi da parte di altri. Non c'è solo la Russia, tanti sono interessati ai Balcani. Per questo l'Italia e l'Europa devono essere più presenti».

«Abbiamo puntato i piedi, hanno tentato di escluderci dal Gruppo dei cinque Paesi che lavorano a una soluzione delle tensioni tra Serbia e Kosovo. L’abbiamo spuntata» ha continuato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Inizia la conferenza sui Balcani a Trieste

Con l’introduzione dei lavori da parte del Sottosegretario al Ministero dell’Economia e Finanze, Sandra Savino, prende ufficialmente il via il summit sui Balcani a Trieste. «L'Italia è ad oggi uno dei principali partner commerciali dei paesi della regione, con una presenza di imprese italiane nell'area sempre crescente, e vuole aumentare gli scambi commerciali e gli investimenti per sviluppare le economie locali e creare nuove opportunità di lavoro. Un risultato che possiamo ottenere attraverso la liberalizzazione del commercio, l'eliminazione delle barriere commerciali e la promozione degli investimenti nei paesi dei Balcani occidentali». Ha detto il sottosegretario all'Economia Sandra Savino all'apertura della Conferenza sui Balcani a Trieste.

«In questo senso va vista l'implementazione di una sempre maggiore cooperazione economica, anche attraverso programmi di formazione e di supporto alle imprese, con l'obiettivo di aiutare le nostre piccole e medie imprese - e quelle dei paesi dei Balcani occidentali - a competere meglio nell'economia globale», ha aggiunto.

«L'Italia ha un forte legame economico con l'Albania, la Bosnia ed Erzegovina, il Kosovo, la Macedonia del Nord, il Montenegro e la Serbia e »ci sono molte opportunità per le imprese italiane nei settori dell'energia, dei trasporti, dell'agroalimentare, dell'edilizia e dell'industria manifatturiera. Oltre alle opportunità di cooperazione nei settori dell'istruzione, della ricerca e dell'innovazione. Il sistema produttivo italiano gioca un ruolo importante in questo«, ha aggiunto Savino. »Un'iniziativa del privato che si sposa molto bene con il lavoro che, sempre con maggiore intensità, fa anche il pubblico. Il nostro Sistema Paese offre diversi strumenti ed opportunità per l'internazionalizzazione delle imprese«, ha sottolineato.

L’arrivo del ministro Tajani: “Cruciale stabilità Balcani”

Il ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani ha fatto il suo ingresso al Tcc di Trieste: sarà lui ad aprire la conferenza su “L'Italia e i Balcani Occidentali: crescita e integrazione”.

«È fondamentale la stabilità della regione anche perché attraverso i Balcani passano anche i flussi migratori dalla Turchia ed è importante evitare l'immigrazione illegale. Stabilità significa anche possibilità di crescita economica e di presenza delle nostre imprese. Con il ministro Crosetto siamo già stati in Serbia e Kosovo anche per facilitare il dialogo tra questi due Paesi. Anche grazie alla presenza di tanti militari italiani, credo si possa costrurire per il nostro Paese un'azione positiva». Lo ha detto il ministro a margine della Conferenza.

L'arrivo del ministro Tajani al Tcc di Trieste (Lasorte)

 

«La giornata di oggi deve serve a riunire tutte le forze italiane dei diversi settori, imprenditoriali e politici, anche con la benedizione dell'Ue, per lanciare una presenza sempre più forte del nostro Paese in una regione che deve diventare anche parte del mercato europeo. Noi siamo per un'accelerazione» dei processi di adesione dei Paesi dei Balcani occidentali.

Attorno alle 9.30, invece, era arrivato il secondo grande ospite della giornata, il Commissario europeo per il Vicinato e l’Allargamento, Oliver Varhelyi. Presente anche il ministro Luca Ciriani.

Foto di gruppo alla Conferenza sui Balcani (Lasorte)

 

Fedriga: “Fvg ha investito molte risorse nella collaborazione”

«Ringrazio il ministro Tajani ed il Governo di aver scelto Trieste ed il Friuli Venezia Giulia per questa Conferenza sui Balcani». Così Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni a margine dei lavori della conferenza nazionale “L’Italia e i Balcani occidentali” in corso a Trieste. «Come Friuli Venezia Giulia - ha detto - abbiamo investito molte risorse per la collaborazione con i Balcani occidentali. Penso non solo ai fondi per la Cooperazione, ma anche agli investimenti che abbiamo fatto tramite Finest e Friulia, negli ultimi 10 anni, per circa 50 milioni di euro in modo da sviluppare le nostre imprese in quei territori».

Nel pomeriggio, a Trieste, avrà luogo la Conferenza delle Regioni sull’attrattività degli investimenti stranieri. «Con la Conferenza delle Regioni - ha precisato Fedriga - presenteremo le opportunità di investire in Italia, partendo dai territori e dalle regioni. Mi auguro che questo evento possa trovare l’auspicata visibilità perchè è importante far conoscere le opportunità che esistono in Italia, ma anche per dare continuità - ha detto Fedriga - alla politica di investimenti nazionali per i quali le Regioni sono assolutamente a disposizione per la collaborazione con il Governo».

Il programma della giornata

Tutto pronto per l’inizio della Conferenza. Secondo il programma, dopo l’introduzione col sottosegretario Sandra Savino, a aprire i lavori sarà il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Dopo un videosaluto della premier Giorgia Meloni, seguirà l’intervento del Commissario Ue per l’allargamento Oliver Varhelyi.

L'attesa per l'inizio della conferenza al Tcc di Trieste (Lasorte)

 

Dopo interventi del ministro Luca Ciriani e varie autorità (dal governatore Fedriga al sindaco Dipiazza) sarà la volta del panel sugli obiettivi del partenariato Italia-Balcani occidentali, presenti gli ambasciatori d’Italia: con Vincenzo Celeste, dg Europa e politica commerciale internazionale alla Farnesina, interverranno Fabrizio Bucci (Albania), Marco Di Ruzza (Bosnia Erzegovina), Antonello De Riu (Kosovo), Andrea Silvestri (Macedonia del Nord), Andreina Marsella (Montenegro), e - Luca Gori (Serbia).

Il secondo dei quattro panel della Conferenza sarà dedicato a “Strumenti e opportunità per il Sistema Paese”, e vedrà presentare da parte dei soggetti istituzionali che si occupano di internazionalizzazione delle imprese gli strumenti operativi a disposizione del settore privato. Interventi del dg Promozione Sistema Paese della Farnesina Lorenzo Angeloni, e di esponenti di Ice, Cassa Depositi e Prestiti (in foto l’ad Dario Scannapieco che sarà presente), Simest, Sace, Finest ed Enac.

Dopo uno spazio dedicato alla presentazione del progetto “Go!2025 Nova Gorica e Gorizia capitale europea della cultura” da parte dei sindaci delle due città Rodolfo Ziberna e Samo Turel, nel terzo panel in programma si parlerà del ruolo del sistema produttivo italiano e della partnership economica con i Balcani occidentali, presenti esponenti nazionali di Confindustria, Confcommercio e Confartigianato, Confagricoltura, Coldiretti e Confapi.

Nel corso dell’ultimo panel si parlerà degli strumenti di finanziamento messi in campo da Bei, Bers, Banca Mondiale e dell’Unione europea a supporto degli investimenti nella regione balcanica, con focus sulla crescita economica della regione stessa e sull’analisi delle prospettive del mercato balcanico. Nel dibattito sono previsti interventi di Francesca Utili, dg per le relazioni finanziarie internazionali del Mef, di esponenti delle realtà citate e di Intesa Sanpaolo.

Prima della sessione di chiusura dell’evento, due “Testimonianze”. La prima, «dal territorio», sarà quella di Claudio Graziano presidente di Fincantieri. La seconda sarà quella di mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, che interverrà sul tema del «Dialogo interreligioso come fattore di stabilità e crescita». La giornata di lavori sarà chiusa dal vicepremier e ministro degli Ester Antonio Tajani.

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