Con Motore Italia un supporto agli investimenti sostenibili delle piccole e medie imprese

Francesca Nieddu è direttore regionale Veneto Est e Friuli Venezia Giulia di Intesa Sanpaolo. Con lei affrontiamo il tema delle attività portuali e crocieristicche, che stanno diventando sempre più importanti per l'economia italiana.

Si vede una crescita in questo ambito e in quali trend in particolare?
«Nel 2021 abbiamo assistito ad una ripresa rilevante del traffico crocieristico in Italia che ha registrato movimenti per circa 2,6 milioni di passeggeri. L’Italia si conferma il primo paese nel Mediterraneo per passeggeri movimentati davanti a Spagna e Grecia. Il numero di navi in circolazione è attualmente simile al 2019, ma mancano i livelli di piena occupazione che al momento impediscono il recupero dei livelli pre-pandemici. E’ presto per dire se il rilancio completo del settore potrà già realizzarsi nel 2023 e molto dipenderà dall’evoluzione della pandemia e del conflitto in Ucraina. E’ certo però che anche in questa modalità di vacanza sarà sempre più alta l’attenzione degli utenti all’impatto ambiente e al risparmio energetico. La crescita della domanda del turismo crocieristico, triplicata tra il 2001 e il 2019, ha trainato l’industria cantieristica globale, con il varo di navi sempre più efficienti e sostenibili alimentate a gas naturale liquido».

Questo tipo di attività come si inserisce nell'economia del territorio?
«Trieste gioca un ruolo centrale sia come scalo portuale che per i cantieri navali: nel 2021 il porto con circa 134 mila passeggeri movimentati e 71 toccate di navi si posiziona al 14° posto nel Mediterraneo e al 7° posto in Italia, con un tasso di recupero di passeggeri rispetto al 2020 superiore alla media dei porti dell’Adriatico e dello Ionio. L’attività cantieristica di Trieste con 1,8 miliardi di euro esportati nel 2021, di cui il 67% in navi da crociera per il mercato degli Stati Uniti, assume un ruolo fondamentale nell’economia della provincia di cui rappresenta il 38% delle esportazioni. Il settore cantieristico occupa direttamente circa 1.300 addetti (al 2019) pari al 12,8% degli addetti del manifatturiero della provincia di Trieste e attiva una filiera più ampia di aziende del Friuli-Venezia Giulia specializzate nella metallurgia, nella meccanica e nel legno e arredo sia per la parte strutturale delle navi che per gli allestimenti e le finiture interne».

Che cosa fa Intesa Sanpaolo per supportare il settore?
«Il nostro programma Motore Italia offre alle imprese del settore cantieristico navale finanziamenti e iniziative di rilancio attraverso progetti di sviluppo e crescita, in linea con gli obiettivi del Pnrr. Supportiamo gli investimenti 4.0 sostenibili delle piccole e medie imprese e la crescita attraverso la finanza straordinaria e la digitalizzazione, promuovendo e sostenendo progetti strutturali, programmi di sviluppo imprenditoriale singoli e in filiera e iniziative ad elevato impatto economico e sociale che possano attrarre investitori. In quest’ambito. In particolare, per Trieste abbiamo siglato recentemente un accordo con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale per lo sviluppo dell’attività portuale e dell’economia ad essa collegata con importanti impatti positivi anche per l’entroterra triestino. L’accordo mette a disposizione delle imprese disposizione nuovo credito per un miliardo e un insieme di supporti operativi, come il programma sviluppo filiere, per accelerare il rilancio insieme al sistema territoriale, con un impegno orientato a un futuro sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale

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