La scommessa del turismo: la fondazione Sabbioneta Heritage per rilanciare la Città Ideale

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Come fare riscoprire a un paese la sua identità di perla del Rinascimento, coinvolgendo anche le imprese

MANTOVA. C’è un gigante con i piedi di argilla. Una delle intatte testimonianze del Rinascimento in Italia racchiusa in forma di paese, che finora non è riuscita a decollare. A farsi conoscere, visitare, ad attrarre e trattenere in turisti per più di qualche ora. E poi c’è un giovane sindaco (classe 1998) che è convinto di aver trovato la formula che serviva. E che sia questo il momento di provarci, finalmente, dando al proprio paese la visibilità che merita. Si chiama Marco Pasquali e la formula alchemica risponde al nome di Sabbioneta Heritage, una fondazione di partecipazione. Ente privato senza scopo di lucro, “scatola” in cui il soggetto pubblico e quello privato si incontrano e si danno la mano, primo nucleo di alleanza destinata a coinvolgere tanti altri soggetti, a partire dalle imprese. Tutto ruota attorno alla scommessa che anche la gestione della cultura, di palazzi, chiese e pinacoteche, possa essere impresa. Dare ricchezza, diventare voce fondamentale di un paese che, bellissimo e perso nel tempo, conta ancora troppe vetrine spente e locali sfitti.

«Quando abbiamo in gestione il Comune, la situazione stagnava ancora nei soliti problemi – racconta Pasquali – . Due biglietti diversi per l’accesso ai monumenti. L’affidamento a una cooperativa esterna dei monumenti comunali che aveva esautorato la Pro Loco, relegandola alla gestione della sinagoga. E poi quei soliti 40mila visitatori all’anno, dai quali non ci si riusciva mai a schiodare, solo un paio di ristoranti in paese e pochissime strutture ricettive, in una meta abituata più di altre al mordi e fuggi».

Il creare unità d’intenti è stato il primo traguardo raggiunto: Comune, Pro Loco e parrocchia sono i soci fondatori di Sabbioneta Heritage e conferiscono all’atto di fondazione i propri beni, cioè i tesori d’arte e storia come, per citarne alcuni, il palazzo Ducale, palazzo Giardino, il teatro all’Antica, la Galleria degli Antichi, la chiesa dell’Incoronata, il museo del Ducato, la sinagoga... D’ora in avanti, il turista che andrà a Sabbioneta si troverà di fronte un solo gestore di tutta la meraviglia lasciata da Vespasiano nella sua Città Ideale.

Ma la fondazione, con la sua struttura organizzativa, è come un tavolo spazioso e con tante sedie, lasciate vuote proprio per accogliere qualsiasi altro soggetto manifesti interesse all’iniziativa e voglia portare il proprio sostegno in termini finanziari e di idee. «Ci siamo resi conto che il nome di Sabbioneta interessa, alle aziende del paese come di tutto il territorio. E che una cena organizzata nella Galleria degli Antichi può incuriosire, mettere il paese sotto un’altra luce. Penso che la creazione di un nostro logo possa essere motivo di interesse per realtà produttive che vogliano farsi conoscere nel mondo, così come Sabbioneta e i suoi palazzi possano trasformarsi in un luogo ideale per accogliere convegni e meeting. Questo aiuterebbe a far vivere questi monumenti e a trovare i fondi per manutenerli».

Più tecnicamente la fondazione, essendo di diritto privato, consentirà una gestione più snella, senza i vincoli della Pubblica amministrazione, per i palazzi e gli eventi culturali. L’ente potrà partecipare a bandi, ricevere donazioni liberali, intessere rapporti e dialogare con altri soggetti dell’universo culturale, acquistare opere, organizzare eventi.

Siamo al mese zero: dopo le varie approvazioni da parte di Comune, parrocchia e Pro Loco, la fondazione nascerà entro giugno. «Per un anno e mezzo seguirà una fase temporanea in cui ci sarà l’avvio della macchina, e la presa in gestione dei monumenti. Poi..».

Le idee sono già tante: festival di tre giorni dall’eco nazionale, una nuova illuminazione artistica per i palazzi, il recupero delle porte d’ingresso alla città murata e l’apertura ai pedoni del percorso murario. E poi lo sfruttamento del circuito degli arginelli per i ciclo-turisti. «Il mio sogno? Vorrei creare – confessa Pasquali – nell’arena dello Spalto Bresciani un luogo come Palazzo Te, che in estate ospiti artisti ed eventi di carattere internazionale».

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