Scuola, Costa: considerare la Dad solo per i non vaccinati

Il sottosegretario alla Salute: è ora di fare una riflessione sul sistema dei colori delle Regioni

«Di fronte a una platea così ampia di vaccinati credo la scuola aperta debba essere garantita a prescindere, è un segnale importante verso la cittadinanza», ha detto a SkyTg24 il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa. «Credo che si debba considerare la didattica a distanza per chi non si vuole vaccinare», ha aggiunto Costa con riferimento ai casi in cui vengono riscontrate positività al virus in una classe.

«Io sono per tenere in classe tutti coloro che si sono vaccinati. Va bene la didattica a distanza per coloro che volontariamente hanno deciso di non sottoporsi alla vaccinazione ma di fronte ad una platea che per l'80% si è vaccinata, credo che la scuola in presenza debba essere una garanzia a prescindere», ha aggiunto Costa.

Anche sul sistema a colori delle Regioni secondo Costa «è giusto che una riflessione vada fatta». Il quadro che si sta delineando, ha premesso, è quello di un futuro «alleggerimento delle misure». «Siamo all'inizio di questo percorso», ha aggiunto il sottosegretario, secondo cui rimarrà importante trovare sempre accordi con le Regioni sulle scelte da fare, perché «c'è ancora di bisogno di grande unità, politica e istituzionale».

Il bollettino giornaliero «nelle prossime settimane è destinato a cambiare» e «credo si tratti più di una scelta politica che di una scelta scientifica. Non si tratta di censurare nulla, ma di elaborare dati che possono avere un'efficacia nei confronti dell'opinione pubblica e fare una comunicazione che non dia fiato a coloro che ancora sostengono che il vaccino non sia utile. Se ogni giorno continuiamo a comunicare, in maniera generica, che si contagiano 150.000 cittadini, il rischio è che diamo voce a chi dice che i vaccini non servono perché ci si contagia lo stesso».

Rispetto alla possibilità di una fine dello stato di emergenza al 31 marzo, dopo due anni di pandemia, «non è facile fare previsioni e a così lunga scadenza, il Covid purtroppo ci ha insegnato come possono cambiare gli scenari, anche rapidamente, con la nascita di nuove varianti. Però, trovo opportuno e utile oggi avviare un confronto con le regioni per condividere insieme regole nuove, di fronte a uno scenario che è cambiato». Costa a Sky tg24 ha sottolineato che siamo «all'inizio di un percorso» che va nella direzione di alleggerimento delle misure. «L'aspetto fondamentale - ha precisato - credo sia continuare a ricercare costantemente la condivisione con le regioni. Fughe in avanti da parte di territori non credo siano utili, possano in qualche modo alimentare la confusione nei cittadini. Oggi c'è bisogno ancora di una grande unità politica e istituzionale, quindi dobbiamo proseguire insieme questo percorso e riscrivere le regole nuove».

Vaccini: circa 24% dei bimbi tra 5 e 11 anni ha ricevuto almeno una dose

I bambini tra i 5 e gli 11 anni che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino anti-Covid sono 874.071, ovvero il 23,91% della popolazione vaccinabile in questa fascia d'età. Il totale dei bambini guariti è 194.805, ovvero il 5,33%. E' quanto emerge dal report del commissario straordinario all'emergenza aggiornato a stamattina.

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