“Partono gli investimenti per la transizione con più difficoltà per le piccole imprese”

Francesca Nieddu è direttore regionale Veneto Est e Friuli Venezia Giulia di Intesa Sanpaolo.

Dal vostro osservatorio quanto è diffusa la digitalizzazione nelle imprese?
Da un recente studio di Intesa Sanpaolo, che ha approfondito il tema della digitalizzazione delle imprese manifatturiere, emerge un miglior posizionamento italiano rispetto agli altri paesi europei nell’integrazione dei processi produttivi e nella diffusione del paradigma 4.0. Se nel confronto con i paesi dell’Area Euro permane il nostro ritardo negli investimenti immateriali e in Ict, il divario si riduce quasi del tutto quando si considera il rapporto dei soli investimenti in Ictsul PIL».

E con riferimento al Triveneto dove Intesa Sanpaolo ha una presenza radicata e diffusa?
Analizzando la manifattura del Triveneto, al netto delle micro imprese, si evidenzia una elevata diffusione di investimenti in tecnologie digitali nel triennio 2016-2018 (fonte Istat): il 62% delle imprese manifatturiere ha fatto investimenti contro il 59% nazionale, e Bolzano spicca al primo posto con una incidenza del 67% di imprese con investimenti. Rimane comunque un forte divario a livello dimensionale tra le imprese con almeno un investimento in tecnologie digitali, che attesta la difficolta delle più piccole. Vediamo come la digitalizzazione sia al primo posto tra le intenzioni di investimento e che una impresa su 10 ha già programmato nel 2021 investimenti digitali legati al processo produttivo».

Quindi le aziende hanno capito quanto sia importante la transizione digitale. Come le sostenete?
«La transizione digitale e l’attenzione alla sostenibilità sono imprescindibili per la crescita delle nostre imprese. Intesa Sanpaolo dispone di tutti gli strumenti necessari per supportare le imprese nelle fasi del loro sviluppo e per questo è indispensabile che si instauri un rapporto ancora più trasparente e di fiducia tra la banca e l’impresa. Sempre più infatti la valutazione creditizia si basa sugli aspetti qualitativi che hanno un’incidenza importante nella definizione del rating. Le buone pratiche aziendali devono assolutamente essere valorizzate, anche dal nostro punto di vista».

Su quali filoni vi state concentrando per far crescere il territorio?
«Il Pnrr rappresenta una straordinaria occasione di rilancio del Paese e Intesa Sanpaolo in questa fase vuole essere un acceleratore della crescita, favorendo tutti gli investimenti propedeutici al piano.Se guardiamo al Nordest, questo territorio ha già dimostrato di avere in sé le risorse per la ripartenza e la crescita. Oltre alla digitalizzazione, sarà fondamentale puntare sulla sostenibilità e sul capitale umano. È questa la principale sfida che attende il nostro tessuto produttivo e richiederà investimenti significativi e competenze nuove. E in questo siamo al fianco delle imprese anche con finanziamenti a medio-lungo termine denominati s-Loan, che si affiancano al plafond circular, per accompagnare gli sforzi delle imprese nella direzione di una maggiore sostenibilità sotto il profilo ESG. Senza dimenticare che il Triveneto è una realtà manifatturiera importante che va sostenuta e spinta, anche in chiave internazionale».

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