Nuovi saperi per crescere e governare i cambiamenti dell’evoluzione digitale

Udine ha ospitato la quinta tappa del tour “Alfabeto del Futuro” l’iniziativa sull’innovazione de La Stampa e dei giornali del gruppo Gnn

L’alfabeto del futuro, quinta tappa del tour organizzato da Gedi News Network, è stato ospitato ieri a Udine, nell’aula magna di quella che è una delle università più giovani del Paese, nata appena 43 anni fa, all’indomani del disastroso terremoto del Friuli grazie a una fortissima spinta popolare. E quale miglior sede, un’università giovane e dinamica, che fa dell’innovazione il proprio mantra, per parlare di evoluzione digitale? Questo il tema dei lavori che hanno visto la partecipazione dei direttore de “La Stampa” Massimo Giannini, de “Il Secolo XIX” Luca Ubaldeschi, del “Messaggero Veneto” e de “Il Piccolo” Omar Monestier, del condirettore del “Messaggero Veneto” Paolo Mosanghini e di numerosi rappresentanti di istituzioni e imprenditori della regione. Collegata dal suo ufficio a Roma, la ministra dell’Università e ricerca Maria Cristina Messa, intervistata da Giannini.

Ubaldeschi, nel suo intervento di apertura, ha spiegato la filosofia che spinge un importante gruppo editoriale come Gedi ad approfondire questi temi. «Torniamo a Udine dopo tre anni - ha detto il direttore del “Il Secolo XIX” e responsabile editoriale del tour -. Allora, nel 2018, eravamo all’inizio del nostro progetto di raccontare l’Italia che guarda al futuro. Un futuro velocissimo: basti pensare che ogni 30 secondi 268 persone nel mondo diventano utenti di Internet, oggi 4,8 miliardi di esseri umani sono utenti di Internet, circa 50 milioni in Italia. Dobbiamo imparare a governare l’evoluzione digitale». Il rettore dell’ateneo friulano si è soffermato sulle capacità e sulle potenzialità dell’innovazione. «Il cambiamento - ha osservato Roberto Pinton - bisognerebbe anticiparlo e promuoverlo, non solo cavalcarlo. Udine è un’università giovanissima, ma fin dall’inizio ha puntato sull’innovazione, basti pensare all’istituzione, nel 1979, di Scienze dell’informazione. Investire in ricerca e nei settori emergenti ci ha dato la possibilità di farci trovare pronti all’appuntamento con il mondo dell’economia, dell’industria, della produzione, con il quale collaboriamo proficuamente».

In un Friuli di stampo “manufacturing valley”, l’ostacolo più grande alla diffusione del digitale è la resistenza che ancora si incontra nelle imprese medio-piccole. Una criticità che va di pari passo con la difficoltà a trovare persone con le competenze più adatte all’inserimento in azienda. Per questo, ridurre la distanza tra università e impresa e mettere in atto azioni in grado di far crescere la cultura del cambiamento diventano attività determinanti per far compiere un vero salto di qualità al tessuto produttivo regionale. Il tema è stato trattato durante il dialogo che il direttore Monestier ha avuto con Fabiano Benedetti, presidente e ad di beanTech, Gianluca Foresti, direttore del dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche dell’Università di Udine, Sergio Barel, ceo di Brovedani Group. «Siamo una regione che investe molto in tecnologia digitale: la situazione è buona ma si può fare di più – è stata l’impressione di Benedetti –. In un territorio come il nostro, a vocazione manifatturiera, la digitalizzazione è al servizio di questo comparto. Se nelle aziende più grandi la consapevolezza alla trasformazione è già una realtà, in quelle più piccole è più complicato, e spesso i progetti non vanno a buon fine per l’incapacità di assorbire quelle tecnologie capaci di creare valore. Serve una cultura per portarle all’interno del proprio business».

Per dare una mano, l’ateneo friulano si è inventato l’Uniud Lab Village, «attraverso il quale – rimarca Foresti – vogliamo portare le aziende dentro l’università, condividendo esperienze e necessità». In Fvg, quando si parla di digitale, non si può prescindere dal cluster Ditedi e da Insiel. Un cluster misto pubblico-privato il primo, una società regionale la seconda. «Il nostro obiettivo – ha spiegato Francesco Contin, project manager Ditedi – è fornire servizi alle imprese Ict per farle crescere in modo omogeneo».

«Il nostro valore aggiunto – ha chiuso Alessandra Benvenuti, responsabile di Insiel Digital Academy – è riuscire a dare contemporaneamente servizi e infrastrutture, gestendo l’intera filiera del digitale “in casa”».

Infine il condirettore del “Messaggero Veneto” Mosanghini ha dialogato con Francesca Nieddu, direttore regionale Veneto Est e Friuli Venezia Giulia di Intesa SanPaolo.

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