Contenuto riservato agli abbonati

Dal Green Pass che scade durante le lezioni alle quarantene differenziate: ecco i nuovi “rompicapi” dei Presidi

MASSIMO PERCOSSI

Il portale Skuola.net, grazie all'aiuto di Cristina Costarelli, Presidente ANP Lazio e dirigente scolastico, ha provato a tirare le somme del rientro in classe in presenza dal punto di vista di chi deve garantire il rispetto delle regole anti-Covid

La scuola è ormai iniziata in tutta Italia. Per quello che sarà il secondo anno scolastico consecutivo ad aprirsi con la pandemia in corso. Tuttavia, rispetto a quello passato, non mancano novità e cambiamenti netti. A iniziare dall'abbandono, almeno nei piani della vigilia, della Dad - confinata solo ai casi di emergenza o di quarantena delle classi - in ogni scuola di ogni ordine e grado.

Una decisione, quella presa dal Ministero, che però potrebbe complicare l'osservanza di un'altra regola chiave: il distanziamento a scuola, che non sempre può essere garantito in classe. Senza dimenticare i possibili intoppi legati al controllo del Green Pass (obbligatorio) per i docenti e il personale scolastico. Ma come stanno procedendo questi primi giorni di lezione in presenza? Il portale Skuola.net lo ha chiesto a una voce autorevole: Cristina Costarelli, presidente dell'Associazione Nazionale Presidi del Lazio, nonché dirigente scolastico del liceo Newton di Roma.

Green Pass: la piattaforma per il controllo funziona?

Inevitabile un giudizio sulla procedura per il controllo dei Green Pass del personale scolastico: «La piattaforma funziona bene - assicura Costarelli - la troviamo pronta tutte le mattine con i dati che ci servono». Ciononostante, non mancano delle criticità: «Alcune volte - racconta - abbiamo riscontrato che docenti con una spunta rossa in piattaforma hanno il pass valido. Non ne conosciamo ovviamente le motivazioni, ma in quel caso facciamo entrare le persone ugualmente. Dovrebbe quindi essere meglio allineato il sistema».

Un altro punto, su cui i presidi chiedono un chiarimento, è sulle modalità di gestione dei Green Pass temporanei che scadono durante la giornata scolastica: «I Green Pass ottenuti tramite il tampone scadono esattamente dopo quarantott'ore, ciò significa che ci si può trovare un docente che la mattina risulta verde, ma che diventa rosso mentre sta a scuola. Noi - sottolinea la preside - ragionevolmente pensiamo che, una volta entrato, non lo si fa uscire. Però questo passaggio andrebbe definito».

Lo stesso vale anche per lo scenario opposto, ovvero una persona che la mattina è rossa, ad esempio un collaboratore scolastico che fa il turno di pomeriggio, che fa il tampone in mattinata e che diventa verde per accedere in tempo a scuola: «Questo però - ricorda Costarelli - implica un controllo della piattaforma non solo la mattina ma anche durante l'orario scolastico, esclusivamente per chi troviamo rosso».

Quarantena, quali le criticità principali?
Già ci troviamo di fronte a casi, per fortuna ancora limitati, di classi messe in quarantena per casi di positività. Quali problemi comporta ciò dal punto di vista dei dirigenti scolastici? «I problemi sono svariati - assicura la dirigente del Newton - innanzitutto per la mancanza di informazione da parte delle Asl: alcune hanno ricevuto notizia dei protocolli altre assolutamente no. Personalmente sono venuta a scoprire di alcune modifiche di quest'anno solo quando ho avuto dei casi positivi qualche giorno fa; c'è, quindi, un difetto informativo».

E poi c'è il discorso delle quarantena di diversa durata, dai 7 ai 10 ai 14 giorni, a seconda se si è vaccinati o meno: «Ciò comporta - prosegue - un rientro in classe non uguale per tutti, che ovviamente non aiuta la didattica. Proprio in questi giorni sto gestendo una quarantena iniziata la settimana scorsa, dal 14 settembre, e oggi ho il rientro di otto ragazzi su 30, altri nei giorni a venire; quindi la classe si riforma in presenza solo dopo 15 giorni».

Una soluzione al problema? Secondo Cristina Costarelli «le risposte le può dare solo il sistema sanitario». Nel frattempo, però, «la presenza sarà inevitabilmente messa in crisi da queste situazioni di quarantena. Quindi, se così deve essere perché ce lo dice l’autorità medica, poi dobbiamo tenere in considerazione che non avremo una didattica lineare e in presenza in modo generalizzato, ma ci saranno quarantene che andranno a incidere anche su quest'anno scolastico».

Cattedre: sono davvero tutte già occupate (come promesso dal Ministro)?
«Sicuramente l'avvio delle procedure - dice la dirigente scolastica - è avvenuto con una tempistica anticipata che negli ultimi decenni non abbiamo mai visto. In particolare rispetto alla macchina del GPS (le graduatorie provinciali per supplenze), insomma, delle supplenze annuali».

Ma rimangono alcune situazioni ancora da sistemare: «Ad oggi - avverte Costarelli - ci si dice che si potrà avere un quadro fermo prima della prossima settimana, io immagino e spero per fine settembre. C'è però un problema legato alla complessità di province come quella di Roma, con errori nella graduatoria GPS presenti fin dall'anno scorso che adesso ancora ufficio e stanno cercando di sistemare».

Il riferimento è al fenomeno delle rinunce: «Ci sono docenti - dice - che hanno avuto assegnata una cattedra e poi non si sono presentati per la presa di servizio. Questo ha significato che l’algoritmo di assegnazione delle GPS è stato fatto girare una prima volta prima del 13, ma non è stato sufficiente per portare in cattedra tutti i docenti. Ci sarà quindi un altro giro di algoritmo; speriamo che avvenga a breve, visto che c'è una grossa sofferenza nelle scuole».

Trasporti e turni in ingresso/uscita: cosa accade nelle grandi città?
Infine un giudizio sulle questioni più spinose, sebbene non direttamente legate all'organizzazione della giornata scolastica: il rischio assembramenti fuori dalle scuole e la situazione del trasporto pubblico: «A Roma - racconta Costarelli - come soluzione per scaglionare l'ingresso degli studenti, sono stati individuati i turni delle 8:00 e delle 9:40. Certamente il turno delle 9:40 crea dei forti disagi ai ragazzi, non consentendo loro lo svolgimento di una serena vita individuale, di uno studio tranquillo e di svolgere attività sportive o personali dopo la scuola. I ragazzi che entrano alle 9:40 soprattutto negli istituti tecnici e professionali escono quasi alle 16».

Ma c'è anche un altro problema: «l'anno scorso c'era la possibilità di integrare la didattica in presenza con la Dad, quindi molte scuole avevano organizzato ore da 50 minuti per anticipare l’uscita, che venivano poi recuperate con attività a distanza. Questo non è più possibile».

Mentre per quanto riguarda i trasporti, riporta la preside, «ci viene detto che i mezzi sono sempre costantemente affollati, almeno nelle zone del centro, ma in determinati orari anche della periferia».

Sarà davvero l'anno della ripartenza?
Ma, alla fine, cosa dobbiamo attenderci da quest'anno scolastico? Sarà davvero quello della ripartenza definitiva? La presidente dell'ANP Lazio è ottimista: «A livello personale voglio scommettere che i ragazzi passeranno meno tempo in Dad. Certamente c'è un quadro generale che grazie alla vaccinazione e ai passi avanti fatti dalla medicina generale permette di avere uno sguardo più positivo su questo fronte».

Video del giorno

Trieste, la passeggiata cinematografica è a Melara

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi