Lo chef alessandrino e lo striscione visto in tv: “Così ho portato a Wembley la festa dei Grigi”

La festa per il titolo europeo

Alessandro Colli, lo chef alessandrino che con il suo “Grigi in B” ha dato una dimensione internazionale alla città e alla squadra del cuore durante la finale degli Europei

«Confesso che ho dovuto nascondere lo striscione sotto la maglietta per portarlo dentro Wembley: era un semplice lenzuolo, quindi non ignifugo, temevo mi facessero storie se l’avessi mostrato all’ingresso».

Così Alessandro Colli, lo chef alessandrino che con il suo «Grigi in B» ha dato una dimensione internazionale alla città e alla squadra del cuore durante la finale degli Europei. Il drappo è stato inquadrato in mondovisione e il cronista Rai, Stefano Bizzotto, ne ha sottolineato la presenza rimarcando con competenza che l’autore o gli autori erano certamente tifosi dell’Alessandria, unico club ad avere il grigio come colore sociale.

Colli racconta che tanti italiani hanno subito collegato lo striscione alla squadra di appartenenza e hanno fatto i complimenti per la promozione nella serie cadetta. Un po’ meno sportivi, invece, i supporters inglesi: «Non tutti, per la verità - racconta Alessandro -. Alcuni venivano incontro ai tifosi azzurri chiedendo foto e augurando buona fortuna. Ma i più esagitati sputavano e ci lanciavano contro bottigliette di birra. Sugli spalti, invece, è stata una bella festa: canti, cori, incitamento per 120 minuti, uno spettacolo indimenticabile».

Dopo l’ultimo rigore parato da Donnarumma, si è scatenata l’esultanza anche in tutte le città della provincia. Caroselli di auto e fumogeni un po’ ovunque, ad Alessandria i fuochi d’artificio sparati in piazza Garibaldi. Si è rivissuta la notte del Mondiale 2006 e quella, molto più recente, del 17 giugno, quando c’era stata appunto la celebrazione dei grigi dopo Alessandria-Padova.

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