Coronavirus in Italia, il bollettino del 17 giugno: 1.325 nuovi casi, 37 morti

Sul mix di vaccini l’Ema prende tempo in attesa di maggiori dati

Scendono leggermente da 1.400 a 1.325 i contagi oggi in Italia, dove si contano anche 37 morti mentre il tasso di positività resta fermo allo 0,7%. Sono altri 37 in meno i ricoverati nelle terapie intensive, dove si contano 15 nuovi ingressi nelle ultime 24 ore. Sono invece 176 i ricoverati in meno nei reparti di medicina.

Scendono da 256 a 232 i casi in Lombardia, dove il tasso di positività dalla 0,7 scende allo 0,6%. In Veneto i contagi calano da 84 a 61. Negli ospedali scendono giorno dopo giorno i ricoverati con Covid, ora 365, sette meno di ieri, dei quali 320 (-6) in area medica, e 45 (-1) in terapia intensiva. In Piemonte caso in crescita da 59 a 72 ma tasso di positività fermo all’1,2%.

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Passano da 73 a 89 i casi in Emilia Romagna, dove il tasso di positività dallo 0,7% sale all’1,1%Sono 60 contro i 106 di ieri, età media 36 anni, i nuovi casi di Coronavirus in Toscana dove oggi si registrano altri 6 decessi: 4 uomini e 2 donne con un'età media di 75,3 anni. I ricoverati scendono a 200 (-23 rispetto a ieri), di cui 42 in terapia intensiva (-8). Scendono da 143 a 119 i casi nel Lazio dove i tasso di positività sale di un decimale scarsi dall1,2 all’1,3%. Scendono da 167 a 131 i nuovi positivi in Campania, dove dal 4,7 il tasso di positività scende al 3,5%.

In Puglia sono stati registrati 90 casi positivi contro i 114 di ieri su 6.844 test per l'infezione da Covid-19, con una incidenza dell'1,3%, scesa ancora dall'1,4% di 24 ore fa, il rapporto tamponi/contagi più basso degli ultimi sei mesi.

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Calano i nuovi casi e i morti per Covid, ma scendono anche i tamponi. E’ la fotografia del monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe. Nella settimana 9-15 giugno 2021, rispetto alla precedente, si rileva una diminuzione di nuovi casi (11.440 vs 15.288) e decessi (411 vs 469). In calo anche i casi attualmente positivi (105.906 vs 181.726), le persone in isolamento domiciliare (102.069 vs 176.353), i ricoveri con sintomi (3.333 vs 4.685) e le terapie intensive (504 vs 688). Inoltre, da 9 settimane sono in costante calo anche i decessi, che nell'ultima settimana si attestano in media a 59 al giorno. Nelle ultime 5 settimane, rileva il report, il numero di persone testate si è ridotto del 31,5%, scendendo da 3.247.816 a 2.223.782. «Da 13 settimane consecutive - dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE - si registra una discesa dei nuovi casi settimanali. Se la costante riduzione del rapporto positivi/casi testati attesta una ridotta circolazione del virus, la progressiva diminuzione dell'attività di testing sottostima il numero dei nuovi casi e documenta la mancata ripresa del tracciamento dei contatti, fondamentale in questa fase della pandemia».

Non si arresta il calo delle terapie intensive occupato da pazienti Covid-19, che è solo il 5% di quelle complessivamente disponibili in Italia, dopo aver per settimane superato la soglia di allerta del 30%, ormai da tempo non raggiunta più da nessuna regione. Calano al 5% anche i posti occupati da pazienti Covid in reparto, anche in questo caso con tutte le regioni sotto la soglia d'allerta del 40%. È quanto emerge invece dal monitoraggio, relativo al 16 giugno, realizzato dall'Agenas, l’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali.

Sul mix di vaccini l’Ema prende tempo in attesa di maggiori dati. «Sulla base delle esperienze del passato», mischiare vaccini «sembra una strategia che può essere impiegata, ma su quelli Covid-19 ci sono prove limitate ed è importante raccogliere maggiori informazioni e monitorare con attenzione». Così Marco Cavaleri, responsabile della task force vaccinale dell'Ema. «Da una prospettiva dell'Ema non è facile in questa fase esprimere una netta raccomandazione» sul mix di vaccini Covid, «anche perché non è chiaro se la compagnia abbia interesse a chiedere l'autorizzazione per aggiungere informazioni sul prodotto. Ma non appena avremo più dati, ad esempio dallo studio britannico, valuteremo se fare una dichiarazione sul mix».

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Niente test e quarantena per i viaggiatori europei completamente vaccinati o che hanno avuto il Covid negli ultimi sei mesi, ma distanziamento di almeno un metro e mascherine in tutte le fasi del trasferimento. Sono le raccomandazioni sui viaggi aerei che il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e l'Agenzia Ue per la sicurezza dell'aviazione (Easa) hanno aggiornato in linea con le evidenze scientifiche più recenti e le raccomandazioni approvate dal Consiglio Ue. La regola generale dell'esenzione da test e quarantene vale a meno che non si provenga da un'area ad altissimo rischio con varianti.

E a proposito di varianti sta aumentando la diffusione di quella delta, la cosiddetta indiana, in Italia. Lo scrive la fondazione Gimbe nel suo report settimanale. «Secondo l'ultima indagine di prevalenza delle varianti pubblicata dall'Istituto Superiore di Sanità il 18 maggio, la variante delta è all'1% con differenze regionali e un range che va dallo 0 al 3,4%: in particolare, la diffusione maggiore si registra in Lazio (3,4%), Sardegna (2,9%) e Lombardia (2,5%) - si legge -. Tuttavia nell'ultima settimana la variante delta è stata isolata in due focolai a Milano e Brindisi, segno di una sua maggiore diffusione sul territorio nazionale che si rileva anche dal database internazionale GISAID: rispetto ai sequenziamenti su campioni raccolti dal 19 maggio al 16 giugno, su 881 sequenze depositate 57 (6,5%) corrispondono alla variante delta». Rispetto all'efficacia dei vaccini, secondo i dati del Public Health England una singola dose di vaccino (Pfizer-BioNTech o AstraZeneca) ha un'efficacia solo del 33% nei confronti di questa variante, percentuale che dopo la seconda dose sale, rispettivamente, all'88% e al 60%. Inoltre, l'ultimo studio inglese (Public Health England) attesta che l'efficacia del ciclo completo nel prevenire le ospedalizzazioni è del 96% con il vaccino Pfizer-BioNTech e del 92% con quello AstraZeneca.

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