Sara Roversi: “L’alimentazione del futuro sarà sostenibile e consapevole”

Sara Roversi, fondatrice e presidente del Future Food Institut

“Paradossalmente la pandemia ha contribuito a farci capire che è necessario trasformare il nostro rapporto con il cibo. La tecnologia ci aiuterà. Siamo a una svolta epocale”

Il futuro del nostro Pianeta sarà plasmato anche sulle nostre tavole. L'attenzione al cibo è sempre più grande e lo sguardo è rivolto anche ai tanti progressi fatti in questi ultimi anni dalle nuove tecnologie per ridisegnare i prossimi decenni dei nostri sistemi alimentari. Il tema è diventato ancora più attuale dopo lo shock causato dalla pandemia. Le sfide che ci attendono sono grandi. Ne abbiamo parlato con Sara Roversi, fondatrice e presidente del Future Food Institute, l’organizzazione no-profit con base a Bologna nata otto anni fa per affrontare a livello internazionale il tema del futuro del cibo e del suo impatto sostenibile sulle nostre società.

Cosa sta cambiando nel mondo del cibo?

«Paradossalmente, la pandemia ha portato a grandi passi in avanti. E’ cresciuta per esempio la percezione della necessità di costruire una massa critica per stimolare la trasformazione della nostra alimentazione. In questo senso il 2021 potrebbe rappresentare una reale opportunità, anche perché i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) dell’Agenda 2030 dell’Onu sono sempre più vicini. Vuol dire che il cibo e il suo futuro saranno sempre di più al centro del dibattito internazionale. L’alimentazione dovrà però per forza di cose essere ancora di più nel mirino dell’innovazione tecnologica.».

Questo tipo di innovazione è poco percepita. Quali sono le applicazioni oggi?
«Sono moltissime e spaziano in tutti gli ambiti di attività, partendo dalla terra per arrivare fino al supermercato. Per fare solo alcuni esempi, i nuovi sistemi di misurazione dei flussi permettono l’efficientamento delle risorse idriche sul terreno in tempo reale: le così dette smart farm di nuova generazione oggi riescono a risparmiare fino al 95% di acqua. I droni invece aiutano a monitorare le coltivazioni nei campi per non rischiare perdite. La blockchain invece offre la possibilità di tracciare tutti i passaggi che compie il nostro cibo fino al nostro piatto. E poi c’è il grande tema della trasformazione degli scarti di ogni giorno. Questi scarti, un tempo erano un costo ma adesso sono diventati una risorsa che porta valore aggiunto. Di fatto la grande novità è che la sostenibilità sta diventando sempre di più una leva per le aziende, oltre che per il Pianeta. ».

Come sta reagendo l’industria alimentare?
«Negli ultimi anni questo mondo ha fatto passi da gigante. Adesso sta procedendo ancora più speditamente. Il tema della sostenibilità è diventato una strategia di business per essere più competitivi e per poter garantire una lunga vita alle proprie imprese. Le aziende alimentari hanno la necessità di cambiare approccio per non sparire e per poter vedere le proprie attività ancora sul mercato tra 50 anni. Non ci sono alternative. E Tutto questo si incrocia con l’esigenza dei consumatori di acquistare prodotti più sani e provenienti da una filiera tracciata.».

Fino a che punto l’innovazione alimentare potrà davvero aiutare il Pianeta?
«Sarà fondamentale per tutti noi. Non c'è alcun dubbio. E dovrà fare in modo che la filiera agroalimentare diventi più sostenibile e più inclusiva. Occorrerà però implementare modelli che portino non soltanto alla “carbon neutrality” ma anche alla “carbon negativity”, rigenerando non solo gli stock di carbonio, ma anche le sfere ambientali e sociali nel loro complesso. Dovranno quindi permetterci di vivere e di nutrirci in equilibrio con le risorse di cui disponiamo».

Come ci alimenteremo domani?
«In maniera più sana, sostenibile e più stagionale. Ovviamente non possiamo mangiare tutti a “kilometro zero” ma possiamo fare scelte più consapevoli. In primo piano ci sarà anche l’attenzione al lavoro. Sappiamo che l’agricoltura è il comparto che impiega il maggior numero di persone nel mondo ma in molti casi si tratta di soggetti estremamente poveri. Anche da questi cambiamenti inizierà un nuovo futuro per il cibo. C’è ancora tanto cammino da fare ma il processo è già in atto e questa è una grande svolta epocale.».

Video del giorno

A Trieste torna Bioest, la fiera del biologico e dei prodotti naturali

Gelato vegan al latte di cocco e ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi