Messina, l’ambulanza trasportava 30 chili di marijuana. Arrestati due corrieri con il reddito di cittadinanza

Sequestrati 50 panetti per un valore sul mercato di circa trecentomila euro

MESSINA. Un'ambulanza che attraversa su un traghetto lo Stretto di Messina e sbarca incolonnata tra auto e camion, non dovrebbe dare nell'occhio, soprattutto di questi tempi. Ma questa non aveva a bordo un malato. Se ne è accorto Ghimly, un giovane pastore tedesco del nucleo cinofili della Guardia di Finanza di Messina, che girando intorno al mezzo ha avvertito che c'era ben altro: 30 chili di marijuana confezionata in 50 panetti, per un valore sul mercato di circa 300 mila euro.

L'ambulanza è imbottita di droga per attraversare lo Stretto: scoperta allo sbarco a Messina

I due occupanti del mezzo di soccorso sono stati arrestati: l'autista, Francesco Minissale, ha 46 anni; il presunto barelliere, Gregorio Fiumà, ne ha 40. Quest'ultimo, che ha precedenti penali, è anche il presidente della Onlus che gestisce il mezzo. Entrambi sono accusati di traffico di stupefacenti e sono stati portati nel carcere messinese di Gazzi in attesa degli interrogatori di garanzia. Successivi accertamenti hanno permesso di scoprire che le famiglie di entrambi percepiscono il reddito di cittadinanza e la Guardia di Finanza ha già avvertito l'Inps perché ne disponga la revoca.

Durante la perquisizione dell'ambulanza è stata trovata anche una pistola a salve priva del tappo rosso, sequestrata assieme a uno smartphone e a denaro contante. Perché adesso bisogna accertare a chi fosse diretto il carico di droga, proveniente dalla Calabria, dove a gestire il traffico di stupefacenti è la 'ndrangheta. Non si sa con certezza da dove l'ambulanza provenisse e dove dunque abbia caricato la marijuana. Si sa solamente che è salita su un traghetto all'imbarcadero calabrese di Villa San Giovanni.

Tutto questo fa parte del prosieguo dell'inchiesta. In tempo di pandemia, con la Sicilia mezza chiusa agli arrivi e con controlli serrati in porti e aeroporti, la soluzione dell'ambulanza per trasportare la droga sembrava effetti efficace. Ma i due non avevano fatto i conti con i cani antidroga che non si fermano nemmeno davanti a un mezzo di soccorso: «In tempi di pandemia in cui, come noto, più pressanti sono i controlli delle Forze di Polizia per evitare inutili quanto pericolosi assembramenti e, come altrettanto noto, sono ancora vietati gli spostamenti immotivati ​​tra Regioni - scrive la Guardia di finanza di Messina in una nota - le organizzazioni criminali hanno il bisogno di sfruttare qualsiasi mezzo pur di non perdere fette di illecito mercato e far giungere il narcotico a destinazione: questa volta, tuttavia, il fiuto della Fiamma Gialla a quattro zampe ha impedito di portare a compimento il loro piano criminoso».

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