Metamorfosi di una città nei Super 8 di famiglia

A Re-framing Home Movies: il progetto di due registi torinesi recupera e trasforma i vecchi filmini

TORINO. Il film «Ciudad Lineal» del regista Riccardo Bertoia racconta una Torino dagli anni 40 agli anni 80, durante la sua trasformazione in città operaia. La racconta utilizzando spezzoni di filmati amatoriali dell’archivio torinese Superottimisti, girati da famiglie della classe media che sono riuscite a integrarsi in città e a realizzarsi. Sono famiglie provenienti dal Sud, dal altre zone del Piemonte o torinesi che hanno filmato feste di compleanno, comunioni, gite e matrimoni, ma anche bambini che giocano al parco, vacanze e manifestazioni pubbliche cittadine. Per girare il film Riccardo Bertoia si è ispirato all’utopia di Arturo Soria y Mata (1844 –1920) che è stato un urbanista, ingegnere e giornalista spagnolo, noto per aver ideato e sviluppato il concetto di città lineare. «Arturo Soria y Mata sognava una città in cui non ci sono né ricchi né poveri, e tutta la comunità si siede attorno a un tavolo senza diseguaglianze – racconta Bertoia –. Nel mio lavoro ci sono spezzoni felici e di festa, che raccontano che non c’è ancora uguaglianza ma potrebbe esserci in futuro».

Un po’ come i video che condividiamo oggi sui social, anche i filmini su una pellicola Super 8 immortalavano in particolare momenti di gioia e festeggiamenti, «ma all’epoca l’immagine era più costosa e più rara», continua Bertoia. Lui è uno dei sei artisti che hanno partecipato alla terza edizione di «Re-Framing Home Movies – Residenze in Archivio». Il progetto, promosso dalla Cineteca Sarda – Società Umanitaria di Cagliari, dall’Archivio Cinescatti – Lab 80 film di Bergamo, e dall’Archivio Superottimisti di Torino, prevede un lavoro di affidare la rielaborazione artistica di film di famiglia messi a disposizione dai tre archivi italiani a 6 giovani autori, selezionati attraverso una call nazionale. Sono under 35, – 5 registi e una fotografa e grafica – e l’iniziativa è curata da Karianne Fiorini e Gianmarco Torri.

Ogni archivio è stato scelto da due autori, che hanno fatto un intenso percorso di formazione prima di concludere il loro progetto. E il 26 e 27 febbraio cliccando su un link sul sito www.reframinghomemovies.it o sulla pagina Facebook del progetto saranno presentati i sei lavori (5 film più un libro) preceduti da tavole rotonde. Si comincia il 26 febbraio dalle 19 con la presentazione dell’iniziativa e la proiezione alle 21 di «Ciudad lineal» di Riccardo Bertoia e poi la presentazione del libro d’artista «n+n» di Bianca Maldini. A seguire la proiezione di «Arbatax!!» di Helena Falabino, dalla Cineteca di Cagliari. Il 27 febbraio dalle 19 c’è «Sulle arie, sulle acque, sui luoghi» di Vittoria Soddu, «Le Vacanze» di Camilla Iannetti, e «Death of a Mountain» di Nuno Escudeiro. Lui è il secondo regista che ha scelto l’archivio torinese Superottimisti per realizzare un film distopico sulla morte di una montagna. Si tratta di un reportage politico e di un racconto personale dell’autore sul confine tra Italia e Francia tra le montagne di Bardonecchia. «Ho raccontato la storia di una donna che ricorda la Valle di Susa e le montagne piemontesi di quando era bambina (e qui ho usato spezzoni d’epoca di filmati di famiglia tra la neve) – dice il regista – e la montagna di oggi, con i rifugiati in fuga verso la Francia». In questo caso le immagini sono state girate negli scorsi mesi da Nuno Escudeiro con una Super 8. «Nell’ultima scena la montagna muore, crolla. E con questo ho voluto dire che l’uomo non può controllare la montagna».

Banana bread al cioccolato

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi