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Ciclo mestruale e rischio cuore: può esserci un legame

Cicli più lunghi nei due anni prima dello stop alle mestruazioni sarebbero associati ad un maggior benessere cardiovascolare: la ricerca
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Volete sapere a che rischio cardiovascolare siete esposti? Ovviamente monitorate i fattori di rischio classici come ipertensione, colesterolo, diabete, sovrappeso e simili. E poi? Poi, per le donne, potrebbe diventare utile una raccomandazione in più: verso il termine della vita riproduttiva osservate come si modificano i cicli mestruali, che tendono a cambiare in frequenza e quantità con l'approssimarsi della menopausa. Normalmente, con il passare degli anni, la durata dei cicli tende ad allungarsi: ebbene, proprio questo parametro potrebbe aiutare a definire il futuro profilo di rischio cardiovascolare. A lanciare quella che per ora è solo una suggestiva ipotesi è una ricerca apparsa sulla rivista scientifica Menopause e condotta dagli studiosi dell'Università di Pittsburgh, guidati da Samar ElKhoudary.

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Lo studio, che potrebbe permettere di sviluppare percorsi di prevenzione "su misura" per ogni donna, parte da un'osservazione molto precisa: le donne che in età fertile hanno frequenti cicli di breve durata tendono ad avere un tempo maggiore di esposizione ad elevate quantità di estrogeni, con ripercussioni potenzialmente positive in termini di protezione sul cuore e le arterie e non solo.

Non per nulla, i cicli prolungati ed irregolari sono stati associati in diversi studi a patologie correlate proprio alla sfera ormonale, come l'osteoporosi, il tumore al seno ed ovviamente anche le malattie cardiovascolari. Gli esperti americani, partendo da questa osservazione e ricordando che la menopausa non è un interruttore che si accende di colpo ma piuttosto un percorso che si articola nel tempo, con fasi ben definite, hanno provato a correlare il profilo del ciclo mestruale (misurato proprio attraverso le variazioni di durata, frequenza ed entità dei cicli mestruali), testimonianza dell'assetto ormonale della donna, ed il futuro rischio di sviluppare aterosclerosi, alla base di infarti, ictus e di altre malattie dell'apparato circolatorio.

Sono state quindi considerate nell'indagine quasi 430 donne arruolate in una ricerca che prende in esame negli Usa donne tra i 45 e i 52 anni, seguite anche fino a dieci anni e comunque per il periodo della post-menopausa, con particolare attenzione alle modificazioni del ciclo mestruale nella fase di "passaggio" dalla vita fertile alla menopausa stessa. Poi si è proceduto ad analisi specifiche di misurazione della salute delle arterie e del rischio di arteriosclerosi, attraverso valutazioni dello spessore della loro parete o della loro elasticità.

In base a quanto osservato sono state quindi identificate tre caratteristiche dei cicli mestruali nell'avvicinamento alla menopausa. Più o meno sei donne su dieci hanno mantenuto anche prima della menopausa un ciclo mestruale con un normale ritmo, ma più del 15% ha avuto un aumento della lunghezza di esso già cinque anni prima dell'ultima mestruazione e più di una su cinque l'ha osservato due anni prima di questa.

Correlando queste condizioni con le misurazioni oggettive sui vasi sanguigni si è visto che nelle donne che due anni prima della menopausa sono andate incontro ad un allungamento precoce del ciclo, le rilevazioni relative alla rigidità e allo spessore delle pareti delle arterie hanno dato risultati mediamente peggiori rispetto a chi ha avuto variazioni più tardive.

"Quest'ultimo concetto si spiegherebbe con il fatto che un allungamento precoce del ciclo mestruale sarebbe causato da un deterioramento più anticipato dell'assetto ormonale estrogenico della donna, che ha un ruolo protettivo nei confronti della salute dei vasi - commenta Sergio Costantini, docente di Ginecologia ed Ostetricia presso il Policlinico San Martino di Genova. Dunque, le variazioni peggiorative delle caratteristiche delle pareti dei vasi potrebbero legarsi a un maggior rischio di sviluppare aterosclerosi e future patologie cardiovascolari. I risultati dello studio sono stati ottenuti indipendentemente dal considerare altri fattori di rischio cardiovascolari, quali il peso, il grado di attività fisica e lo stato socioeconomico delle pazienti. In definitiva gli autori di questo studio hanno dimostrato come le caratteristiche del ciclo mestruale derivanti  da un cambiamento dell'assetto ormonale della donna che si appresta ad andare in menopausa, potrebbero in futuro essere considerate un fattore indipendente di salute cardiovascolare".