Tumore al seno: “L’oncologa e il radioterapista non sono d’accordo. Chi ascoltare?”

Crediti: national Cancer Institute
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“Mia mamma di 82 anni è stata operata di tumore al quadrante sinistro lo scorso fine gennaio. L'oncologa ha prescritto una visita radioterapica, mentre il radioterapista ha ritenuto non opportuno effettuare queste cure, perché secondo lui le probabilità di recidiva sono molto basse. Mia mamma non ha particolari problemi di salute. È il caso di sentire un altro parere? Non vorrei trovarmi un domani con il rimorso di non aver fatto quanto si doveva”.

 

Risponde Annamaria Molino, docente presso la Scuola di Medicina e Chirurgia dell'Università di Verona, già Direttore dell'Unità Operativa Complessa di Oncologia Medica e del Gruppo Senologico presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona.

 

Gentile lettore
non possiamo esprimere un parere sull'opportunità o meno della radioterapia, dato che non conosciamo il caso e che in questa rubrica non diamo mai pareri personali. Tuttavia possiamo osservare che l'età anagrafica di per sé non controindicherebbe la radioterapia in persone che, come sua madre, sono in buone condizioni.

Quello che emerge dalla sua richiesta è un fatto importante: nelle cosiddette Unità di Senologia o Breast Unit, ormai obbligatorie in Europa, i casi andrebbero discussi tra specialisti sia all'inizio sia quando arriva l'esame istologico, e a questa discussione di gruppo deve essere presente sia l'oncologo sia il radioterapista. Che, assieme al patologo, al radiologo, al chirurgo, valutano il rischio di recidiva della paziente e decidono se la radioterapia sia indicata o meno.

La successiva comunicazione alla paziente, quindi, dovrebbe essere comprensiva del parere di tutti. Spesso sono presenti entrambi gli specialisti e firmano assieme la lettera, o comunque nella lettera c'è un riferimento a questa discussione collegiale. Questo evita che, come nel caso di sua madre, la signora si senta dare pareri discordi che causano una comprensiva insicurezza. Potrebbe chiedere all’oncologa come mai questo non sia avvenuto e se sia possibile avere un parere condiviso.