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Tumore al seno metastatico Her2+: "la chemioterapia è necessaria?"

Crediti: Marcelo Leal via Unsplash
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"Una persona cara ha un carcinoma mammario destro multifocale HR+Her2+ con residuo di malattia dopo terapia ormonale. Le hanno messo il cvc tipo picc e viene somministrata chemioterapia per la prima linea della fase avanzata con associazione di Docetaxel + Trastuzumab + Pertuzumab. Mi potete spiegare se questa chemioterapia deve essere fatta per forza e se ci sia qualche alternativa?"

 

Risponde Annamaria Molino, docente presso la Scuola di Medicina e Chirurgia dell'Università di Verona, già Direttore dell'Unità Operativa Complessa di Oncologia Medica e del Gruppo Senologico presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona.


Gentile Lettore,
è impossibile darle una risposta in merito al caso specifico della persona a lei cara, in quanto mancano troppi dati relativi alla paziente, alla malattia e alle cure già eseguite, e in ogni caso non sarebbe corretto esprimersi senza una visita clinica.

 

Possiamo fare, però, un paio di osservazioni: il PICC è solo un dispositivo che consente di avere sempre un accesso venoso disponibile, risparmiando alla paziente fastidiose ricerche di una vena utilizzabile e garantendo che non ci saranno stravasi o flebiti.

 

Per quanto riguarda lo schema terapeutico che lei riferisce, si tratta di un trattamento altamente efficace. E' vero, come lei suggerisce, che ci sono molte opzioni terapeutiche nel tumore mammario, ma se è stato consigliato questo schema, certamente è il più indicato nel caso in questione. Esistono Linee Guida Internazionali e Nazionali e indicazioni stringenti sull'uso dei farmaci oncologici, e tutte le oncologie seguono le indicazioni internazionali e ministeriali
Si affidi quindi con fiducia agli oncologi che la seguono.