Il Robot /Genova

Al Gaslini un robot per curare i piccoli pazienti

L'ospedale di Genova è il primo in Italia ad aver installato il sistema Da Vinci in un centro di chirurgia pediatrico. Il professor Girolamo Mattioli: "I bambini hanno gli stessi diritti degli adulti: avranno il miglior trattamento nelle sale operatorie dedicate solo a loro" 
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IL Gaslini è l’unico ospedale pediatrico in Italia ad avere un centro dedicato alla robotica pediatrica, con l'utilizzo esclusivo per i bambini del Robot Da Vinci  il più evoluto sistema robotico per la chirurgia mininvasiva. A guidare l’avanguardia è Girolamo Mattioli, professore di Chirurgia Pediatrica e direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Pediatrica dell’Università di Genova e responsabile dell’Uoc di Chirurgia pediatrica del Gaslini: «La nostra forza è una squadra di professionisti medici, infermiere e tutti i ruoli messi insieme continuamente aggiornati che hanno messo al centro non solo il paziente pediatrico, ma l’intera sua famiglia. Il robot aiuta il chirurgo ad essere perfetto nei gesti, ma non lo sostituisce mai nelle scelte». E la sua squadra, che lavora anche in feedback continuo con diverse aziende, è così all’avanguardia che i suoi video di interventi con l’utilizzo della robotica, sui social, accumulano fino a 3 mila visualizzazioni in pochi giorni.


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Il Gaslini rappresenta un unicum a livello nazionale sulla chirurgia robotica con l’utilizzo del Robot Da Vinci in un setting pediatrico: «Ci sono moltissime chirurgie pediatriche in Italia che usano robot, portando però il bambino nelle sale operatorie degli adulti - spiega Mattioli - Non sfuggirà la differenza. Da noi non c’è un singolo robot, o chirurgo, ma lavora un team di professionisti che nella loro specialità utilizzano la tecnologia, in un setting applicato al bambino. Siamo partiti dalla domanda: perché solo gli adulti devono essere operati con chirurgia robotica? Operiamo in robotica in sale operatorie dedicate ai bambini».

I benefici si riverberano sui pazienti, sui chirurghi e anche sull’efficienza dell’ospedale. «La mini-invasività, con la laparoscopia, già da tempo ha ridotto traumi, dolore, uso di farmaci e degenza. L’utilizzo del robot in più ha aperto tre nuove strade - indica Mattioli - innanzitutto ci sono interventi che in laparoscopia non si possono eseguire, con la robotica invece sì. La macchina ci permette di arrivare dove altrimenti non possiamo. Poi, grazie all’utilizzo del robot un chirurgo esperto può essere sostituito in tempi più rapidi da altri cinque chirurghi esperti che raggiungono gli stessi risultati, in tempi brevissimi. Infine, con la robotica, miglioriamo le competenze fisiche del chirurgo, cercando la perfezione, rimangono però all’uomo le decisioni».

La tecnologia, insomma, è fondamentale per aumentare le capacità fisiche dell’uomo, ma non le sostituisce. «Usiamo le macchine per migliorare la chirurgia - dice Mattioli - con il robot, sono migliorate le capacità visive, il mio occhio entra dentro il paziente, con una visione tridimensionale e una magnificazione dell’immagine, senza aprire l’addome o il torace. Con il robot, le mie mani entrano dentro al paziente, ma hanno la dimensione della punta dello strumento, di 2 millimetri, e non hanno più i difetti fisici, come il tremore. Il tatto, invece, che non è sostituibile, in robotica è surrogato dal potenziamento della vista».

Mattioli non nasconde che questo tipo di tecnologia, che ha necessariamente bisogno di continui aggiornamenti, di altissimo livello, sia onerosa: «Quanto costa un bambino? E quanto il benessere di un nucleo familiare? Etica e sostenibilità economica devono andare insieme e il Gaslini lo vorrebbe garantire», dice. E indica risultati irrinunciabili: «Per esempio, gi interventi importanti, come la ricostruzione, di trachea, esofago, vie urinarie, si eseguono esclusivamente con chirurgia mini-invasiva e robotica - spiega Mattioli - Per altri, invece, come colon, stomaco o alcuni tumori non sempre è possibile. Ciò che è più importante, diventato imprescindibile per il Gaslini, è che i bambini non devono essere operati in una sala operatoria per adulti. Qui garantiamo tutto, e si tratta della tecnologia più avanzata, a misura loro e delle loro famiglie».