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Nelle Marche, un nuovo macchinario per eseguire Pet e risonanza magnetica simultaneamente

Nelle Marche, un nuovo macchinario per eseguire Pet e risonanza magnetica simultaneamente
È uno dei pochi in Italia e il primo nel centro Italia e rappresenta la frontiera più avanzata dell’imaging ibrido per la diagnosi dei tumori e la pianificazione delle cure
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È stato installato nell’Azienda ospedaliero universitaria di Ancona il primo macchinario in grado di eseguire contemporaneamente due indagini fondamentali per la diagnosi dei tumori: la Positron emission tomography (PET), in grado di valutare la funzionalità di un organo, riconoscere alcuni processi metabolici e la vitalità cellulare, e la risonanza magnetica (RM), che riesce a vedere i tessuti molli perché può rilevare come si distribuiscono le molecole d’acqua nel nostro corpo. Il macchinario, chiamato RM/PET 3 Tesla, ha applicazioni innanzitutto in campo oncologico, ma anche cardiovascolare, pediatrico e ginecologico.

 

La donazione all’ospedale delle Marche

L’acquisto di RM/PET 3 Tesla è stato possibile anche grazie a una benefattrice, Teresa Casagrande, che ha destinato circa 1,3 milioni di euro del suo lascito ereditario con il preciso scopo di favorire la ricerca in campo oncologico. L’eredità è stata poi affiancata da un importante investimento dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, all’interno di un progetto clinico e di ricerca incentrato sull’impiego di macchinari innovativi nell’ambito della gestione clinica dei pazienti oncologici. Del “Progetto Rimante”, questo il suo nome, fanno parte sia la RMN 3 Tesla, un’apparecchiatura innovativa per la risonanza magnetica, sia la RM/PET. La disponibilità di strumentazione all’avanguardia fa delle Marche un polo di attrazione clinico-assistenziale e di ricerca, in quanto centro di eccellenza a livello nazionale per lo studio e la diagnosi delle neoplasie e delle patologie reumatologiche.
 
“RM/PET 3 Tesla è un gioiello tecnologico unico, che sosterrà con decisione la prevenzione e la diagnosi precoce delle malattie oncologiche, la qualità della vita dei pazienti, la ricerca”, dice Dino Latini, Presidente dell’Assemblea Regionale delle Marche. “Un pensiero commosso a Teresa Casagrande e un ringraziamento alla sua famiglia da parte di tutta l’Assemblea Regionale per la sensibilità dimostrata, che ha reso concreto l'acquisto di questo macchinario".
 
“Una donazione è un fatto estremamente importante – aggiunge Filippo Saltamartini, Assessore alla Salute della Regione Marche – perché avvicina i cittadini alla pubblica amministrazione, grazie a uno stretto connubio tra pubblico e privato, in un settore vitale come quello della sanità”.

Il miglioramento della diagnosi e della pianificazione della cura

I vantaggi di eseguire due esami diagnostici in un’unica seduta riguardano sia i medici sia i pazienti. Prima di questo macchinario, il metodo di diagnosi simultanea utilizzato prevedeva di eseguire contemporaneamente PET e tomografia computerizzata (TAC). La PET/RM però è meno pericolosa per i pazienti, perché non li espone alle radiazioni ionizzanti dei raggi X impiegati dalla tomografia.

“Per questo è particolarmente indicata per lo studio delle patologie oncologiche dei bambini”, commenta Andrea Giovagnoni, Direttore Dipartimento Scienze Radiologiche AOU Marche e  Presidente SIRM. “Sono già in essere contatti con Centri di ricerca nazionali e internazionali per attivare progetti di ricerca comuni nei vari campi di applicazione. Attualmente in tutto il mondo sono state installate solo poche decine di questi macchinari e solo due della stessa tipologia in Italia (l’altra è al San Raffele di Milano)”.
 
Eseguire indagini ibride come queste, inoltre, consente di risparmiare sui tempi, sulle risorse, e anche di eseguire diagnosi più precise. La personalizzazione del percorso di cura è sempre più importante quando si tratta di tumori perché, a fronte di numerose opportunità terapeutiche che la medicina oncologica è in grado di offrire, la risposta dei pazienti è sempre diversa e difficile da prevedere. Per scegliere il percorso di cura giusto da seguire, è importante riuscire a caratterizzare al meglio la malattia per predire in maniera più accurata possibile l’eventuale risposta ai trattamenti.
 
“Il valore di questo nuovo asset tecnologico di ricerca e di diagnostica di precisione che abbiamo l’orgoglio di aver realizzato nella nostra Azienda consiste in un deciso e assoluto ampliamento del processo di “ibridazione” che abbiamo prescelto come una delle principali linee strategiche di sviluppo”, commenta Michele Caporossi, Direttore Generale dell’Azienda ospedaliera universitaria delle Marche. “Significa che tutti i saperi e i processi si prendono per mano per sviluppare allo spasimo la risposta unitaria ma anche personalizzata da dare ai pazienti. L’ibrido moltiplica l’efficacia pratica ma anche l’appropriatezza dei percorsi di cura, ed è anche un potente scudo contro la scarsità delle risorse da destinare al sistema sanitario”.

Un apparecchio utile per diverse neoplasie

Oltre a migliorare la diagnosi e scegliere il percorso di cura più adatto, le apparecchiature diagnostiche del progetto Rimante, la RMN 3 Tesla e la PET/RM, possono essere di particolare aiuto per alcuni tipi di tumore. Soprattutto in vista di un approccio sempre più personalizzato alla medicina. Studiando le caratteristiche di un tumore sia nella sua sede principale che nelle metastasi, per esempio, si riesce a capire quali pazienti potrebbero rispondere meglio a trattamenti particolari come l’immunoterapia.
 
Molti tumori, inoltre, sono caratterizzati da alterazioni molecolari e funzionali specifiche, e l’utilizzo della avanzata tecnologia della PET/RM permette di studiarne la morfologia, di caratterizzare i tessuti tumorali in modo non invasivo a seconda del loro consumo di certe particolari sostanze e distinguendoli dai tessuti sani, e di acquisire dati numerici per monitorare oggettivamente l’efficacia delle terapie.
 
“Questo è particolarmente utile per la diagnosi e la stadiazione dei tumori cerebrali, del collo, della mammella, del fegato e dell’apparato urogenitale, ma anche nelle patologie non neoplastiche del cuore ed in campo neurologico per lo studio delle demenze e delle epilessie”, spiega Luca Burroni, Direttore SOD Medicina Nucleare dell’ospedale delle Marche. “Presenta infine il vantaggio di una ridotta quantità di radiazioni ionizzanti emesse, e pertanto è indicata per lo studio dei tumori nei bambini”.