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Sardegna: le pazienti affiancano le istituzioni per migliorare la cura del cancro al seno

Immagine via Pixabay
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Liste di attesa, ripresa dei programmi di screening e mancanza di una rete di presa in carico. Europa Donna Italia ha promosso un incontro per risolvere le criticità
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Nella cura del cancro al seno, in Sardegna esistono, da anni, delle criticità che stanno rendendo difficile la vita alle pazienti. In cima alla lista c'è il problema delle liste d'attesa per svolgere esami diagnostici, ricevere trattamenti chirurgici e terapie. E dei tre centri di senologia accreditati dalla Regione solo due (Ospedale oncologico "Armando Businco" AO Brotzu, Cagliari e AOU di Sassari - Cliniche San Pietro, Sassari) rispettano le Linee Guida nazionali e i volumi di attività stabiliti dal Ministero della Salute. Per quanto riguarda la diagnosi precoce, poi, i programmi di screening mammografici faticano a riprendere le loro attività pre-Covid. Tutti fattori che - sottolinea Europa Donna Italia, contribuiscono alla migrazione delle donne "verso il Continente".


Proprio per mettere in luce le criticità e cercare delle soluzioni insieme alle Istituzioni della Regione Sardegna, il movimento di advocacy ha promosso un incontro, con l'obiettivo di avviare un percorso di confronto costruttivo. "È stato un incontro molto positivo e ringraziamo l'Assessorato alla salute della Regione per l'attenzione", ha affermato Loredana Pau, Vicepresidente di Europa Donna Italia: "Tra le attività discusse durante l'incontro, c'è la costruzione di una rete di senologia adeguata al territorio sardo, implementando i centri dedicati, nell'interesse sia delle pazienti che di tutte le cittadine. Europa Donna Italia è pronta a lavorare insieme alle istituzioni per trovare soluzioni adeguate, attraverso campagne di sensibilizzazione e con il coinvolgimento delle associazioni di volontariato a supporto delle pazienti".

La "migrazione sanitaria" non riguarda solo i pazienti, ma anche i medici, come è emerso dall'incontro: alcuni chirurghi di Cagliari dovranno infatti recarsi a Nuoro almeno un giorno alla settimana, per sopperire alla mancanza di specialisti dedicati alla chirurgia senologica. "L'impegno della Asl di Nuoro è quello di investire nella mappatura dei processi oncologici. In particolare, su quello del tumore al seno che ha dei numeri importanti", ha detto Paolo Cannas, Direttore Generale della ASL Nuoro: "Lo faremo creando il PDTA del cancro alla mammella, che avrà come effetto la ripartenza degli incontri multidisciplinari (o collegiali, ndr.)". Vi è, inoltre, l'intenzione di attivare il centro accoglienza servizi oncologici, che dovrebbe mettere in rete le realtà isolane per la gestione dei pazienti oncologici.


"C'è massima attenzione da parte dell'Assessorato alla Sanità ai problemi legati al cancro al seno, tra le patologie oncologiche più frequenti", ha sottolineato Francesca Piras, direttore generale Assessorato Sanità: "Siamo al lavoro per mettere in moto alcuni programmi specifici: dalle campagne di screening all'abbattimento delle liste di attesa che in questi due anni, purtroppo, hanno subito l'impatto della pandemia. Ma siamo impegnati anche sul potenziamento dei centri di riferimento e di investimenti mirati in tecnologia. La sfida di un percorso completo diventa oggi per la sanità della nostra Regione una priorità".

All'incontro hanno partecipato anche i rappresentati delle associazioni di volontariato (Maria Francesca Pisu, Presidente di Sinergia Femminile, Rita Nonnis, chirurga senologa del centro di senologia di Sassari, membro del CTS di aBRCAdabra e volontaria di Cuore di Donna), Elia Pantaleoni, capo Ufficio di Gabinetto dell'Assessorato alla salute e Fausto Massacci, consulente Ufficio di Gabinetto dell'Assessorato alla salute. "Ringrazio Europa Donna Italia, in particolare la sua vicepresidente Loredana Pau, per la sensibilità e l'impegno quotidiani. Sapere di averli al nostro fianco - ha concluso Piras - è non solo uno stimolo ma anche un motivo di orgoglio".