Cancro, approvato in Italia il primo farmaco “jolly”

National Cancer Institute via Unsplash 
L'Aifa approva larotrectinib, una terapia mirata contro una mutazione genetica e che può essere prescritta indipendentemente dalla sede del tumore
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L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la prima terapia oncologica che sarà prescritta in base alla presenza di una mutazione, e non in base al tipo di tumore. Il farmaco in questione è larotrectinib, per i pazienti che presentano una mutazione chiamata fusione di NTRK. Il via libera arriva a due anni di distanza dall'approvazione europea: ora anche i pazienti italiani con tumori avanzati che non rispondono ad altre terapie e che presentano la fusione NTRK avranno un'importante possibilità di cura in più.

Cos'è la fusione di NTKR

La fusione dei geni NTRK (recettore della tirosin chinasi neurotrofica) con altri geni è una anomalia genetica che causa la produzione di una proteina difettosa (detta proteina di fusione TRK). Quando la proteina TRK alterata diviene attiva o sovraespressa, alimenta la crescita e la diffusione dei tumori, indipendentemente dalla sede in cui hanno avuto origine.

La cura diventa (anche) "agnostica"

La scelta del trattamento più indicato sulla base di caratteristiche molecolari (la mutazione) invece che sull'organo colpito è probabilmente una delle più grande innovazioni degli ultimi 10 anni nel mondo dell'oncologia e rappresenta una rivoluzione culturale. "Le terapie comunemente utilizzate per il trattamento dei pazienti con tumori caratterizzati da fusione genica NTRK, come la chemioterapia o l'immunoterapia, non sempre si sono dimostrate efficaci", sottolinea Saverio Cinieri, Direttore Oncologia Medica e Breast Unit dell'Ospedale 'Perrinò di Brindisi e Presidente eletto Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica): "Larotrectinib, primo nella classe degli inibitori orali di TRK, ha evidenziato risposte rapide, con un beneficio clinico rilevante e duraturo nel tempo, indipendentemente dall'età del paziente e dalla sede del tumore".

Gli studi clinici condotti su questa terapia "agnostica" mostrano risultati importanti, soprattutto per i pazienti pediatrici, dove sono stati osservati i risultati migliori. Hanno coinvolto sia adulti che bambini già molto pre-trattati: il nuovo farmaco ha ottenuto una risposta globale rapida e duratura nel 75% dei casi, con un miglioramento significativo della qualità di vita. Gli studi hanno mostrato efficacia nei tumori primitivi del sistema nervoso centrale, così come in pazienti con metastasi cerebrali, in età e istologie tumorali diverse. I pazienti presentavano, per esempio, tumori del polmone, della tiroide, melanomi, tumori gastrointestinali stromali, tumore del colon, sarcomi dei tessuti molli, tumori delle ghiandole salivari e fibrosarcomi infantili.

Per chi è il nuovo farmaco

Diciamo chiaramente, però, che non si tratta di una panacea per tutti i pazienti. "Ci sono essenzialmente tre situazioni in cui possiamo andare a ricercare la fusione di NTRK", spiega Carmine Pinto, Direttore Oncologia Medica Comprehensive Cancer Centre AUSL-IRCCS di Reggio Emilia e Presidente FICOG (Federation of Italian Cooperative Oncology Groups): "Quando ci troviamo di fronte a tumori molto rari, come il fibrosarcoma infantile o il nefroma mesoblastico congenito o il carcinoma secretorio della mammella, dove c'è l'80-90% di possibilità di trovare questa alterazione molecolare: in questi pazienti va ricercata di default. Poi abbiamo una serie di tumori in cui la fusione di NTRK va ricercata insieme ad altre alterazioni per le quali abbiamo già farmaci mirati. Mi riferisco, per esempio, all'adenocarcinoma del polmone o al tumore del colon-retto con instabilità dei microsatelliti alta (un'altra caratteristica molecolare), perché sappiamo che anche in questi casi c'è un'alta probabilità di trovarla. Infine ci sono altre situazioni in cui bisogna valutare paziente per paziente se esiste una possibilità, anche bassa, di trovare questa mutazione. Non bisogna commettere l'errore di pensare che possa essere utile per tutti: sarebbe dare illusione ai pazienti da una parte, e un inutile spreco di risorse dall'altra". Per questo l'Aiom sta lavorando insieme ad altre società scientifiche e ha pubblicato le 'Raccomandazioni sui Farmaci Agnostici'.


I dati su larotrectinib

I dati aggiornati su larotrectinib sono stati presentati all'ultimo congresso americano di oncologia medica (ASCO). Provengono da tre studi che complessivamente hanno coinvolto 206 pazienti adulti e pediatrici con tumori con fusione NTRK in oltre 20 organi. In questi pazienti è stato osservato un tasso di risposta globale del 75%, con il 22% di risposte complete. La durata mediana delle risposte tumorali è stata di oltre 4 anni (49,3 mesi) e a 3 anni il 77% dei pazienti era ancora in vita. "Tutto questo con ottima tollerabilità - continua Pinto: "Questi risultati hanno un significato clinico rilevante, anche perché la maggior parte dei pazienti presentava uno stato avanzato di malattia ed era già stata sottoposta a precedenti terapie".

Garantire l'appropriatezza dei test e la possibilità di eseguirli

Fondamentale, ora, sarà garantire ai centri la possibilità di fare i test per individuare la fusione di NTRK attraverso finanziamenti ad hoc. E, non di meno, assicurare che vengano fatti in modo appropriato: "I risultati di questi studi rappresentano un chiaro razionale per sottoporre i pazienti oncologici a un completo test genomico che includa la ricerca delle fusioni dei geni NTRK, per comprendere meglio quale sia il gene 'driver' del tumore e associarlo al trattamento giusto", spiega Anna Sapino dell'Università di Torino e presidente della Società Italiana di Anatomia Patologica e Citopatologia Diagnostica (SIAPEC-IAP).

La società scientifica ha realizzato una vera e propria Rete nazionale di laboratori ad alta tecnologia. "La società scientifica ha anche promosso il 'Progetto Vita', uno studio che coinvolge 18 centri italiani con l'obiettivo di evidenziare rare alterazioni del DNA (incluse le fusioni dei geni NTRK), utilizzando un nuovo approccio tecnologico, applicato per la prima volta in Italia, per ridurre i tempi e i costi delle analisi", continua Antonio Marchetti, ordinario di anatomia patologica all'Università di Chieti e coordinatore del Gruppo Italiano di Patologia Molecolare e Medicina Predittiva (SIAPEC-IAP).


"Accogliamo con grande soddisfazione la decisione di AIFA - conclude Marius Moscovici, Responsabile Medical Affairs Oncologia di Bayer: "L'approvazione di larotrectinib rappresenta un passo avanti significativo nella lotta contro il cancro che sta affrontando un cambio di paradigma e, mentre si sviluppa la nuova era del trattamento oncologico di precisione, noi proseguiamo nel nostro sforzo di fornire farmaci innovativi, che possono costituire un grande valore per i pazienti e i medici".