Covid, ok Ema agli anticorpi monoclonali anche nella prevenzione

Casirivimab e imdevimab sono efficaci nel contrastare la progressione della malattia e anche nel prevenirla nelle persone che sono state esposte al virus
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A contrastare in parte le notizie che arrivano sul fronte dell'epidemiologia, con i numeri dei positivi al Sars-Cov-2 in continua risalita, arriva il via libera della Commissione europea alla combinazione di anticorpi casirivimab e imdevimab con una doppia indicazione: il trattamento dei pazienti contagiati non ricoverati ma ad alto rischio di sviluppare la malattia e quello delle persone esposte al virus ma non ancora positive.

I due anticorpi monoclonali si potranno usare, quindi, non solo nella cura - come avviene da febbraio scorso grazie all'approvazione in via emergenziale di AIFA ed è già stato fatto per quasi 8mila pazienti - ma anche nella prevenzione. 

La decisione arriva a stretto giro dopo il parere positivo del CHMP, il comitato per i medicinali umani, dell'European Medicines Agency (Ema), e segue l'approvazione da parte del Giappone, e quella in forma condizionale nel Regno Unito e in Australia.

Il farmaco può essere somministrato ad adulti e adolescenti dai 12 anni in poi, con un peso di almeno 40 chilogrammi, sia nel setting curativo, quando i pazienti siano a rischio elevato di forme gravi di malattia ma non richiedano ancora l'uso di ossigenoterapia, sia in quello preventivo.

I risultati degli studi

Il via libera alla combinazione di anticorpi è arrivato dopo che gli studi clinici hanno dimostrato la sua capacità di ridurre sia l'ospedalizzazione o la morte del 70% e la durata dei sintomi di quattro giorni (studio REGN-COV 2067) nei pazienti a maggior rischio di progressione verso forme severe di malattia non ancora ospedalizzati; sia le infezioni sintomatiche dell'81% in coloro che non erano infetti ma erano stati esposti al virus (studio REGN-COV 2069).

Gli studi preclinici pubblicati nelle ultime settimane su Cell e Nature hanno dimostrato inoltre l'efficacia della combinazione, oggi disponibile per uso emergenziale in 50 paesi in tutto il mondo, anche contro le varianti del virus.

Insieme a casirivimab e imdevimab, la Commissione ha dato il via libera a un altro anticorpo monoclonale, regdanvimab. In questo caso le indicazioni sono per il trattamento di pazienti a maggior rischio di progressione verso forme severe di malattia  che ancora non richiedono ossigeno supplementare e non anche per la prevenzione. Entrambi sono i primi farmaci a base di anticorpi monoclonali ad essere raccomandati nell'ambito della strategia europea contro la diffusione del coronavirus.