300mila euro per la ricerca

Data manager e infermieri di ricerca. Per loro è pensato il concorso di Roche che sosterrà 10 progetti in vari settori clinici. Ecco chi e come si può partecipare
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La ricerca non si ferma, nonostante la pandemia. È partita infatti la seconda edizione del bando “Roche per la ricerca clinica”, un concorso che premierà con 300mila euro 10 progetti in vari settori clinici di enti pubblici e privati e condotti da data manager e infermieri di ricerca. Oncologia, reumatologia, neuroscienze: sono solo alcuni dei settori in cui i vincitori potranno svolgere 12 mesi di attività di ricerca (qui il bando completo). A selezionare e valutare i progetti sarà la Fondazione Gimbe, organizzazione no-profit indipendente che sostiene la ricerca biomedica, clinica e sanitaria. Il bando si chiuderà il 15 aprile 2021 (qui il link con i dettagli per le candidature).

Sostenere data manager e infermieri di ricerca

Oncologia, ematologia oncologica, malattie respiratorie, reumatologia, neuroscienze e coagulopatie ereditarie: questi sono tutti gli ambiti di ricerca previsti dal bando. La prima edizione del concorso si è da poco conclusa, sono stati premiati con 400mila euro 16 data manager – figure a cui quest'anno si uniscono gli infermieri di ricerca (o “study nurse”). In tutto vinceranno 10 progetti proposti da enti, sia pubblici sia privati, che si impegnano a identificare un professionista per la conduzione del lavoro. L'obiettivo del concorso è promuovere la ricerca e sostenere la formazione e il consolidamento delle competenze di figure diventate centrali all'interno delle sperimentazioni, quali data manager e infermieri di ricerca. Ciascun vincitore otterrà un premio di 30mila euro e il contributo verrà versato entro il 31 giugno 2021.

Chi sono data manager e infermieri di ricerca

Il data manager, anche chiamato coordinatore di ricerca, è una figura essenziale negli ospedali e nelle strutture sanitarie pubbliche e private che svolgono ricerca clinica: svolge attività di ricerca e coordina le varie fasi degli studi clinici. Il suo ruolo è organizzare e facilitare le sperimentazioni, anche attraverso la gestione delle varie procedure di autorizzazione necessarie per i trial. L'infermiere di ricerca è un'altra figura professionale – nata nei primi anni '80 negli Stati Uniti – che si è delineata via via con maggiore precisione e che sta diventando sempre più importante: i suoi compiti possono spaziare dalla gestione dei dati raccolti al coordinamento della ricerca fino al supporto all'assistenza e alla protezione dei pazienti che partecipano agli studi clinici.

Chi ha vinto la prima edizione

I vincitori della scorsa edizione sono 16 promettenti data manager under 40, di cui ben 15 sono donne. Si tratta di professionisti affiliati a ospedali, aziende sanitarie e fondazioni scientifiche, che nel loro lavoro gestiscono studi clinici in oncologia, ematologia, pneumologia, malattie del sistema nervoso centrale, nonché fisica medica, statistica, studi in ambito microbiologico, e aspetti etici. Le figure e le competenze sono varie e il bando apre le porte e consente di arricchire la formazione a varie professionalità.

Fra i più giovani vincitori, Monica Izzo, classe 1994, che ha una laurea magistrale in scienze statistiche e gestisce studi clinici in ambito oncologico e pneumologico, in particolare relativamente all'analisi dei dati. C'è poi chi ha già 12 anni di esperienza, nonostante la giovane età, come Laura Zanotti, classe 1984, che si occupa di ricerca traslazionale e clinica in ambito ginecologico ed ostetrico. Non manca anche una fisica, Martina Ugolini, specializzata in Fisica medica e impegnata nella ricerca a livello universitario e ospedaliero. L'unico vincitore uomo, Ferdinando Ventre, è laureato in biotecnologie mediche e si occupa del legame fra ricerca e applicazione clinica, inclusi gli aspetti etici e la tutela dei pazienti.