Tumore al seno: tutti i fattori di rischio in un modello interattivo

Per visualizzare al meglio le possibili e complesse interazioni tra le diverse cause del tumore al seno, un gruppo di ricercatori ha sviluppato un modello prendendo in considerazione fattori biologici, sociali, comportamentali e fisici

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Se il responsabile fosse un unico fattore, tutto sarebbe più facile. Ma, come sappiamo, le cause del tumore del seno sono tante e strettamente intrecciate tra loro. Su alcune è possibile intervenire, su altre no: per questo, per poterle visualizzare al meglio e capire le possibili e complesse interazioni tra ognuna di esse, un gruppo di ricercatori dell'Università di San Francisco, Genentech e Stanford University ha sviluppato un nuovo modello interattivo, pubblicato pochi giorni fa su Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention, una rivista della American Association for Cancer Research.
 

Il nuovo modello

Il modello, chiamato Paradigm II, è in realtà un aggiornamento di un modello precedente del 2014 e vuole mettere in luce come i diversi fattori di rischio che concorrono allo sviluppo del cancro al seno interagiscano e si influenzino a vicenda, talvolta in modo inaspettato. Precisamente, il modello illustra 96 potenziali interazioni tra fattori biologici, comportamentali, sociali e fisici. A ognuno è associato un colore diverso: giallo, verde, rosso e blu. Il grafico è chiaro e semplice da consultare: cliccando su ciascun fattore è, infatti, possibile rendersi conto se e in che modo quel singolo fattore sia in relazione con tutti gli altri. In base al diverso spessore delle frecce, si può anche dedurre il tipo di interazione (forte, modesta o debole) tra i vari fattori sia a livello biologico sia a livello epidemiologico. Inoltre, per rendere facilmente intuibile la qualità dei dati disponibili a sostegno della relazione, i ricercatori hanno usato linee continue (molti dati) o tratteggiate (pochi dati). Cliccando su ogni singola freccia è poi possibile accedere a una piccola legenda che spiega la relazione rappresentata graficamente e la bibliografia di riferimento. 
 

I diversi fattori 

Ma quali sono i fattori presi in considerazione? Tra quelli biologici, i fattori che hanno un maggior peso sono sicuramente l’età e le mutazioni genetiche. Ma ci sono molti altri fattori che i ricercatori hanno inserito all’interno del grafico evidenziando le importanti relazioni che intercorrono tra loro, come sostenuto da diversi studi. Eccone alcuni: la densità del seno; l’obesità; la menopausa; l’altezza; l’età della prima mestruazione. Cosa succede se, per esempio, si prova a cliccare su ‘obesità’? Tante frecce mostrano in che modo questo singolo fattore sia collegato agli altri. Precisamente, dal fattore ‘obesità’ partono 5 ‘frecce’ che indicano una relazione forte con il menarca, con la densità del seno, con il livello degli ormoni sessuali, con l’infiammazione e con l’insulino-resistenza. Ci sono poi relazioni con fattori sociali e comportamentali: diversi studi suggeriscono, infatti, che l’etnia e il reddito, così come l’attività fisica, abbiano un’importante influenza sull’obesità. Per quanto riguarda, invece, i fattori di rischio fisici, molti dati evidenziano come le radiazioni aumentino fortemente l’incidenza di tumore al seno. Ci sono, poi, da considerare le cause comportamentali, come il fumo, la dieta, l’elevato consumo di alcol, il numero di gravidanze, l’allattamento al seno e l’eventuale utilizzo di terapia ormonale. 
 

L’obiettivo

Il modello interattivo è stato sviluppato da un gruppo di esperti con esperienza in epidemiologia, biostatistica, modellistica matematica e computazionale, biologia del cancro al seno, tossicologia, genetica, salute della popolazione e advocacy del cancro al seno. Ovviamente, il modello non ha alcuna utilità per la diagnosi o per il trattamento di singoli pazienti, ma l’obiettivo è offrire ai ricercatori, ai responsabili delle politiche di sanità pubblica e al pubblico un senso della natura complessa e interattiva delle diverse cause del tumore a livello epidemiologico. “Anche se il tumore al seno può essere trattato con successo se individuato in fase iniziale, il nostro obiettivo è cercare i modi migliori soprattutto per prevenirlo”, ha dichiarato, infatti, l'autore principale dello studio, Robert A. Hiatt, MD, PhD, professore di epidemiologia e biostatistica e direttore associato per la scienza della popolazione presso l'UCSF Helen Diller Family Comprehensive Cancer Center (San Francisco). “Inoltre, vogliamo evidenziare le aree in cui sono necessarie ulteriori ricerche per poter aumentare la nostra comprensione della prevenzione e poter controllare meglio questo tipo di tumore”. 
 

Il tumore del seno

Il tumore del seno è, infatti, il tumore più comune nelle donne: le statistiche ci dicono che una donna su 8 nell’arco della vita riceve una diagnosi di tumore del seno e che nel 2018, in Italia, questo abbia colpito oltre 53mila donne e circa 500 uomini. Il numero di casi risulta in crescita, ma questo è in parte dovuto anche all’estensione dei programmi di screening e di diagnosi precoce, che permettono di individuare il tumore in fase iniziale, quando le probabilità di guarigione sono molto alte. Come messo in luce anche nel modello interattivo sviluppato dai ricercatori, l’età è uno dei principali fattori di rischio: precisamente, si registra una probabilità di sviluppare il tumore del 2,4% fino a 49 anni (1 donna su 40), del 5,5% tra 50 e 69 anni (1 donna su 20) e del 4,7% tra 70 e 84 anni (1 donna su 25). In Italia, attualmente si stima che ci siano circa 800mila donne con questo tipo di tumore, 37mila delle quali con tumore avanzato o metastatico.