Sclerosi multipla, bloccare i linfociti funziona

Presentati al congresso Ectrims i risultati ottenuti dopo cinque anni di trattamento con ozanimod che confermano efficacia e sicurezza del farmaco
2 minuti di lettura

La sclerosi multipla è una malattia invalidante e imprevedibile nella quale il sistema immunitario attacca la guaina mielinica che ricopre gli assoni dei neuroni. Il danno alla mielina interrompe la comunicazione tra il cervello e il resto del corpo e questo può portare nel tempo allo sviluppo di disabilità.

Una delle strategie con cui si cerca di contrapporsi all'infiammazione e degenerazione che caratterizzano la malattia è quella di confinare i linfociti, cellule del sistema immunitario "impazzito", nei nei tessuti linfoidi in modo che non raggiungano numerosi il sistema nervoso centrale. Strategia che sembra dare i frutti sperati.

Lo dimostrano i dati presentati al 37°Congresso dell'European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis (ECTRIMS) su ozanimod, uno dei farmaci che riesce a ridurre il numero di linfociti nel sangue periferico. In particolare, l'estensione fino a cinque anni dello studio DAYBREAK ha dimostrato che il trattamento con ozanimod riduce le probabilità di ricaduta e rallenta la progressione di disabilità. In più, sebbene usato per lungo tempo, ozanimod ha confermato il suo profilo di sicurezza. 

"L'intervento precoce ed efficace può avere un impatto significativo sui risultati fisici e cognitivi nel corso del tempo, e i bassi tassi di recidiva sono importanti indicatori degli outcomes dei pazienti," afferma Bruce Cree, M.D., Ph.D., M.A.S., ricercatore che ha condotto lo studio e Professore di Neurologia Clinica della University of California San Francisco (UCSF) Weill Institute for Neurosciences e Direttore ricerca clinica UCSF MS Center. "I dati dello studio DAYBREAK ci forniscono una visione chiara del profilo di efficacia e sicurezza a lungo termine di ozanimod e confermano il suo potenziale se utilizzato nelle fasi precoci del trattamento per i pazienti affetti da forme recidivanti di sclerosi multipla".

A maggio 2020 la Commissione Europea ha approvato ozanimod per il trattamento dei pazienti adulti con sclerosi multipla recidivante remittente con malattia attiva confermata da caratteristiche cliniche o di imaging.

Le forme recidivanti di sclerosi multipla, tra cui la sindrome clinicamente isolata, la malattia recidivante-remittente e la malattia secondariamente progressiva attiva, sono caratterizzate da attacchi ben definiti di peggioramento della funzione neurologica. Questi attacchi - spesso chiamati ricadute, riacutizzazioni o esacerbazioni - vengono seguiti da periodi di ripresa parziale o completa.

Durante questi periodi, spesso chiamati remissioni, i sintomi migliorano parzialmente o completamente senza apparente progressione della malattia. Poiché le ricadute della sclerosi multipla sono imprevedibili, i pazienti si sentono spesso frustrati, stressati o spaventati alla loro comparsa. Le forme recidivanti di sclerosi multipla sono quelle più comuni al momento della diagnosi. Circa l'85% dei pazienti presenta una diagnosi iniziale di sclerosi multipla recidivante, rispetto al 10-15% con forme primariamente progressive di malattia.

"Le nostre presentazioni all'ECTRIMS 2021 supportano il numero sempre crescente di evidenze che sottolineano l'efficacia e la sicurezza a lungo termine di ozanimod nel trattamento delle forme recidivanti di sclerosi multipla e dimostrano il nostro impegno a fornire importanti innovazioni che aiutino a preservare il corpo e la mente dei pazienti affetti da sclerosi multipla," dichiara Jonathan Sadeh, M.D., MSc., head of Immunology and Fibrosis Development, Bristol Myers Squibb. "Siamo impegnati a migliorare la conoscenza di questa malattia imprevedibile e invalidante con lo scopo di trasformare la medicina attraverso la scienza".