Bambini e adolescenti: vita all’aperto ma protetti da occhiali resistenti e anti-UV

Le strutture oculari dei bambini sono molto più suscettibili ai danni da raggi Uv perchè più trasparenti. Ecco perché vanno protette scegliendo gli occhiali giusti in base al materiale, al colore e al grado di protezione
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A prova di gol, corsa in bici, nascondino e canoa. Così, dovrebbero essere gli occhiali da sole per i bambini e gli adolescenti che fermi non sanno stare specie d’estate quando - dopo tanti mesi di sedentarietà dovuta al Covid-19 - finalmente possono godersi un po’ di libertà. Non a scapito della salute degli occhi che vanno protetti dai potenziali danni dei raggi UV anche a lungo termine. Ecco qualche consiglio per una scelta consapevole che possa guidare i genitori.

 

Per ‘bambini aquila’

Se non ci sono difetti visivi come miopia o astigmatismo, gli esperti consigliano occhiali infrangibili e scuri: “Servono lenti in grado di filtrare i raggi UVA e UVB almeno all’85-90% ma attraversabili dalle radiazioni del visibile su una montatura che garantisca sicurezza e comfort adeguato. Inoltre, il materiale deve preservare la pelle del bambino dalle allergie e non deformarsi col calore del sole”, suggerisce Andrea Piantanida, chirurgo oculista del Centro Oculistico Lariano, Cernobbio-Como, e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Salmoiraghi & Viganò.

 

Per ‘bambini talpa’

Quando, invece, il bambino usa già gli occhiali per la correzione di un difetto visivo in genere si prescrivono lenti fotocromatiche per evitare di dover cambiare montatura ogni volta che passano da un luogo chiuso all’aperto e viceversa. “Queste lenti - prosegue l’oculista - hanno la caratteristica di modificare la loro colorazione attraverso un processo chimico. Lo strato fotocromatico presente renderà la colorazione uniforme quando la lente si scurirà alla luce del sole”.

Occhio all’età

Qual è l’età giusta per mettere gli occhiali da sole? A due anni servono già o è presto? In realtà, il bambino matura l’apparato visivo mettendo gradatamente a fuoco le immagini man mano che passano i primi mesi. Anzi, il neonato mette in atto dei meccanismi naturali di difesa: “Uno è la miosi pupillare, cioè la diminuzione del diametro della pupilla, l’altro è il cosiddetto fenomeno della Chiusura Palpebrale alla luce intensa”, spiega l’oculista. “Questi meccanismi sono dovuti al fatto che nei primi mesi di vita sono le fonti luminose ad attirare l’interesse visivo del bambino, ma man mano che si sviluppano le strutture che consentono la corretta messa a fuoco delle immagini sorge il problema di proteggerle da eventuali danni esterni”. Ecco perché già da 0 a due anni i genitori devono proteggere anche gli occhi oltre che la pelle dalle radiazioni UV sia cercando di tenere i piccoli in zone ombreggiate, sia vestendoli con un abbigliamento adeguato, ma anche prendendo in considerazione l’occhialino da sole fin dalla più tenera età se si decide di esporre il piccolo alla luce solare, ad esempio nelle località marine o in montagna.

 

Da 2 a 7 anni

Dai 2 ai 4 anni comincia la coordinazione visuo-motoria, la visione dei colori e la percezione della profondità e c’è un maggior interesse per l’ambiente circostante. La pupilla è più larga rispetto ad età successive con una scarsa pigmentazione dell’iride. “In questa fascia d’età, ma anche prima - spiega Piantanida - le lenti consigliate dovrebbero proteggere dal 90% dei raggi UV , alterare il meno possibile i colori, avere una buona resistenza agli impatti ed essere applicate su montature preferibilmente in materiale morbido od infrangibile con un colore grigio. Dai 5 ai 7 anni, invece, lo sviluppo visivo è quasi completo, e si può scegliere anche un occhiale verde”.

 

L’adolescenza e l’occhiale ‘fashion’

Crescendo i bambini e ancor più gli adolescenti danno all’occhiale da sole un valore diverso. “Da 8 a 12 anni - spiega Piantanida - le strutture oculari sono quasi del tutto simili all’adulto. E’ con l’adolescenza infatti, che l’occhiale assume anche un valore ‘Fashion’ con la richiesta di avere un modello personalizzato e allo stesso tempo comodo. “Le lenti devono garantire una protezione dell’85-90% contro i raggi UV, avere una buona resistenza agli impatti e dei colori accattivanti come grigio, verde o marrone”, prosegue l’esperto.

 

I materiali più resistenti

A proposito di resistenza, quando si compra un occhiale per un bambino bisogna scegliere bene il materiale che può essere policarbonato oppure trivex, un nuovo materiale diventato molto diffuso grazie alle sue caratteristiche di sicurezza e qualità ottica. “Sia le lenti in policarbonato sia quelle in trivex bloccano il 100% dei raggi UV del sole senza la necessità di speciali rivestimenti. Inoltre, entrambe sono più sottili e più leggere delle normali lenti in plastica e sono resistenti agli urti fino a 10 volte di più rispetto alle lenti in plastica o in vetro”, sottolinea Piantanida. 

Il colore delle lenti

Anche la scelta del colore non è soltanto una questione estetica, ma va ben oltre specie quando si tratta di occhiali in età pediatrica. “Le lenti grigie - spiega l’oculista - sono molto riposanti e non alterano i colori dell’ambiente, ma possono falsare la percezione delle distanze. Sono adatte per ridurre l’abbagliamento ed anche per chi indossa le lenti a contatto”. Quelle marroni, invece, sono lenti che aumentano il contrasto e fanno risaltare il colore verde, offrono un’ottima protezione dai raggi solari ma sono poco adatte in caso di forte luminosità come in alta montagna o al mare. Sono consigliate per i soggetti miopi e per le attività sportive. E quelle verdi? “Come le lenti di colore grigio sono riposanti, ma possono peggiorare il contrasto delle immagini. Fanno risaltare il colore blu, ad esempio del cielo e del mare. Sono sconsigliate ai miopi perché possono falsare la messa a fuoco degli oggetti ed invece sono consigliate per gli ipermetropi”, suggerisce Piantanida.

 

Per una gita in barca

Se la vacanza in famiglia è tipicamente marina con lunghe giornate in spiaggia, gite sul pedalò, surf o motoscafo allora forse si può prendere in considerazione una lente specchiata. “La specchiatura - spiega l’oculista - è un ulteriore trattamento della superficie delle lenti che assorbe dal 10% al 60% in più di luce rispetto alle lenti senza specchiatura ed è quindi particolarmente adatta all’alta montagna, alla vita di spiaggia, sul mare e sulla neve contribuendo a ridurre il riverbero e migliorando il comfort visivo”. Si usa generalmente su lenti da sole scure, ma può essere applicata sopra una base di qualsiasi colore: la miglior resa cromatica delle specchiature si ottiene con una colorazione della lente grigia.