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Covid, in una proteina la chiave per nuovi farmaci contro la malattia

Si chiama Nsp1, non muta come la Spike e finora non è stata studiata perché ritenuta 'inattaccabile'. Invece una ricerca ha svelato che potrebbe essere la chiave di nuove terapie non solo contro Covid ma anche contro gli altri coronavirus responsabili di malattie gravi come Sars e Mers
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Una proteina poco conosciuta smascherata. E un nuovo meccanismo di azione contro il coronavirus. Questo hanno scoperto i ricercatori dell'Università di Ginevra, in collaborazione con l'University College London e l'Università di Barcellona, in uno studio che potrebbe fare da apripista a una nuova generazione di farmaci e pubblicato su eLife.

La proteina nascosta

Sappiamo bene che tutti i vaccini anti Covid, così come gli anticorpi monoclonali, hanno come bersaglio la Spike, proteina uncinata posizionata sulla superficie del virus. Alcuni farmaci antivirali, però, hanno come target delle proteine interne, dette non strutturali perché non fanno parte dell'involucro del patogeno. Proprio una di queste, finora trascurata, si è rivelata un potenziale nuovo veicolo per l'azione di nuovi farmaci.

Si chiama Nsp1 e ha un ruolo importante: "Impedisce che le cellule umane producano le proteine del sistema immunitario quando vengono infette - spiega a Salute uno degli autori dello studio, Francesco Luigi Gervasio, fiorentino, docente dell'Università di Ginevra, esperto in metodi computazionali per lo sviluppo di farmaci - La proteina ha una coda, si lega all'Rna virale e tappa il ribosoma delle cellule impedendone la funzione. Finora è stata molto poco studiata perché all'apparenza non presentava cavità sulla superficie e quindi si credeva intrattabile, non c'era un aggancio per i farmaci. Invece abbiamo scoperto che non è così.

La potenza degli algoritmi   

Il gruppo di Gervasio è all'avanguardia nello sviluppo di metodi computazionali per trovare cavità nascoste in target interessanti, come la proteina del Sars-Cov-2. "Abbiamo usato simulazioni con algoritmi sviluppati da noi con l'aiuto di super computer e attraverso uno screening virtuale di migliaia di frammenti di molecole, ne abbiamo individuata una, la 2E10, che si poteva legare alla piccola nicchia della proteina. Abbiamo usato tecniche di cristallografia e verificato che questi frammenti effettivamente si agganciavano a Nsp1", racconta l'esperto.  

Nuovi farmaci

Questi risultati spianano la strada allo sviluppo di nuovi trattamenti che abbiamo come target Nsp1, non solo contro il Sars-Cov-2 e le sue varianti, ma anche contro gli altri coronavirus: "Questa proteina non è come la Spike, soggetta a mutazioni - precisa Gervasio - Non si modica, se non di pochissimo, e la troviamo nelle famiglie di altri coronavirus, come Sars e Mers. Quindi se si disegna un farmaco per questo target, significa che si può rivelare efficace anche per altri virus. Un aspetto importantissimo per affrontare non solo le nuove varianti ma anche le future pandemie".

Lo studio prosegue a Londra

Visti gli importanti risultati, lo studio prosegue nei laboratori dell'University College di Londra. Partendo dal frammento trovato, 2E10, si sperimenterà prima in vitro, poi in cellule. Successivamente al Mount Sinai di New York si procederà con la sperimentazione animale.

"2E10 non è ancora un farmaco, naturalmente, solo una piccola molecola, e un punto di partenza piccolo ma specifico per chi svilupperà il medicinale. Abbiamo poche risorse ma speriamo di terminare la parte preclinica entro tre anni", conclude lo scienziato.