Cani e ansia da abbandono: come tranquillizzarli e gestirla al meglio

Credit: Kevin Butz / Unsplash
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Abituati alla presenza costante dei padroni in tempo di lockdown e telelavoro, la fine delle restrizioni per molti cani ha rappresentato un motivo di ansia. I consigli della veterinaria per tranquillizzarli e gestire al meglio le loro reazioni
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Li chiamano i "figli del lockdown". Sono i cuccioli, ma anche gli adulti, che le case degli italiani hanno accolto durante la pandemia e che finora sono stati più o meno abituati ad avere i padroni spesso a casa, causa divieti, quarantene, positività, smart working e ansia da socializzazione. Ma adesso la vita sta tornando alla normalità, il lavoro da remoto è sempre più ridotto e i nostri quattrozampe si ritrovano soli a casa per tante ore. Uno scenario a cui non erano abituati e che provoca loro molta ansia.

Le reazioni dipendono dalla personalità

"Purtroppo, ci ritroviamo a trattare moltissime problematiche di questo genere - conferma Sara Sechi, veterinaria, esperta di comportamento animale, dell'Università degli Studi di Sassari - Vediamo sempre più animali affetti da ansia da separazione perché i proprietari all'improvviso non sono più a casa come prima. La reazione dei cuccioli dipende dalla loro personalità. C'è chi abbaia senza sosta, chi piange, chi distrugge oggetti e chi si fa del male, mordendosi e procurandosi delle ferite. Questa reazione è tipica dei più introversi. Gli umani tendono a pensare che i loro cuccioli agiscano per vendetta o per dispetto, per essere stati lasciati soli. Ma non c'è nulla di più sbagliato. I cani non conoscono questi concetti - prosegue Sechi - Dipende da noi. Quando varchiamo la soglia di casa e vediamo il danno, la nostra mimica facciale cambia così come il nostro linguaggio del corpo, loro se ne accorgono e rispondono andando a nascondersi con la coda tra le gambe. Poi lanciano segnali di pacificazione: si leccano il muso, sbadigliano, girano la testa dall'altra parte. Come a dire: "Non voglio combattere".

Ecco le regole per calmarli

Spesso non ci accorgiamo che siamo proprio noi a rafforzare l'ansia da separazione dei cuccioli. "Nove persone su dieci, appena rientrano a casa, coprono di coccole i loro cani - nota la veterinaria - . È come dire loro "Bravi che vi siete agitati!", perché la carezza è un premio e va data con cognizione di causa. Al ritorno meglio ignorarli finché non si sono calmati".

Un'altra regola che quasi tutti infrangono (a causa dei sensi di colpa, questi sì, molto umani) è quella di non salutare gli animali quando si esce. Meglio fare finta di niente e andarsene, perché già il saluto li mette in agitazione, spiega l'esperta.

Tutte (o quasi) le razze sono uguali

Il cane è l'animale sociale per eccellenza, ha bisogno di stare in branco, in compagnia. Ecco perché tutti i quattrozampe soffrono la solitudine, a prescindere dalla loro razza.

"Esistono razze più indipendenti di altre, come quelle primitive e nordiche, penso all'Husky, al Basenji, al Cirneco dell'Etna. Poi c'è il pastore maremmano che per il tipo di lavoro che deve eseguire è il più solitario, ma tutti quanti provano ansia se lasciati soli a lungo", assicura Sechi.

Come farli sentire meno soli

L'esperta consiglia di lasciare loro dei passatempi. Per esempio, qualcosa da mordere, come le corna di cervo, o un kong con dentro qualcosa di buono, preferibilmente spalmabile, così dura più a lungo. È una buona idea, all'inizio, lasciarli soli per poco tempo, aumentando poi l'intervallo gradualmente. Ma non va bene aprire subito la porta di casa se piangono o abbaiano. Lasciare un nostro indumento come una sorta di souvenir, non funziona perché "il nostro odore è in tutta la casa".

"Ma è la gestione corretta dell'animale che fa la differenza - avverte la veterinaria - E questa si vede nelle attività di ogni giorno. Innanzitutto, il cane deve avere una figura di riferimento (il capobranco) che si occupa dei suoi bisogni e di stabilire le regole (attenzione: bisogna essere estremamente coerenti!). La ciotola del cibo non va mai lasciata a disposizione, ma presentata solo all'orario dei pasti. È necessario gestire anche le risorse. I giochi devono essere tirati fuori solo quando il padrone decide che si può giocare. E le coccole vanno date quando decide l'umano, non quando le chiede il cane".