Morbillo, i casi salgono dell'80% ma molti bambini non si vaccinano

Morbillo, i casi salgono dell'80% ma molti bambini non si vaccinano
L'allarme dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: 23 milioni hanno saltato l'appuntamento per immunizzarsi nel 2020, 4 milioni in più del 2019
1 minuti di lettura

Più di 17.000 casi di morbillo segnalati nei primi due mesi dell'anno. Un incremento di circa l'80% rispetto a gennaio-febbraio 2021 in cui ne erano stati notificati poco più di 9500. Il report dell'Unicef si associa all'allarme lanciato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: 23 milioni di bambini hanno saltato l'appuntamento vaccinale nel 2020, quasi 4 milioni in più rispetto all'anno precedente.

L'immunizzazione - è bene ricordarlo - rappresenta lo strumento più efficace per contrastare la diffusione delle malattie infettive prevenibili con il vaccino. Ogni anno - così ci ricorda l'Ecdc, ovvero il Centro Europeo per il Controllo e la Prevenzione delle malattie, - la vaccinazione evita milioni di infezioni, ospedalizzazioni e morti. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità prima del vaccino morivano di morbillo 2.600.000 persone all'anno.

Il vaccino serve

Pertanto non vaccinare o posticipare l'appuntamento vaccinale rappresenta un rischio reale e concreto per il diffondersi di malattie prevenibili, tra cui appunto il morbillo. Al contrario, ottenere coperture vaccinali alti, uguali o superiori al 95% con due dosi di vaccino, rappresenta la strategia più efficace per proteggere i bambini contro il morbillo.

Pandemie e guerre e la diffusione delle epidemie

Pandemie, guerre, conflitti da parte loro possono poi contribuire a loro volta al diffondersi delle malattie infettive sotto forma di piccoli focolai o outbreaks, per usare un inglesismo. Non a caso tra i Paesi in cui si è assistito recentemente ad oubreaks di morbillo vi sono stati Afghanistan, Etiopia, Nigeria, Somalia and Yemen.  Si parla addirittura di 21 grandi focolai di morbillo nell'ultimo anno. Numero che potrebbe essere addirittura sottostimato per delle possibili falle nel sistema di sorveglianza.

Il Covid

Anche nel nostro paese la pandemia Covid-19, con l'interruzione o il ritardo della somministrazione vaccinale, ha rappresentato un ostacolo per l'immunizzazione. Molte famiglie italiane, specie durante il primo lockdown, hanno discontinuato o rimandato la seduta vaccinale, lasciando i bambini scoperti e vulnerabili nei confronti di malattie infettive prevenibili con il vaccino. In dettaglio, una famiglia su tre nei primi mesi del lockdown ha rinviato le sedute vaccinali del proprio bambino nella fascia 0-2 anni. I dati diffusi dal Ministero della Salute coerentemente indicano un calo della copertura nazionale verso il morbillo di quasi 3 punti percentuali: solo il 91,7% nel 2020 ha ricevuto la prima dose del vaccino. Numeri che ci devono far riflettere e agire concretamente per la tutela della salute dei nostri bambini.