Virus sinciziale, centomila bambini sotto i cinque anni morti nel 2019

(Credit: Janko Ferlic/Unsplash)
(Credit: Janko Ferlic/Unsplash) 
Lo studio su The Lancet sottolinea l'alta mortalità nella fascia dai 28 giorni ai sei mesi. L'infezione acuta delle basse vie respiratorie causata dal virus respiratorio sinciziale è responsabile di circa 3,6 milioni di ricoveri ospedalieri ogni anno
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Un nuovo studio lancia l'allarme sui decessi dei bambini a causa del virus respiratorio sinciziale (RSV), soprattutto nei paesi a basso e medio reddito. Secondo quanto pubblicato dall'Università di Edimburgo su The Lancet nel 2019 sono stati più di centomila i bambini sotto i cinque anni morti a causa dell'RSV, la metà dei quali era sotto i sei mesi. L'infezione acuta delle basse vie respiratorie causata dal virus respiratorio sinciziale è responsabile di circa 3,6 milioni di ricoveri ospedalieri ogni anno.

Lo studio

Questa ricerca è la prima ad esaminare il peso della malattia in termini di vite suddividendolo in fasce di età: nel 2019 ci sono stati oltre 45.000 decessi nei neonati di età inferiore ai sei mesi, con 1,4 milioni di ricoveri ospedalieri. Da alcune stime aggiornate ad oggi è emerso che i bambini di sei mesi e più sono particolarmente vulnerabili anche a causa dell'allentamento delle restrizioni per il Covid e alla maggiore facilità di circolazione del virus.

Inoltre, la maggioranza dei bambini nati negli ultimi due anni, sempre in lockdown, non sono mai stati esposti all'RSV e non hanno anticorpi contro questo virus. La fascia di età compresa tra i 28 giorni e i sei mesi resta quella con il più alto tasso di mortalità.

Per i bambini di età inferiore a cinque anni ci sono stati 3,6 milioni di ricoveri ospedalieri, 26.300 decessi in ospedale e 101.400 decessi complessivi attribuibili a RSV. I risultati dello studio possono essere d'aiuto per identificare i gruppi più fragili a cui dare priorità in caso di vaccino.

I paesi a basso reddito

Il 97% dei decessi infantili dovuti al virus respiratorio sinciziale si verifica nei paesi a basso e medio reddito. Il professor Xin Wang dell'Università di Medicina di Nanjing, Cina, coautore dello studio, ha affermato che tre quarti delle morti avvengono al di fuori delle strutture ospedaliere, e nei paesi più poveri la percentuale arriva all'80%. Le cure sono ancora un miraggio in certe zone del mondo e spesso all'interno delle comunità l'identificazione del caso arriva troppo tardi. Per questo sono necessari programmi di immunizzazione efficaci a prezzi accessibili.

Farmaci e vaccini

Si lavora da tempo per individuare farmaci specifici e vaccini per combattere l'RSV. È di poco tempo fa la pubblicazione di uno studio sul The New England Journal of Medicine dove i ricercatori parlano di una protezione della durata di circa un anno grazie a una iniezione di anticorpi monoclonali, che prevengono l'infezione in bambini di poche settimane.

Un lavoro portato avanti dall'Università della California e pubblicato sul Journal of Virology ha invece dimostrato che il vaccino proteico bioingegnerizzato contro l'RSV evoca una risposta immunitaria protettiva. Un'altra via perseguibile e che sta dando buoni risultati è quella del vaccinare la mamma durante la gravidanza. Così, attraverso la placenta, le risposte anticorpali neutralizzanti arrivano anche al feto.